Italian English French German Portuguese Russian Spanish
   Semi di riflessione

 I frutti : 1 - 27  Riflessioni archivio  1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 

27

Il sentiero della verità

 

Come può spuntare il sole,se tu sei cieco? Il sole potrebbe anche spuntare, ma tu non lo vedresti. Se non hai occhi per vedere, al mondo non esiste bellezza: i fiori fioriranno, ma non per te. Le stelle colmeranno il cielo di uno splendore infinito, ma non per te. Lo ripeto: se non hai occhi per vedere, al mondo non esiste bellezza alcuna! Se nel tuo cuore non hai amore, non troverai mai l'amato! Solo gli occhi trovano la bellezza, solo le orecchie riconoscono la musica e la squisita melodia che avvolge l'intera esistenza. Ma la maggior parte delle persone insiste nel ricercare qualcosa "là fuori", senza creare una ricettività simmetrica nel proprio essere. In questo modo, la gente continua a ricercare "qualcosa" senza mai trovarla: non deve stupire che non la trovi. Non potrà mai trovarla! Occorre mutare attitudine, occorre prepararsi: trovare il significato della vita presuppone alcune cose. La prima è la coscienza di non sapere: il requisito primo di un ricercatore del vero è che egli sia una persona che apprende, che impara. Per questo egli deve essere aperto alla realtà, alle opportunità di apprendere che la vita gli offre. La vera ricerca interiore è dunque questa: come imparare, come tornare ad apprendere, come diventare un discepolo, come svuotare la coppa del proprio essere in modo tale che , incontrando un uomo il cui mondo interiore straripa della presenza divina, tu possa venirne colmato.

Osho - Racconti sufi 

26

Meditazione per la Terra

 

Cerco una posizione comoda in cui poter stare per qualche minuto in silenzio e in uno stato di quiete interiore... Con gli occhi chiusi.
Mi lascio scivolare nel luogo della mia coscienza dove non devo pi√Ļ fare nulla, nessuno sforzo per esistere.
Percepisco in me il riallinearsi dei vari piani dei mio essere:
fisico...
mentale...
emotivo...
spirituale...
Sono il testimone della mia esistenza, e ascolto per qualche secondo il respiro entrare ed uscire in me.  Mi lascio respirare...
Quando divento ¬†pi√Ļ ‚Äúuno‚ÄĚ, meno disperso nei pensieri e nelle sensazioni, sento la mia connessione alla Rete di Luce e di Coscienza che unisce tutti gli altri individui..
Visualizzo il pianeta Terra, che vedo proiettato di fronte a me. Osservo la forma, i colori del pianeta che ruota nello spazio.
Alcune zone sono ricoperte di nebbie grigie e giallastre di odio, ingiustizia e sofferenza.
Le visualizzo...
Chiedo alla Fonte dell’Amore che scorre dentro di me di farmi canale di Guarigione per la Terra e per gli esseri che vi abitano.
Rimango in  uno stato interiore di consapevolezza e compassione per tutti gli uomini e per la Terra..
Poso la mano sinistra sotto la sfera della Terra, ¬†mentre con la destra accarezzo e ‚Äúspolvero‚ÄĚ lentamente tutta la superficie, ed in particolare le aree grigie. Dalle quali ricevo immagini di luoghi e persone...
Trasmetto a loro un messaggio di Evoluzione e di Pace.
Continuo a ‚Äú spolverare‚ÄĚ queste aree fino a che tutta la Terra ¬†ritrova ¬†una luce brillante e azzurra.
Quando ogni continente, ogni oceano, ogni essere vivente del mondo minerale, vegetale, animale ha ricevuto il messaggio di Amore e di Evoluzione,  la Luce ricomincia a far splendere Gaia dall’interno.
Nella mano sinistra si é depositato un mucchio di scorie...  Le visualizzo e con un gesto le mando alla Fonte della Luce perché siano trasformate in Energia positiva per tutto l’Universo.
Avvolgo, come si fa con un regalo prezioso e fragile, il pianeta con uno strato di Luce Verde di Guarigione Spirituale.
Porto entrambe le mani sul petto, sentendo la forza della connessione con gli altri esseri.
Ringrazio le mie guide spirituali della protezione ricevuta e del lavoro svolto...
Lentamente ritrovo gli altri aspetti della mia presenza ordinaria: il mio respiro, il mio corpo, il luogo in cui mi trovo, l’ora, il  giorno....

25

La ricetta dell'Amore

 

Ingredienti:

- 5 Kg. di Amore
- 1 Tazza di Collaborazione
- 4 Cucchiai di Responsabilità
- 1 Litro di Idee
- 1 Scatola di Felicità
- 10 Kg. di Amicizia
- 1 Pizzico di Umorismo

Preparazione:

- Prendere una bacinella e rovesciare mezza scatola di felicità.
- Aggiungere poco alla volta 1 Litro di Idee stando bene attenti che non si formino "grumi", soprattutto all'inizio.
- Aggiungere la Tazza di collaborazione, amalgamarla bene con i 4 cucchiai di Responsabilità.
- Terminato ciò, mescolare l'insieme e aggiungere i 10 kg. di Amicizia.
- Cospargere il tutto con il rimanente di Felicità.
- Tocco finale, insaporire il composto con un pizzico di Umorismo.
- Versare il tutto in una terrina del diametro immenso e mettere in forno a 1000' gradi.

Il preparato è da gustarsi in compagnia

24

I Canti della Madre

 
attraverso Francesca Caruso
 
THAT LITTLE
  (QUEL POCO)
C'è poco da fare quando ami e il tuo cuore è pieno di amore (e pieno di gioia)
C'è poco da sapere quando la tua mente è uno con il cielo (il cielo infinito)
C'è poco o nulla da fare quando sai che sei figlio di Dio (che ti benedice)
C'è poco o nulla da fare. basta lasciar sbocciare il tuo cuore
E lasciare che il cuore canti una canzone allegra
Lasciare che tu viva la vita come vuoi
Lasciare che il cuore sbocci mentre canti la tua canzone, mentre canti e danzi la vita da solo
C'è poco da fare quando sai che tutto è perfetto (tutto va bene)
C'è poco da fare quando senti che i tuoi problemi sono fasulli (sono solo un sogno)
Non c'è nulla che tu debba fare per raggiungere la tua meta, solo credere in te stesso (e questo è un dato di fatto)
Quel poco che c'è da fare è essere te stesso
E lasciare che il cuore canti una canzone allegra
Lasciare che tu viva la vita come vuoi
Lasciare che il cuore sbocci mentre canti la tua canzone, mentre canti e danzi la vita da solo
E lasciare che il tuo pi√Ļ alto S√© sia!
23

Il software Amore

 
Come installare il software Amore per rendere poi operativi anche tutti gli altri programmi:
Assistenza tecnica: Sì... come posso aiutarti?
Cliente: Ho deciso di installare Amore. Potete guidarmi nella procedura di caricamento?
Assistenza tecnica: Sì, posso aiutarti. Sei pronto a procedere?
Cliente: Beh, non sono molto esperto, ma credo di essere pronto. Qual è la prima cosa da fare?
Assistenza tecnica: Il primo passo è aprire il Cuore. Hai localizzato dove si trova Cuore?
Cliente: Sì, ma ci sono diversi altri programmi attualmente operativi. Va bene installare Amore con altri programmi aperti?
Assistenza tecnica: Quali sono i programmi aperti?
Cliente: Vediamo. Attualmente sono attivi Sofferenze Passate, Scarsa Autostima, Risentimenti e Rancori.
Assistenza tecnica: Non c'√® problema. Amore canceller√† gradualmente Sofferenze Passate dal tuo sistema operativo attuale. Potrebbe rimanere nella memoria permanente ma non disturber√† pi√Ļ gli altri programmi. Alla fine Amore render√† obsoleto Scarsa Autostima. Per√≤ devi chiudere completamente Risentimenti e Rancori: questi programmi impediscono la corretta installazione di Amore. Puoi chiuderli?
Cliente: Non so come fare a chiuderli. Può spiegarmi come si fa?
Assistenza tecnica: Con piacere. Vai al menu di partenza e  clicca su Perdono. Ripeti l'operazione finché Risentimenti e Rancori sono stati completamente cancellati.
Cliente: Bene, ho fatto! Amore ha cominciato a installarsi da solo. E' normale?
Assistenza tecnica: Sì, ma ricorda che attualmente ha solo il programma di base. Devi cominciare a collegarti con altri Cuori per scaricare le estensioni.
Cliente: Oh oh. Vedo già un messaggio di errore. Dice, "Errore: il programma non è operativo su supporti esterni." Cosa devo fare?
Assistenza tecnica: Non ti preoccupare. Significa che il software Amore è programmato per operare su Cuori Interiori, ma non è ancora stato inizializzato sul tuo Cuore. In termini non tecnici, vuol dire semplicemente che tu devi Amare te stesso prima di poter Amare altri.
Cliente: Che cosa devo fare adesso?
Assistenza tecnica: Vai al menu Accettazione di Sé, poi apri i seguenti file: Perdonarsi, Rendersi conto del proprio valore, Riconoscere i propri limiti.
Cliente: Bene, fatto.
Assistenza tecnica: Ok. Ora copia questi file nella cartella "Mio Cuore". Il sistema eliminer√† automaticamente i file contrari e comincer√† a riparare la programmazione difettosa. Devi anche cancellare Autocritica soffocante da tutte le cartelle e svuotare il Cestino per assicurarti che il file sia eliminato completamente e non torni mai pi√Ļ.
Cliente: Bene. Ehi! Il mio Cuore si sta riempiendo di file nuovi. E' comparso Sorriso sul mio monitor, e Pace e Soddisfazione si stanno copiando in tutto il mio Cuore. E' normale?
Assistenza tecnica: Succede. Qualche volta ci vuole del tempo, ma alla fine tutto arriva al momento giusto. Bene, Amore è installato e operativo.   Ancora una cosa prima di interrompere la comunicazione: Amore è un software gratuito. Se fai circolare Amore e le sue estensioni a tutti quelli che incontri, verrà condiviso con molti altri e riceverai in cambio dei sottoprogrammi utili.
22

Felicità

 

Bisogna essere felici di nulla, magari di una goccia d’acqua oppure di un filo di vento. Di un animaletto che si posa sul tuo braccio o del profumo che viene dal giardino. Bisogna camminare su questa terra con le braccia tese verso qualcosa che verrà e avere occhi sereni per tutte le incertezze del destino. Bisogna saper contare le stelle, amare tutti i palpiti del cielo e ricordarsi sempre di chi ci vuole bene. Solo così il tempo passerà senza rimpianti e un giorno potremo raccontare di avere avuto tanto dalla vita. 

(Manolo Alvarez)

21

Le piccole rane

 

C'era una volta un gruppo di piccole rane.... che organizzò una gara di corsa. 
L'obiettivo era quello di raggiungere la cima di una torre molto alta. 
Una grande folla si radunò
intorno alla torre per assistere alla gara e incoraggiare i contendenti. 
La gara incominciò.... 
Onestamente: 
Nessuno tra la folla credeva veramente che le piccole rane avrebbero raggiunto la cima della torre. 
E si sentivano affermazioni del tipo: 
"Oh, ma è troppo difficile!!"  
" Non arriveranno mai in cima." Oppure:"Non hanno nessuna possibilità. La torre è troppo alta!"  
Le piccole rane cominciarono a crollare. Una dopo l'altra....Tranne quelle che, ancora fresche, si stavano arrampicando sempre pi√Ļ su....¬†La folla continuava a gridare, "E' troppo difficile!!! Nessuna ce la far√†!"¬†Altre piccole rane si stancarono e si arresero....Ma UNA continu√≤ sempre pi√Ļ su....
Questa non si sarebbe arresa! Alla fine tutte le rane si erano arrese davanti alla scalata della torre. Eccetto per quella piccola rana che, dopo un grosso sforzo, fu la sola a raggiungere la cima!
A quel punto tutte le altre piccole rane vollero conoscere come aveva fatto a farcela ? 
Un  concorrente chiese alla piccola rana come avesse fatto a trovare la forza per vincere e raggiungere l'obiettivo?  
Venne fuori....Che la vincitrice era SORDA!!!! 
La morale di questa storia è:
Non ascoltare mai la tendenza degli altri ad essere negativi o pessimisti perch√® cos√¨ vi portano viai vostri sogni e desideri pi√Ļ belli, quelli che avete nel cuore!¬†Ricordate sempre che grandi potere hanno le parole.¬†Perch√® ogni cosa che ascolti e leggi influenzer√† le tue azioni!¬†Perci√≤:¬†¬†
Sii sempre.... POSITIVO! E sopratutto : 
Sii SORDO quando la gente TI dice che non puoi realizzare i tuoi sogni!
Pensa sempre :  
IO e DIO possiamo farcela a fare Questo !Passa questo messaggio a 5 persone che ti sono
care. Dai loro un pò di motivazione!!!
Molta gente se ne va dalla tua vita ma gli AMICI lasciano le loro orme nel tuo cuore.
Per il mondo tu potrai essere una persona, ma per un persona tu puoi essere il mondo.  
Se sei stato toccato/a dalla rana significa che sei un/una grande amico/a. 

20

Il pubblicitario

 

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con
un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta:
     "Sono cieco, aiutatemi per favore".
     Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva
solo pochi centesimi nel suo cappello.
     Si chinò e versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso
dell'uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un'altra frase.
     Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente, notò
che il suo cappello era pieno di monete e banconote.
     Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli chiese se non fosse
stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.
     Il pubblicitario rispose: "Niente che non fosse vero - ho solo
riscritto il tuo in maniera diversa", sorrise e andò via.
     Il non vedente non seppe mai che sul suo cartello c'era scritto:
     "Oggi è primavera...ed io non la posso vedere".
     Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio.
    Manda  questa storia a tutte le persone che, secondo te,meritano di vedere la primavera, anche se a volte è dura...
     A tutte le persone che vorresti vedere sorridere sempre, perché con il
loro sorriso rendono migliore il mondo.

19

I bambini

 

I bambini vengono direttamente dall’Aldilà. Ecco perché sono pieni d’amore e di fiducia.
Essi vivono esclusivamente qui e ora, perciò, sono fondati interamente sul loro Sé.
I bambini dormono molto, perché così possono continuare a godere della vicinanza a Dio.
Il loro corpo ha rotondità, forme piacevoli ed è tenero e snodato. La pelle soda e liscia.
Pi√Ļ il tempo passa, pi√Ļ si formano nuove strutture che sono importanti per la vita sulla terra:
si sviluppano il pensiero, l’autocoscienza, la distinzione fra tuo e mio. Ed il corpo si indurisce.
Questo processo dura fino alla morte. Pi√Ļ l‚Äôuomo invecchia, pi√Ļ rigido diventa solitamente il suo corpo.
Ci√≤ significa: la flessibilit√† √® giovent√Ļ e vita, la rigidit√† √® per la vecchiaia e la morte.
Conserva la tua flessibilità.
Evita ogni rigidità.
Trova il bambino in te e trova il tuo gioco.
Gioca ogni giorno qualcosa e inverti cosi il processo. Invece di diventare sempre pi√Ļ rigido, diventa sempre pi√Ļ spensierato, sempre pi√Ļ tenero, sempre pi√Ļ leggero.
L‚Äôesterno √® sempre un riflesso dell‚Äôinterno. Pi√Ļ diventi spensierato, pi√Ļ prendi contatto con il bambino, con le tue dolci, morbide e delicate parti, pi√Ļ il tuo corpo diventa flessibile.
Ubbidisci con elasticità ai profondi paradossi, alle apparenti contraddizioni della vita. Riconosci le grandi verità, perché puoi guardarle con gli occhi grandi e innocenti di un bimbo.
Muori perciò giovane, poiché hai potuto diventare vecchio giocando con il bambino che e in te. Completamente flessibile perché la rigidità della vecchiaia non ha potuto trovare alcun arresto in te. Pieno di splendore e pieno di benedizione.

     Sathya Sai Baba

18

Buona strada a tutti

 
Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi son ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosí ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.
Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa é finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ció che mi aspettava... qualcosa di inaspettato!

Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra cosí lontana.
Il mio sangue é sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará" Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocitá.
Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite?
Il dolore √© come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. D√¨ a mia sorella di non spaventarsi, mamma, d√¨ a pap√° di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva.... la mia respirazione si fa sempre pi√ļ debole e incomincio ad avere veramente paura. Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento cos√≠ disperata.... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo..... Ti voglio bene e....addio."

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.
Se questo messaggio é arrivato fino a te e lo cancelli... potresti perdere l'opportunitá, anche se non bevi,di far capire a molte persone che la tua stessa vita é in pericolo. Questo piccolo gesto puó fare la differenza.
Mandalo a tutti quelli che conosci.
Buona strada a tutti.
17

La vita senza amore

 
L’intelligenza priva di amore, ti rende perverso.
La giustizia senza amore, ti rende spietato.
La diplomazia senza amore, ti rende ipocrita.
Il successo senza amore, ti rende arrogante.
La richezza senza amore, ti rende avaro.
La docilità senza amore, ti rende sottomesso.
La povertà senza amore, ti rende orgoglioso.
La bellezza senza amore, ti rende ridicolo.
L’autorità senza amore, ti rende tiranno.
Il lavoro senza amore, ti rende schiavo.
La semplicità senza amore, ti toglie valore.
La preghiera senza amore, tei rende introverso.
La legge senza amore, ti schiavizza.
La politica senza  amore, ti rende egoista.
La fede senza amore, ti rende fanatico.
La croce senza amore diventa tortura.
LA VITA SENZA AMORE... NON HA SENSO.........
16

Il pesce e l'oceano

 

Ho sentito di un pesce che un giorno chiese alla regina dei pesci di un oceano:

¬ęHo sentito tanto parlare e discorrere dell'oceano, ma che cos'√® questo oceano?¬Ľ.

La regina dei pesci rise e disse:

¬ęTu in quell'oceano ci sei nato, sei venuto fuori da l√¨ e l√¨ vivi. Proprio in questo momento ci sei dentro e l'oceano √® dentro di te e un giorno di nuovo scomparirai nell'oceano¬Ľ. ¬†

Anche l'uomo vive in un oceano di energia: la stessa energia che sta sia dentro che fuori di lui. Voi siete nati grazie a tale energia, voi ci vivete ed in essa vi dissolverete. Se essa vi viene a mancare, non √® perch√© si trova lontano da voi, bens√¨ proprio perch√© vi √® assai vicina. Vi viene a mancare perch√© non vi √® mai mancata: √® sempre stata qui. Dovete solo diventare pi√Ļ sensitivi. ¬†

Ascoltate pi√Ļ intensamente gli usignoli. Ascoltate gli alberi, la musica che vi circonda. Ascoltate ogni cosa, guardate ogni cosa, toccate ogni cosa con tanta intensit√† e sensitivit√† che quando osservate qualcosa diventate gli occhi, quando ascoltate qualcosa diventate le orecchie, quando toccate qualcosa diventate il tatto. Inoltre non vi fissate su nessun senso in particolare: tutti i sensi si fondono fino a formarne uno solo. Tutti i sensi diventano un'unica sensitivit√† ... ed improvvisamente scoprite che siete sempre stati dentro Dio, che siete sempre stati con Dio.

Tratto da:

Conversazione sui dieci Tori

Lunedì 4 Marzo 1976 Poona India 

Osho

15

DOPO L'11 SETTEMBRE

 

Nota: George Carlin è un comico, molto famoso negli anni '70 e '80 in
America.

GEORGE CARLIN 

DOPO L'11 SETTEMBRE

" Perché ce la faremo "

Il paradosso del nostro tempo nella storia è che
abbiamo edifici sempre pi√Ļ alti, ma moralit√† pi√Ļ basse,
autostrade sempre pi√Ļ larghe, ma orizzonti pi√Ļ ristretti.

Spendiamo di pi√Ļ, ma abbiamo meno,
comperiamo di pi√Ļ, ma godiamo meno.
Abbiamo case pi√Ļ grandi e famiglie pi√Ļ piccole,
pi√Ļ comodit√†, ma meno tempo.

¬†Pi√Ļ conoscenza, ma meno giudizio,
¬†pi√Ļ esperti, e ancor pi√Ļ problemi,
¬†pi√Ļ medicine, ma meno benessere.

 Beviamo troppo, fumiamo troppo,
 spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco,
 guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo,
 facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi,
 vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.

 Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà,
 ma ridotto i nostri valori.
 Parliamo troppo, amiamo troppo poco
 e odiamo troppo spesso.
 Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere,
 ma non come vivere.
 Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.

 Siamo andati e tornati dalla Luna,
 ma non riusciamo ad attraversare la strada
 per incontrare un nuovo vicino di casa.
 Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
¬†Abbiamo creato cose pi√Ļ grandi, ma non migliori.
 Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima.
 Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi.

Pianifichiamo di pi√Ļ, ma realizziamo meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers pi√Ļ grandi per contenere pi√Ļ informazioni,
per produrre pi√Ļ copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.

Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta,
grandi uomini e piccoli caratteri,
ricchi profitti e povere relazioni.

Questi sono i tempi di due redditi e pi√Ļ divorzi,
case pi√Ļ belle ma famiglie distrutte.

Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta,
della moralità a perdere, delle relazioni di una notte,
dei corpi sovrappeso e delle pillole
che possono farti fare di tutto,
dal rallegrarti al calmarti, all'ucciderti.

E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina
e niente in magazzino.

Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera,
e in cui puoi scegliere di condividere
queste considerazioni con altri, o di cancellarle.

Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora,
perché non saranno con te per sempre.

Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno
che ti guarda dal basso in soggezione,
perché quella piccola persona presto crescerà
e lascerà il tuo fianco.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio
alla persona che ti sta a fianco,
perché è l'unico tesoro che puoi dare con il cuore
e non costa nulla.

Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.

Un bacio e un abbraccio possono curare ferite
che vengono dal profondo dell'anima.

Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti,
perch√© un giorno quella persona non sar√† pi√Ļ l√¨.

Dedica tempo all'amore, dedica tempo alla conversazione,
e dedica tempo per condividere
i pensieri preziosi della tua mente.

E RICORDA SEMPRE:
la vita non si misura da quanti respiri facciamo,
ma dai momenti che ci tolgono il respiro.

 
George Carlin

14

LA FAVOLA DEI CALDOMORBIDI

 

C'era una volta un luogo, molto, molto tempo fa, dove vivevano delle persone felici.Fra queste persone felici ve n'erano due che avevano per nome Luca e Vera. Luca e Vera vivevano con i loro due figli Elisa e Marco.

Per poter comprendere quanto erano felici dobbiamo spiegare come erano solite andare le cose in quel tempo e in quel luogo.

Vedete, in quei giorni felici, quando un bimbo nasceva trovava nella sua culla,posto vicino a dove appoggiava il suo pancino, un piccolo, soffice e caldo sacchetto morbido. E quando il bambino infilava la sua manina nel sacchetto, poteva sempre estrarne un .....caldomorbido .

I caldomorbidi in quel tempo erano molto diffusi  richiesti perché in qualunque momento una persona ne sentisse il bisogno poteva prenderne uno e subito si sentiva calda e morbida a lungo.

Se per qualche motivo la gente non avesse avuto con una certa regolarità dei caldomorbidi essa correva il rischio che gli si sviluppasse dentro una strana e rara malattia. Era una malattia che partiva dalla spina dorsale e che lentamente portava la persona ad incurvarsi, ad appassire e poi a morirne.

In quei giorni era molto facile avere dei caldomorbidi e si incontrava sempre qualcuno che ne chiedeva e qualcuno che ne dava volentieri.

Quando uno, cercando nel suo sacchetto, tirava fuori un caldomorbido questo aveva la dimensione di un pugno di bambina ed un colore caldo e tenero. E subito, vedendo la luce del giorno, sorrideva e sbocciava in un grande e vellutato caldomorbido.

E quando veniva posto sulla spalla di una persona o sulla testa, o sul petto, e veniva accarezzato, piano piano si scioglieva, entrava nella pelle, e permetteva subito a questa persona di sentirsi bene a lungo.

La gente in quel tempo si frequentava molto e si scambiava reciprocamente caldomorbidi. Naturalmente erano sempre gratis ed averne a sufficienza non era mai un problema.

Come dicevamo poc'anzi, con tutta questa abbondanza di caldomorbidi in questo paese erano tutti felici e contenti, caldi e morbidi, la maggior parte del tempo.

Ma un brutto giorno una strega cattiva  che viveva da quelle parti si arrabbiò, perché essendo così tutti felici e contenti nessuno comprava le sue pozioni e i suoi unguenti.

A questo punto la strega, che era molto intelligente, studiò un piano diabolico.

In una bella mattina di primavera, mentre Vera giocava serena in un prato coi bambini, avvicin√≤ Luca e gli sussurr√≤ all' orecchio : " guarda Luca, guarda Vera sta sprecando tutti i caldomorbidi che ha dandoli a Elisa. Sai, se Elisa se li prende tutti, pu√≤ darsi che a lungo andare non ne rimanga pi√Ļ nessuno per te ".

Luca rimase a lungo soprappensiero. Poi si volt√≤ verso la strega e disse : " Intendi dire che pu√≤ darsi che non troveremo pi√Ļ un caldomorbido nel nostro sacchetto tutte le volte che lo cercheremo ? ". E la strega rispose: " No, assolutamente no. Quando saranno finiti, saranno finiti. E non ne avrai assolutamente pi√Ļ". Detto questo vol√≤ via sghignazzando fra s√©.

Luca fu molto colpito da quanto li aveva detto la strega e da quel momento cominciò ad osservare e a ricordare tutti i momenti cui Vera dava caldomorbidi a qualcun altro. da quel momento cominciò ad essere timoroso e turbato perché gli piacevano i caldomorbidi di Vera e non voleva proprio rimanere senza. E pensava pure che Vera non facesse una cosa buona dando tutti quei caldomorbidi ai bambini e alle persone.

Così cominciò (ad intristirsi) tutte le volte che vedeva Vera dare un caldomorbido a qualcun altro. E poiché Vera gli voleva molto bene, essa smise di dare  così speso i caldomorbidi agli altri riservandoli invece a lui.

I bambini, vedendo questo, cominciarono naturalmente a pensare che fosse un cosa cattiva dar via i caldomorbidi ( a chiunque )¬† in qualsiasi momento venissero richiesti o si desiderasse farlo. ( E piano piano, senza quasi nemmeno accorgersene, diventarono sempre pi√Ļ timorosi di perdere qualcosa).

Cos√¨ anche essi divennero pi√Ļ esigenti. Tenettero d'occhio i loro genitori e quando vedevano che uno di loro dava un caldomorbido all'altro ( anche essi incominciarono ad intristirsi. E cos√¨ anche i loro genitori se ne davano sempre meno e di nascosto perch√© cos√¨ pensavano che non li avrebbero fatti soffrire.

Sappiamo bene come sono contagiosi i timori. Infatti in meno che non si dica queste paure si sparsero in tutto il paese e sempre meno ci si scambiava caldomorbidi. Nonostante ci√≤ le persone potevano sempre comunque trovare un caldomorbido nel loro sacchetto tutte le volte che lo cercavano, ma essi cominciarono a cercare sempre meno diventando intanto sempre pi√Ļ avari.

Presto la gente cominci√≤ a sentire mancanza di caldomorbidi e inizi√≤ a sentire meno caldo e meno morbido. Poi alcuni di loro cominciarono ad incurvarsi e d appassire e talvolta la gente persino moriva. (quella malattia dovuta alla mancanza di¬† caldomorbidi, che prima della venuta della strega era molto rara, ora colpiva sempre pi√Ļ spesso).

E sempre pi√Ļ la gente andava ora dalla strega per comprare pozioni e unguenti, ma nonostante ci√≤ non aveva l'aria di stare meglio.

Orbene, la situazione stava diventando di giorno in giorno pi√Ļ seria. A pensarci bene la strega cattiva in realt√† non desiderava che la gente morisse ( infatti pare che i morti non comprino balsami e pozioni), cos√¨ cominci√≤ a studiare un nuovo piano.

Fece distribuire gratuitamente a ciascuno un sacchetto in tutto simile al sacchetto dei caldom0rbidi eccetto che per il fatto che questo era freddo mentre l'altro  era caldo. Dentro il sacchetto della strega infatti c'erano i freddo ruvidi. Questi freddoruvidi non facevano sentire la gente calda e morbida ma la facevano sentire fredda e ruvida.

Comunque fosse, i freddoruvidi un effetto sortivano: impedivano infatti che la schiena della gente si incurvasse pi√Ļ di tanto; e anche se sgradevoli servivano a tenere in vita le persone che abitavano in questo luogo che una volta era stato felice.

Così tutte le volte che qualcuno diceva : " desidero un caldomorbido" la gente, che arrabbiata e spaventata per il loro rarefarsi, rispondeva:  non ti posso dare un caldomorbido, gradisci però un freddoruvido?".

E a volte capitava che due persone che passeggiavano insieme pensavano che avrebbero potuto scambiarsi dei caldomorbidi, ma una o l'altra delle due, aspettando che fosse l'altro ad offrirglielo finiva poi per cambiare idea, ed essi finivano per scambiarsi dei freddoruvidi.

Stando così le cose ormai sempre meno gente moriva di quella malattia, ma un sacco di persone erano sempre infelici e sentivano molto freddo e molto ruvido.

(E inutile dire che questo fu un periodo d'oro per gli affari per la strega).

La situazione si complicava ogni giorno di pi√Ļ. I caldomorbidi che una volta erano disponibili come l'aria divennero una cosa di grosso valore e questo fece s√¨ che la gente fosse disposta ad ogni sorta di cose pur di averne.In certi casi i caldomorbidi venivano storti con un po' di inganno, in altri con un po' di violenza... e quando questo avveniva succedeva una cosa strana... che non sorridevano pi√Ļ e s'illuminavano poco poco e di un sapore amaro.

Prima che la strega facesse la sua apparizione la gente usava stare in gruppi di tre o di quattro o anche di cinque persone senza minimamente preoccuparsi di chi fosse  a dare i caldomorbidi.Dopo la venuta della strega la gente cominciò  a tenere per sé tutti i propri caldomorbidi e a darli al massimo ad un'altra persona. Qualche volta succedeva che quelli che davano a persone esterne dei caldomorbidi si sentivano in colpa perché pensavano che il proprio partner  probabilmente ne sarebbe stato dispiaciuto e geloso. Anche quelli che non avevano trovato un partner sufficientemente generoso andavano a comperare i loro caldomorbidi e questo gli costava  molte ore di lavoro per racimolare il denaro.

Un' altra cosa sorprendente succedeva ancora. Alcune persone prendevano i freddoruvidi, che si trovavano facilmente e gratuitamente, li camuffavano ad arte con un'apparenza piacevole e morbida e li spacciavano per caldomorbidi.

Questi caldomorbidi contraffatti venivano chiamati caldomorbidi di plastica e finirono per procurare guai maggiori. Per esempio, quando due persone si volevano scambiare reciprocamente dei caldomorbidi pensavano, è ovvio, che si sarebbero sentiti bene, ma in realtà succedeva che nulla cambiava e continuavano a sentirsi come prima  e forse anche un pochino peggio. M poiché pensavano i buona fede di essersi scambiati dei caldomorbidi genuini, rimanevano molto confusi e disorientati non comprendendo che il loro freddo e le loro sensazioni sgradevoli erano in realtà il risultato del fatto che si erano scambiati caldomorbidi di plastica.

Cos√¨ la situazione peggiorava di giorno in giorno. i caldomorbidi erano sempre pi√Ļ rari e a volte anche guardati con sospetto perch√© si confondevano con quelli di plastica contraffatti. I freddoruvidi erano abbondanti e sgradevoli e tutti pareva volessero regalarli agli altri. C'era molta tristezza, paura e diffidenza e tutto questo era iniziato con la venuta della strega che aveva convinto le persone che a forza di scambiarsi caldomorbidi un giorno non lontano avrebbero potuto cercare nel proprio sacchetto caldo e scoprire che erano finiti.

Passò ancora del tempo ed un giorno una graziosa e florida donna nata sotto il segno dell'acquario giunse in quel paese sfortunato portando il suo sorriso limpido e caldo.

Essa non aveva mai sentito parlare della strega cattiva e non nutriva alcun timore che i suoi caldomorbidi finissero.Essa li dava liberamente anche quando non erano richiesti.Molti la disapprovavano perché pensavano che fosse sconveniente che i bambini vedessero queste cose e temevano dei guasti nella loro educazione.

Ma essa piacque molto ai bambini, tanto che la circondavano in ogni momento. Ed anche loro cominciarono a prova gusto nel dare agli alti caldomorbidi quando gliene veniva voglia.

I benpensanti corsero ben presto ai ripari facendo approvare una legge per proteggere i bambini da un uso spregiudicato di caldomorbidi. Per questa legge era un crimine punibile dare caldomorbidi ad altri che non alla persona per cui si aveva avuto la licenza.

Molti bambini comunque fecero finta di non conoscere la legge e in barba a questa continuarono a dare ad altri caldomorbidi quando ne avevano voglia o quando qualcuno glieli chiedeva.

E poiché c'erano molti, molti bambini....così tanti forse quanto i ben pensanti... cominciò ad apparire chiaro che la cosa era molto difficile da contenere.

A questo punto sarebbe interessate sapere come andò a finire. Riuscì la forza della legge e dell'ordine a fermare i bambini ? Oppure invece furono i benpensanti a scendere a patti ? E Luca e Vera, ricordando i giorni felici dove non c'era limite di caldomorbidi, ricominciarono a donarli ancora liberamente? 

La ribellione serpeggi√≤ ovunque nel paese e probabilmente tocc√≤ anche il luogo dove voi vivete. Se voi volete, ed io sono sicuro che voi volete, potete unirvi a loro e dare e chiedere caldomorbidi, e in questo modo diventare autonomi e sani senza pi√Ļ il rischio che la vostra spina dorsale si ripieghi soffrendo e possa appassire.

13

IL CUORE PIU' BELLO DEL MONDO!

 

C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone:
diceva di avere il cuore pi√Ļ bello del mondo, o quantomeno della vallata.
Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore pi√Ļ bello che avessero mai visto in vita loro, e pi√Ļ lo dicevano, pi√Ļ il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.
All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse: -Beh,a dire il vero il tuo cuore è molto meno bello del mio.
Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla,
e del ragazzo. Certo,quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di
cicatrici.
C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati
con altri,ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto
bitorzoluto.
Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi.
Così tutti quanti osservano il vecchio, colmi di perplessità,domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.
Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere:-Starai scherzando!, disse:-Confronta il tuo cuore col mio:il mio è perfetto ,mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime. "è vero!", ammise il vecchio. "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai il cambio col mio.
Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel' ho dato, e spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore,a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore.
Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e
così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini.
Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che ho provato anche per queste persone ,e chissà? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro.
Comprendi, adesso, che cosa sia il vero amore?"  Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel'offrì con le mani che tremavano.

Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Poi il vecchio aggiunse:

Se la nota musicale dicesse: " Non è la nota che fa la musica."
Non ci sarebbero le sinfonie.

Se la parola dicesse: " Non è una parola che può fare una pagina." Non ci sarebbero i libri.
Se la pietra dicesse: " Non è una pietra che può alzare un muro..." Non ci sarebbero case.
Se la goccia d'acqua dicesse: "Non è una goccia d'acqua che può fare un fiume." Non ci sarebbero gli oceani.
Se l'uomo dicesse: " Non è un gesto d'amore che può rendere felici e
cambiare il destino del mondo." Non ci sarebbero mai né giustizia, né
pace, né felicità sulla terra degli uomini".


Dopo aver ascoltato, il giovane guard√≤ il suo cuore, che non era pi√Ļ ' il cuore pi√Ļ bello del mondo ' , eppure lo trovava pi√Ļ meraviglioso che mai: perch√© l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.
Condividi questa storia con tutte le persone alle quali hai donato un pezzo del tuo cuore non importa se ti hanno donato anche loro un pezzo del proprio cuore o se ti hanno solo lasciato dei buchi o addirittura delle
voragini.
Ciò che conta e che tu ricordi sempre l'amore che hai provato o che provi ancora nei loro confronti.


                                   
A TUTTI QUELLI A CUI VOGLIO BENE.

12

IL BIGLIETTO DA 50 EURO

 

Paolo, con la faccia triste e abbattuta,si ritrova con la sua amica Carla in un bar per prendere un caffè¨ Depresso, scarica su di lei tutte le sue preoccupazioni... e il lavoro... e i soldi... e i rapporti con la sua ragazza... e la sua vocazione!... Tutto sembrava andar male nella sua vita. Carla introdusse la mano nella borsa, prese un biglietto da 50 EURO e gli disse: - Vuoi questo biglietto?- Paolo, un po' confuso, all'inizio le rispose: - Certo Carla... sono 50 EURO, chi non li vorrebbe? - Allora Carla prese il biglietto in una mano, lo strinse forte fino a farlo diventare una piccola pallina. Mostrando la pallina accartocciata a Paolo, gli chiese un'altra volta: - E adesso, lo vuoi ancora?-  Carla, non so cosa intendi con questo, perché continuano ad essere 50 EURO. Certo che lo prenderò ancora, se me lo dai-. Carla spiegò il biglietto,lo gettò al suolo e lo stropicciò ulteriormente con il piede,riprendendolo quindi sporco e segnato. - Continui a volerlo? -Ascolta Carla, continuo a non capire dove vuoi arrivare, rimane comunque un biglietto da 50 EURO, e finché non lo rompi,conserva il suo valore... Paolo, devi sapere che anche se a volte qualcosa non esce come vuoi,anche se la vita ti piega o accartoccia, continui a essere tanto importante come lo sei stato sempre... Quello che devi chiederti è¨ quanto vali in realtà e non quanto puoi essere abbattuto in un particolare momento. Paolo si paralizzò guardando Carla senza dire una parola, mentre l'impatto del messaggio entrava profondamente nella sua testa. Carla mise il biglietto spiegazzato di fianco a lui, sul tavolo, e con un sorriso complice disse: -Prendilo, ritiralo perché ti ricordi di questo momento quando ti senti male... però mi devi un biglietto nuovo da 50 EURO per poterlo usare con il prossimo amico che ne abbia bisogno-. Gli diede un bacio sulla guancia e si
allontanò verso la porta. Paolo tornò a guardare il biglietto,sorrise, lo guardò e con una nuova energia chiamò il cameriere per pagare il conto... 

Quante volte dubitiamo del nostro valore, di cosa meritiamo veramente di cosa possiamo conseguire? Ora rifletti bene. Cerca di rispondere a queste domande:

1 - Nomina le 5 persone pi√Ļ¬Ļ ricche del mondo.¬†

2 - Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo. 

3 - Nomina 10 vincitori del premio Nobel. 

4 - Nomina i 5 ultimi vincitori del premio Oscar come miglior attore/attrice 

Come va? Male? Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri. E gli applausi se ne vanno! E i trofei si impolverano! I vincitori si dimenticano! 

Adesso rispondi a queste altre domande: 

1 - Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione. 

2 - Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili. 

3 - Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale. 

4 - Nomina 5 persone con cui passi il tuo tempo. 

Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi... Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te,quelle che ad ogni modo stanno con te. Rifletti un momento. La vita è molto corta! Tu, in che lista sei? Non lo sai?...Permettimi di darti un aiuto... Non sei tra i famosi, però sei tra quelli che ricordo per mandargli questo messaggio. Se invii questa mail, magari riusciamo a cambiare il nostro cuore e quello di qualcun altro.... 

"Una candela non ci perde niente nell'accendere un'altra candela"

11

LA FAMIGLIA DELLA FELICITA'

 

Ciao, il mio nome è Felicità;.
Faccio parte della vita, di quelli che credono nella forza
dell'amore,
Che credono che ad una bella storia non possa esserci mai fine.
Sono sposata, lo sapevate?
Sono sposata con il Tempo.
Lui è il responsabile della risoluzione di tutti i problemi.
Lui costruisce cuori, lui medica quelli feriti, lui vince la
tristezza...
Io e il Tempo, assieme, abbiamo avuto 3 figli:
Amicizia, Saggezza, Amore...
Amicizia √® la figlia pi√Ļ grande, una ragazza
bellissima, sincera e allegra.
Lei unisce le persone, non ha l'intento di ferire, ma di consolare.
Poi c'è Saggezza, colta, con principi morali... lei è
quella pi√Ļ simile a suo padre, Tempo.
E' come se Saggezza e Tempo camminassero insieme!
L'ultimo è Amore! Ah, quanto mi fa lavorare lui!
E' ostinato, a volte vuole abitare solo in un certo posto..
E a volte dice che è stato concepito per abitare in 2 cuori e
non in uno soltanto.
Eh si, mio figlio Amore è molto complesso.
Quando comincia a far danni, devo chiamare subito suo padre, Tempo,
affinchè; chiuda le ferite procurate dal figlio!
Una persona un giorno mi ha detto: alla fine tutto si sistema
sempre... in un modo o nell'altro...
Se le cose ancora non si sono sistemate è perchè non
siamo ancora giunti alla fine.
Per questo ti dico di avere fiducia nella mia famiglia.
Credi in mio marito Tempo, nei miei figli Amicizia, Saggezza e
soprattutto credi in mio figlio Amore.
Se avrai fiducia in loro, stai certo che allora io, Felicità;,
un giorno bussero' alla tua porta!!
E non dimenticare mai di sorridere...

10

La creazione della donna

 

La donna uscì dalla costola dell'uomo...
Non dai piedi per essere calpestata,
Né dalla testa per essere superiore,
Bensì del lato per essere uguale...
Sotto al braccio per essere protetta
E di fianco al cuore per essere Amata...

9

Il mito dei Fanes

 

Le Dolomiti sono sicuramente un posto fatato, molto Elfico, direi. Nnel cuore delle Dolomiti ladine si è tramandato un mito: il mito del Popolo dei Fanes (o di Fanis, dal luogo ove dimoravano.)

La trama in estrema sintesi 
Esisteva un tempo il Regno di Fanis. I Fanes, come si chiamavano le genti del Regno di Fanis, erano un popolo mite, alleato con le marmotte che, in caso di pericolo, permettevano loro di usare le loro grotte come rifugi. Ma venne un tempo in cui la Regina di Fanis sposò un principe forestiero, e gli cedette lo scettro. Questo re disdegnò l’alleanza con le miti marmotte e preferì allearsi con le aquile.

Egli iniziò una serie di guerre, per ampliare il potere e la ricchezza del regno. E in queste guerre combatteva Dolasilla, la Principessa Reale, protetta dal grande scudo di Ei de Net (Occhio che vede nella Notte) il guerriero Duranno che l’amava. Un brutto giorno il Re dei Fanis, per brama di ulteriore potere e ricchezza, si mise d’accordo con il malvagio stregone Spina de Mul e decise di tradire il popolo dei Fanes, di "venderlo" ai suoi molti nemici, che gli mossero guerra. E così, nella battaglia di Pranlongià (località della Val Badia) l’esercito dei Fanes fu sconfitto e Dolasilla uccisa. Ma il "falso rego" non poté gioire della vittoria dei nemici del Regno dei Fanis perché fu tramutato in pietra sul Passo (il Falzarego) da cui assisteva alla battaglia. La regina riuscì a fuggire con parte della sua gente, facendosi dare asilo dalle marmotte, loro antiche alleate. E talvolta, di notte, viene vista solcare con la sua barca il lago di Braies, aspettando il tempo promesso per il risveglio dei Fanes. Il mito continua con la storia del Principe Aquila, altro figlio della Regina di Fanis e del "Falzo Rego".

8

UN PO' DI ATTENZIONE 1

 

Dopo qualche mese alla facoltà di medicina, il professore ci diede un
questionario.
Essendo un buon alunno risposi prontamente a tutte le domande fino a quando arrivai all'ultima che era:

"Qual è il nome di battesimo della donna delle pulizie della scuola?"

Sinceramente mi pareva proprio uno scherzo. Avevo visto quella donna
molte volte, era alta, capelli scuri, avrà avuto i suoi cinquant'anni, ma come
avrei potuto sapere il suo nome di battesimo?

Consegnai il mio test lasciando questa risposta in bianco e, poco prima che
finisse la lezione, un alunno domandò se l'ultima domanda del test avrebbe
contato ai fini del voto.

"E' chiaro!", rispose il professore. "Nella vostra carriera voi incontrerete
molte persone. Hanno tutte il loro grado d'importanza. Esse meritano la
vostra attenzione, anche con un semplice sorriso o un semplice ciao".

Non dimenticai mai questa lezione ed imparai che il nome di battesimo della nostra donna delle pulizie era Marianna.

7

Un pò di attenzione 2

 

In una notte di pioggia c'era una signora di colore, al lato della strada,
il temporale era tremendo. La sua auto era in panne ed aveva disperatamente bisogno di aiuto. Completamente inzuppata cominciò a fare segnali alle auto che passavano.

Un giovane bianco, come se non conoscesse i conflitti razziali che
laceravano gli Stati Uniti negli anni '60, si fermò per aiutarla. Il ragazzo
la portò in un luogo protetto, le procurò un meccanico e chiamò un taxi per
lei. La donna sembrava avere davvero molta fretta, ma riuscì ad annotarsi
l'indirizzo del suo soccorritore e a ringraziarlo.

Passati sette giorni, bussarono alla porta del ragazzo. Con sua grande
sorpresa era un corriere che gli consegnò un enorme pacco contenente una
grande TV a colori, accompagnata da un biglietto che diceva:

"Molte grazie per avermi aiutata in quella strada, quella notte. La pioggia
aveva inzuppato i miei vestiti come il mio spirito e in quel momento è apparso Lei. Grazie a Lei sono riuscita ad arrivare al capezzale di mio marito moribondo poco prima che se ne andasse.
Dio la benedica per avermi aiutato.


Sinceramente, Mrs. King Cole"

6

Un pò di attenzione 3

 

Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di
dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò
un bicchiere d'acqua. "Quanto costa un Sundae?" chiese il bambino.
"Cinquanta centesimi" rispose la cameriera. Il bambino prese delle monete
dalla tasca e cominciò a contarle. "Bene, quanto costa un gelato semplice?".
In quel momento c'erano altre persone che aspettavano e la ragazza
cominciava un po' a perdere la pazienza. "35 centesimi!" gli rispose la
ragazza in maniera brusca.
Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: "Allora mi porti un
gelato semplice!". La cameriera gli portò il
gelato e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e
uscì.
Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo cominciò a piangere perché
lì, ad un angolo del piatto, c'erano 15 centesimi di mancia per lei.
Il bambino non chiese il Sundae per riservare la mancia alla cameriera.

5

Il Samurai e il Paradiso

 

Un valoroso samurai giunse nell'aldilà e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno. Un angelo lo accontentò e lo condusse all'inferno. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi e pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali che sedevano tutt'intorno erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà "Com'è possibile?", chiese il samurai alla sua
guida, "Con tutto quel ben di Dio davanti!". "Vedi: Quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini quelli che si usano come posate per mangiare. Solo che sono lunghi pi√Ļ di un metro e devono essere rigorosamente impugnati all'estremit√†. Solo cosi' possono portarsi il cibo alla bocca". Il samurai rabbrivid√¨. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppur una briciola sotto i denti. Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso era un salone assolutamente identico all'inferno! Dentro l'immenso salone c'era l'infinita tavolata di gente; un'identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi pi√Ļ di un metro, da impugnare all'estremit√† per portarsi il cibo alla bocca. C'era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia. "Ma com'√® possibile?", chiese il samurai. L'angelo sorrise. "All'inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perch√© si sono sempre comportati cosi' nella vita. Qui, al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino".....

4

Il segreto per uscire dal pozzo

 

Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era
fatto male, ma non poteva pi√Ļ uscirne. L'asino continu√≤ a
ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al
da farsi. Finalmente il contadino prese una decisione
crudele: concluse che l'asino era ormai molto vecchio e che non
serviva pi√Ļ a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo
bisognava chiuderlo.
Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori
l'animale dal pozzo.
Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a
seppellire vivo l'asino.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di
terra dentro al pozzo. L'asino non tardò a rendersi conto di
quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate
di terra, l'asino rimase quieto. Il contadino alla fine guardò
verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.
Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne
liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra.
In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l'asino riuscì
ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne
trottando.
La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra.
Principalmente se sarai dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello
scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.
Ricorda le cinque regole per essere felice:
1- Libera il tuo cuore dall'odio.
2- Libera la tua mente dalle preoccupazioni.
3- Semplifica la tua vita.
4- Da' di pi√Ļ e aspettati meno.
5- Ama di pi√Ļ e... accetta la terra che ti tirano addosso,poich√© essa pu√≤
costituire la soluzione e non il problema. 

3

Cosa vogliono veramente le donne

 

Un giorno, il giovane re Art√Ļ fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino. Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offr√¨ la liberta, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile:"Cosa vogliono veramente le donne?" Art√Ļ avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso.

Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il pi√Ļ saggio fra gli uomini e sembr√≤ al giovane Art√Ļ una sfida impossibile, tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Art√Ļ accett√≤ la proposta, e fece ritorno al suo regno. Ivi giunto, inizi√≤ a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno¬† seppe dargli una risposta soddisfacente. Ci√≤ che la maggior parte della gente gli suggeriva¬† era di consultare una vecchia strega, poich√© solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro¬† prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva¬† per i suoi consulti. Il tempo pass√≤. e giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, cos√¨ che Art√Ļ non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accett√≤ di rispondere¬† alla domanda, solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il pi√Ļ nobile dei Cavalieri della Tavola¬† Rotonda, nonch√© migliore amico di Art√Ļ! Il giovane Art√Ļ prov√≤ orrore a quella prospettiva.la strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni! Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Perci√≤ si rifiut√≤ di accettare di pagare quel prezzo e condannare l'amico a sobbarcarsi un fardello simile! Gawain, venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Art√Ļ dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega di buon grado. Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda: "Ci√≤ che una donna vuole veramente √® essere padrona della propria vita."

Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande verit√† e che sicuramente la¬† vita di Art√Ļ sarebbe stata risparmiata. Infatti il sovrano del regno vicino risparmi√≤ la vita ad Art√Ļ, e gli garant√¨ piena libert√†. Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega? Art√Ļ si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega al contrario esib√¨ le peggiori maniere mangiava¬† con le mani, ruttava, mettendo tutti a disagio. La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entr√≤ nella camera da letto e... che razza di vista lo attendeva! Dinnanzi a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la pi√Ļ bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase allibito, e non appena ritrov√≤ l'uso della parola (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto. La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la met√† del tempo sarebbe rimasta cos√¨, mentre per l'altra met√† sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima. A questo punto la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte. Che scelta crudele! Gawain inizi√≤ a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimit√†? Voi cosa avreste fatto? La scelta di Gawain √® distante solo un paio di righe... ma non leggete finch√© non avrete fatto la vostra scelta!

  Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa. Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perché  Gawain l'aveva rispettata, e l'aveva lasciata essere padrona di se stessa!

2

Donne...............in cima

 

Le donne sono come mele su un albero: le migliori sono in cima. La maggior
parte degli uomini non vuole raggiungere le migliori perche hanno paura di
cadere e di farsi male. Così preferiscono quelle marce che stanno in terra,
non sono così buone ma facili da raggiungere..... Così le mele in cima
pensano che ci sia qualcosa in loro che non va, quando in realtà loro sono
semplicemente meravigliose. Devono solo aspettare che quello giusto
arrivi... quello così coraggioso da arrampicarsi fino in cima......
Condividi questo messaggio con tutte le donne che ritieni "mele speciali"
anche quelle che sono gia state raccolte!!!!
un bacio a tutte!!!

1

Gli ostacoli

 

In tempi antichi un re fece collocare una pietra enorme in mezzo ad una
strada. Quindi, nascondendosi, rimase ad osservare per vedere se qualcuno si
prendeva la briga di togliere la grande roccia in mezzo alla strada.

Alcuni mercanti ed altri sudditi molto ricchi passarono da lì e si
limitarono a girare attorno alla pietra. Alcuni persino protestarono contro
il re dicendo che non manteneva le strade pulite, ma nessuno di loro provò a
muovere la pietra da lì. Ad un certo punto passò un campagnolo con un grande
carico di verdure sulle spalle; avvicinandosi all'immensa roccia poggiò il
carico al lato della strada tentando di rimuovere la roccia.

Dopo molta fatica e sudore riuscì finalmente a muovere la pietra spostandola
al bordo della strada. Tornò indietro a prendere il suo carico e notò che
c'era una piccola borsa nel luogo in cui prima stava la pietra. La borsa
conteneva molte monete d'oro e una lettera scritta dal re che diceva che
quell'oro era per la persona che avesse rimosso la pietra dalla strada.

Il campagnolo imparò quello che molti di noi neanche comprendono: "Tutti gli ostacoli sono un'opportunità per migliorare la nostra condizione

  

 I frutti : 2

53

La dottrina delle indulgenze

 

La dottrina delle indulgenze nasce dalla convinzione che Cristo, la Vergine e i Santi avessero guadagnato un surplus di meriti durante la loro vita, meriti che la Chiesa può amministrare in terra e che i peccatori possono in qualche modo acquistare evitando, così, un lungo soggiorno in Purgatorio.

L‚Äôeccesso di questa pratica si raggiunse col pontificato di Giovanni De Medici, Leone X (1513-1521), che, a nostro modesto parere, segna uno dei punti pi√Ļ alti della corruzione umana.

Egli lanciò una spregiudicata politica di vendita delle indulgenze.

Degli autentici piazzisti precorsero l‚ÄôEuropa vendendo ‚Äúlettere di indulgenza‚ÄĚ, quasi dei buoni benzina, che potevano essere comperati senza grosse formalit√†, cosa che procur√≤ scandalo in molti genuini credenti.

Nel 1517 fu divulgata la Taxa Camarae, un elenco delle indulgenze per i vari peccati, con relativo tariffario, che riportiamo qui sotto senz’altri commenti: 1)l’ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o figliocce, sia, infine, con un’altra qualsiasi donna, sarà assolto, mediante il pagamento di 67 libbre, 12 soldi.

2)     Se l’ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione, chiedesse di essere assolto dal peccato contro natura o di bestialità., dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso il peccato con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi.

3)     Il sacerdote che deflorasse una vergine, pagherà 2 libbre, 8 soldi.

4)¬†¬†¬†¬† La religiosa che ambisse alla dignit√† di abbadessa dopo essersi data a uno o pi√Ļ uomini simultaneamente o successivamente, all‚Äôinterno o fuori del convento, pagher√† 131 libbre, 15 soldi.

5)     I sacerdoti che volessero vivere in concubinato con i loro parenti, pagheranno 76 libbre, 1 soldo (cioè continueranno a vivere in concubinato?).

6)     Per ogni peccato di lussuria, commesso da un laico, l’assoluzione costerà 27 libbre, 1 soldo. Per gli incesti si aggiungerà, a coscienza, 4 libbre.

7)     La donna adultera che chieda l’assoluzione per restare libera da ogni processo e avere ampie dispense a continuare i propri rapporti illeciti, pagherà al Papa 87 libbre, 3 soldi. In caso analogo, il marito pagherà uguale somma; se avessero commesso incesto con in propri figli aggiungeranno, a coscienza, 6 libbre.

8)     L’assoluzione e la sicurezza di non essere perseguiti per crimini di rapina, furto o incendio, costerà ai colpevoli 131 libbre, 7 soldi.

9)     L’assoluzione dell’assassinio semplice commesso sulla persona di un laico si stabilisce in 15 libbre, 4 soldi.

10)¬† Se l‚Äôassassino avesse dato la morte a due o pi√Ļ uomini in uno stesso giorno, pagher√† come se ne avesse assassinato uno solo.

11)  Il marito che infliggesse maltrattamenti a sua moglie, pagherà alle casse della cancelleria 3 libbre, 4 soldi; se fosse uccisa, pagherà 17 libbre, 15 soldi, e se le avesse dato morte per sposarsi con un’altra, pagherà inoltre, 32 libbre, 9 soldi. Coloro che avessero aiutato il marito a perpetrare il crimine saranno assolti mediante il pagamento di 2 libbre a testa.

12)¬† Chi affogasse suo figlio, pagher√† 17 libbre, 15 soldi (ossia 2 libbre in pi√Ļ che per uccidere uno sconosciuto), e se a uccidere fossero il padre e la madre di comune accordo, pagheranno 27 libbre, 1 soldo per l‚Äôassoluzione.

13)  La donna che distruggesse il figlio che porta nel suo ventre, e il padre che avesse contribuito alla realizzazione del crimine, pagheranno 17 libbre, 15 soldi ognuno. Colui che facilitasse l’aborto di una creatura che non fosse suo figlio, pagherà una libbra di meno.

14)  Per l’assassinio di un fratello, una sorella, una madre o un padre, si pagherà 17 libre, 15 soldi.

15)  Colui che uccidesse un vescovo o un prelato di gerarchia superiore, pagherà 161 libbre, 14 soldi, 6 denari.

16)¬† Se l‚Äôassassino avesse dato la porte a pi√Ļ sacerdoti in varie occasioni, pagher√† 137 libbre, 6 soldi, per la prima uccisione, e met√† per quelle successive.

17)  Il vescovo o abate che commettesse omicidio per imboscata, incidente o per necessità, pagherà, per raggiungere l’assoluzione, 179 libbre, 14 soldi,

18)  Colui che in anticipo volesse comperare l’assoluzione di ogni omicidio incidentale che potesse perpetrare in futuro, pagherà 168 libbre, 15 soldi.

19)  L’eretico che si convertisse, pagherà per l’assoluzione 269 libbre. Il figlio dell’eretico arso, impiccato o giustiziato in qualsiasi altra forma potrà essere riabilitato mediante il pagamento di 218 libbre, 16 soldi, 9 denari.

20)  L’ecclesiastico che non potendo pagare i propri debiti volesse liberarsi dall’essere processato dai creditori, consegnerà al Pontefice 17 libbre, 8 soldi, 6 denari e gli sarà perdonato il debito.

21)  Sarà concessa la licenza per installare posti di vendita di vari generi sotto i portici delle chiese, sarà concesso mediante il pagamento di 45 libbre, 19 soldi, 3 denari.

22)  Il debito di contrabbando e frode ai diritti del principe, costerà 87 libbre, 3 denari.

23)  La città che ambisse per i suoi abitanti o per i suoi sacerdoti, frati o monache, la licenza di mangiare carne o latticini in epoche in cui è proibito, pagherà 781 libbre, 10 soldi.

24)  Il monastero che volesse variare la regola e vivere con minore astinenza di quella prescritta, pagherà 146 libbre, 5 soldi.

25)  Il frate che per migliore convenienza o gusto volesse passare la vita in un eremo con una donna, consegnerà al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi.

26)  L’apostata vagabondo che volesse vivere senza ostacoli, pagherà uguale quantità per l’assoluzione.

27)  Uguale quantità pagheranno i religiosi, siano questi secolari o regolari, che volessero viaggiare in abiti da laico.

28)  Il figlio bastardo di un sacerdote che volesse essere preferito per succedere nella cura al padre, pagherà 27 libbre, 1 soldo.

29)  Il bastardo che volesse ricevere ordini sacri e goderne i benefici, pagherà 15 libbre, 18 soldi, 6 denari.

30)  Il figlio di genitori sconosciuti che voglia entrare negli ordini, pagherà al tesoro pontificio 27 libbre, 1 soldo.

31)  I laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere ordini sacri e possedere benefici, pagheranno alla cancelleria apostolica, 58 libbre e 2 soldi.

32)  Uguale somma pagherà il guercio dell’occhio destro, mentre il guercio dell’occhio sinistro pagherà al Papa 10 libbre, 7 soldi. Gli strabici pagheranno 45 libbre, 3 soldi.

33)  Gli eunuchi che volessero entrare negli ordini, pagheranno la quantità di 310 libbre, 15 soldi.

34)  Colui che per simonia volesse acquistare uno o molti benefici, s’indirizzerà ai tesorieri del Papa, che gli venderanno il diritto a un prezzo modico.

35)  Colui che per aver mancato un giuramento volesse evitare ogni persecuzione e liberarsi di ogni tipo d’infamia, pagherà al Papa 131 libbre, 15 soldi. Inoltre consegnerà 3 libbre per ognuno di coloro che erano stati garantiti.

¬†¬†Come si vede, non c‚Äô√® alcun delitto, nemmeno il pi√Ļ orrendo, che non possa essere perdonato pagando. Il cielo √® democraticamente aperto a tutti, uomini e donne, clerici e laici, non importa se abbiano violentato bambini e adulti, assassinato una o pi√Ļ persone, truffato. Basta pagare.

In quegli anni il domenicano Tetzel percorse la Germania vendendo lettere di indulgenza.

Ecco come Lutero pi√Ļ tardi descriver√† il suo operato:

  “… gli erano stati elargiti dal Papa poteri e grazia in tal quantità che, se qualcuno avesse violato o messo incinta la Vergine Maria, lui avrebbe perdonato quel peccato, non appena fosse stata depositata nella sua bisaccia una somma sufficiente di danaro …

Ha redento pi√Ļ anime lui con le indulgenze che San Pietro con le sue prediche; quando veniva messa nella sua bisaccia un denaro per il purgatorio ‚Ķ l‚Äôanima si levava immediatamente verso il paradiso; non v‚Äôera nessun bisogno di provare dolore o pentimento per un peccato, se si potevano compare le indulgenza o le lettere d‚Äôindulgenza.

Tetzel vendeva anche il diritto di poter peccare in futuro ‚Ķ qualunque cosa poteva essere garantita in cambio del denaro.‚ÄĚ

52

Le piccole cose

 

Quando ci s’impegna nella vita spirituale, la cosa essenziale è rinforzarsi e, per farlo, bisogna cominciare modestamente, esercitandosi nelle piccole cose.
Infatti, non è tanto quello che realizzate che conta, ma il fatto che vi state rinforzando.
Ecco perch√© non dovete lanciarvi subito in grandi imprese: vi esporreste a dei fallimenti. Fallire non √® poi cos√¨ grave in s√©, ma ad ogni insuccesso rischiate di perdere un po‚Äô pi√Ļ di fede e di fiducia e, quando dentro di voi la fede e la fiducia diminuiscono, anche le forze legate ad esse diminuiscono. Se vi dico di iniziare dalle piccole cose √® perch√© so che il successo riportato nelle piccole cose aumenta la fede per affrontare quelle grandi.‚ÄĚ

Omraam Mikha√ęl A√Įvanhov

51 Invito  della Follia

 

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè  da lei.
Dopo il caffè, la Follia   propose:
"Si gioca a nascondino?".
"Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità."Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.Quando avrò terminato  di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad  eccezione della Paura e della Pigrizia.
"1,2,3. - la Follia   cominciò a contare.  

La fretta si nascose per prima, dove le  capitò.

La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.

La Gioia corse in mezzo al  giardino.

La Tristezza  cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.

L'Invidia si unì al Trionfo  e si nascose accanto a lui dietro un sasso.

La follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.

La disperazione era  disperata vedendo che la Follia era  gia a novantanove.

 

"CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a  cercare."La prima ad essere trovata fu la Curiosità , poiché  non aveva potuto impedirsi di  uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.Guardando da una parte, la  Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.E così di seguito scoprì la Gioia , la Tristezza , la Timidezza.Quan do tutti erano riuniti, la  Curiosità domandò: "Dov'è l'Amore?".Nessuno l'aveva visto.La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.

Ma non  trovò l'Amore.
Cercando da  tutte  le  parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad  un tratto sentì un grido.
Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva  che cosa fare.
Si scusò,implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.


L'Amore accettò le  scuse.

 

Ed ecco perché, ancora oggi,  l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna  sempre.

50 l' ostacolo

 

In tempi antichi un re fece collocare una pietra enorme in mezzo ad una strada. Quindi, nascondendosi, rimase ad osservare per vedere se qualcuno si prendeva la briga di togliere la grande roccia in mezzo alla strada.

Alcuni mercanti ed altri sudditi molto ricchi passarono da lì e si limitarono a girare attorno alla pietra. Alcuni persino protestarono contro il re dicendo che non manteneva le strade pulite, ma nessuno di loro provò a muovere la pietra da lì. Ad un certo punto passò un campagnolo con un grande carico di verdure sulle spalle; avvicinandosi all'immensa roccia poggiò il carico al lato della strada tentando di rimuovere la roccia.

Dopo molta fatica e sudore riuscì finalmente a muovere la pietra spostandola al bordo della strada. Tornò indietro a prendere il suo carico e notò che c'era una piccola borsa

nel luogo in cui prima stava la pietra La borsa conteneva molte monete d'oro e una lettera scritta dal re che diceva  che quell'oro era per la persona che avesse rimosso la pietra dalla strada. Il campagnolo imparò quello che molti di noi neanche comprendono: "Tutti gli ostacoli sono un'opportunità per migliorare la nostra condizione".

49 Il potere della scelta

 

Se pensiamo prima di agire e se agiamo confrontandoci con i nostri valori, possiamo mettere in ginocchio [migliorare, n.d.r.] il sistema.

Ecco perché la politica si fa ogni momento della vita: al supermercato, in banca, sul posto di lavoro, all’edicola, in cucina, nel tempo libero, quando ci si sposa. Scegliendo cosa leggere, quale lavoro svolgere, che cosa e quanto consumare, da chi comprare, come viaggiare, a chi affidare i nostri risparmi, rafforziamo un modello economico sostenibile o di saccheggio, sosteniamo imprese responsabili o vampiresche, contribuiamo a costruire la democrazia o a demolirla, sosteniamo una economia solidale e dei diritti o un’economia animalesca di sopraffazione reciproca. In effetti, la società è il risultato di regole e comportamenti e se tutti ci comportassimo in maniera consapevole, responsabile, equa, solidale, sobria, non solo daremmo un altro volto al nostro mondo, ma obbligheremmo il sistema a cambiare le sue regole, perché nessun potere riesce a sopravvivere di fronte a una massa che pensa e fa trionfare la coerenza sopra la codardia, l’impegno sopra il quieto vivere, l’equità sopra le piccole avidità.

 

Tratto da: ‚ÄúSobriet√†‚ÄĚ di Francesco Gesualdi (edizioni Feltrinelli). ¬†

48 Troppo tardi

 

Se sei innamorato di qualcuno, però questa persona

non lo sa.... diglielo.

 Magari oggi anche questa persona è innamorata di te 

 e, se non glielo dici oggi, può darsi che domani sia troppo tardi.

                                    

 Se sei arrabbiato con qualcuno, e nessuno dei due 

 fa nulla per sistemare le cose... fallo tu.

 Può darsi che oggi questa persona voglia ancora essere tua amica,

 e se non fai qualcosa, forse domani potrebbe essere troppo tardi.

                          

 Se sei innamorato di qualcuno, però questa persona

non lo sa.... diglielo.

 Magari oggi anche questa persona è innamorata di te

e, se non glielo dici oggi, può darsi che domani sia troppo tardi.

 

 

 Se muori dalla voglia di dare un bacio

a qualcuno... daglielo.

Forse anche questa persona vorrebbe avere un tuo bacio,

e se non glielo dai oggi,

può darsi che domani sia troppo tardi. 

 

Se ami ancora una persona che credi

ti abbia dimenticato... diglielo.

Forse questa persona ha sempre continuato ad amarti, e

se non glielo dici oggi, forse domani sarà troppo tardi.

 

Se hai bisogno dell'abbraccio di un amico... chiediglielo.

Magari lui ne ha bisogno ancora pi√Ļ di te,

e se non glielo chiedi oggi, forse domani sarà troppo tardi.

 

 Se hai degli amici che apprezzi veramente...

diglielo.

Forse anche loro ti apprezzano, e se lasci che se ne vadano, 

o che si allontanino da te, forse domani sarà troppo tardi.

 

Se vuoi bene ai tuoi, e non hai mai avuto l'opportunità di dimostrarglielo...

 fallo.

Oggi sono lì con te, e puoi ancora dimostrarglielo, ma se se ne andassero...

 domani potrebbe essere troppo tardi.

 

47 Il centro dell'universo

 


Dopo essere stato promosso ad un'altra carica governativa, un uomo and√≤ in visita nella citt√† in cui era nato. ¬ęGente, suppongo che qui si sia saputo dell'onore che mi √® stato conferito¬Ľ, chiese ad un ex compagno di scuola. ¬ęSi¬Ľ, giunse gratificante la risposta.¬ęE che cosa se ne dice?¬Ľ. ¬ęNon se ne dice nulla¬Ľ, fu la risposta, ¬ęSi ride e basta¬Ľ.

 Ritenete che il vostro ego sia qualcosa di apprezzabile? La gente semplicemente ne ride. Ad eccezione di voi, tutti gli altri sono ostili al vostro ego. Eccetto voi, tutti ne conoscono la ridicolaggine, la visibilità del vostro ego.

¬†Che cosa √® l'ego? E' un modo alquanto ridicolo di vedere le cose. L'ego dice: ¬ęIo sono il centro dell'universo¬Ľ. L'ego afferma: ¬ęL'universo esiste per me¬Ľ. Punti di vista ridicoli! Basterebbe un minimo di comprensione: non √® che sia necessario essere molto illuminati. Appena un po' di luce basterebbe.

¬†Voi non siete il centro dell'universo, perch√© il mondo esisteva gi√† quando voi non c'eravate e continuer√† ad esistere quando voi non ci sarete pi√Ļ: non potete esserne il centro e non lo siete. ¬†

L'ego costituisce una dichiarazione: 'Io sono separato dagli altri, sono separato dagli alberi, sono separato dal cielo, dal mare, da tutti gli altri  ma lo siete veramente? Siete davvero separati dagli altri? Voi siete collegati in milioni di modi ad ogni altra cosa. Siete collegati a vostra madre e a vostro padre; vostro padre è legato a suo padre e a sua madre e così via. Tutto questo continua: voi siete legati all'aria ad ogni istante, perché se non respirate morite. Siete legati ai raggi del sole, perché se il sole dimenticasse anche un solo giorno di sorgere, noi saremmo morti entro dieci minuti. Voi dipendete dall'acqua, dipendete dal cibo; come potete affermare di non essere legati agli alberi? Tra noi e qualsiasi altra cosa esiste una connessione profonda.

Osho

46 Danza lenta

 

Hai mai guardato I bambini
In un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
Quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando dici "Come stai"?"
Ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
Ti stendi sul tuo letto
Con centinaia di questioni successive
Che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà
Mai detto a tuo figlio, lo faremo domani?
Senza notare nella fretta,
Il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
Con una buona amicizia che poi è finita
Perchè tu non avevi mai avuto tempo
Di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà
Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte
Ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno,
E¬ī come un regalo mai aperto .. . . Gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila pi√Ļ piano
Ascolta la musica
Prima che la canzone sia finita.

45 Il leone e la pecora

 

Se non lasci cadere la tua personalità, non riuscirai a trovare la tua individualità. L'individualità è data dall'esistenza; la personalità è imposta dalla società, è un meccanismo sociale. La società non può tollerare l'individualità, perché nessun individuo sarà mai succube come una pecora. L'individualità ha la qualità del leone, il leone si muove da solo.Le pecore vivono sempre nella folla, sperando che lo stare nella folla faccia sentire al calduccio. Stare in una folla fa sentire protetti, al sicuro. Se qualcuno attacca, in una folla è possibilissimo salvare se stessi. Ma da soli? Solo i leoni si muovono in solitudine.Ognuno di voi è nato leone, ma la società continua a condizionarvi, a programmare la vostra mente in funzione dell'essere una pecora. Vi dà una personalità, una personalità rassicurante, gentile, manierata, obbediente. 

La società vuole schiavi, non persone saldamente devote alla libertà. E vuole schiavi perché tutti gli interessi istituzionali richiedono obbedienza. 

 

 Un antico racconto Zen narra di un leone, allevato da pecore, e che quindi pensava di essere una pecora. Finché un giorno, un vecchio leone lo acchiappò e lo portò in riva a uno stagno, mostrandogli così il riflesso del suo volto. Molti di noi sono come questo leone l'immagine che abbiamo di noi stessi non ci viene dalla nostra esperienza diretta, ma dalle opinioni degli altri. Una "personalità' imposta dall'esterno rimpiazza l'individualità che avrebbe potuto crescere dall'interno. Diventiamo simili a tutte le altre pecore del gregge, incapaci di muoverci liberamente, e inconsapevoli della nostra vera identità.

Osho

44 L'inferno e il paradiso

 

Il Maestro Zen Hakuin √® una delle fioriture pi√Ļ rare nella storia della consapevolezza umana. Un guerriero and√≤ da lui, era un samurai, un grande soldato, e chiese:

  "Esiste un inferno? Esiste un paradiso? Se esistono l'inferno e il paradiso, dove sono le porte? Da dove si entra?"

 

Era un semplice guerriero. I guerrieri sono sempre semplici, privi di astuzia nella mente, liberi dal calcolo. Conoscono solo due cose: la vita e la morte.Quel samurai non era venuto per imparare alcuna dottrina, non voleva dogmi, voleva sapere dov'era la porta per poter evitare l'inferno ed entrare in paradiso.  

Hakuin rispose in un modo che solo un guerriero poteva comprendere.

 

Hakuin chiese: "Chi sei tu?" Il guerriero rispose: "Sono un samurai."

In Giappone essere un samurai è motivo di grande orgoglio. Significa essere un guerriero perfetto,un uomo che non esiterebbe un attimo a dare la vita.

Quell'uomo disse: "Sono un samurai, sono un condottiero di samurai, un grande guerriero. Perfino l'imperatore mi rispetta."

 

Hakuin rise e disse: "Tu, un samurai? Sembri un mendicante!" 

 

L'uomo si sentì ferito nell'orgoglio.

Dimenticò il motivo per cui era venuto.Sfoderò la spada e stava per uccidere Hakuin.

 

Hakuin rise e disse: "Questa è la porta dell'inferno.Con questa spada, con questa collera,con questo ego, si apre quella porta."

 

Questo è ciò che un guerriero può comprendere.Il samurai capì immediatamente.Rimise a posto la spada...

e Hakuin disse: "Qui si apre la porta del paradiso."

 

L'inferno e il paradiso sono dentro di te. Entrambe le porte sono dentro di te. Quando ti comporti in modo inconsapevole, si apre la porta dell'inferno; quando sei attento e consapevole, si apre la porta del paradiso.  

La mente è il paradiso, la mente è l'inferno, e la mente ha la capacità di diventare sia l'uno che l'altro. Ma la gente continua a pensare che tutto esista in un luogo imprecisato, all'esterno... paradiso e inferno non esistono alla fine della vita, sono qui e ora. In ogni momento, la porta si apre... in un istante, ti puoi spostare dall'inferno al paradiso, dal paradiso all'inferno.

Osho

43 I fiori di pesco

 

Colmo di fiori è il pesco, non tutti diventeranno frutto; splendono limpidi come schiuma di rose, per l'azzurra fuga delle nubi. 

Come fiori sbocciano i pensieri,cento al giorno. Lasciali fiorire! Lascia alle cose il loro corso! 

Non domandare del raccolto! 

Occorono anche gioco ed innocenza e fiori in abbondanza, altrimenti il mondo ci sarebbe angusto e la vita priva di piacere.

H. Hesse

42 La mucca a terra

 

Il camion che trasportava questa mucca fu scaricato al Walton Stockyards nel Kentucky una mattina di un giorno di settembre. Dopo che gli altri animali furono fatti scendere dal camion, lei era rimasta indietro, incapace di muoversi. I lavoratori del mattatoio le applicarono come¬† d'abitudine il pungolo elettrico sulle orecchie per spronarla ad uscire dal camion, poi la picchiarono e le tirarono calci sul muso, nelle costole, sulla schiena, ma lei non si mosse.¬† Allora le strinsero una corda attorno al suo collo, legarono l'altro capo ad un bastone piantato nel terreno, e fecero avanzare il camion. La mucca fu trascinata sul pavimento del camion e cadde a terra, rompendosi entrambe le zampe posteriori ed il bacino. Rimase l√¨ fino alle sette e mezza del pomeriggio. Per le prime tre ore, rimase l√¨, urlando sotto il sole cocente. Ogni tanto, dopo aver urinato o defecato, si trascinava con le zampe anteriori sul sentiero di ghiaia per spostarsi in un posto pulito. Prov√≤ anche a spostarsi verso una zona ombreggiata, ma non riusc√¨ ad arrivare cos√¨ lontano. Dopotutto, poteva muoversi solo per una decina di metri. Gli operai del mattatoio non le diedero bere, e l'unica acqua che la mucca ricevette le fu data da Jessie Pierce, un'attivista locale. Era arrivata verso mezzogiorno, dopo essere stata avvisata da una testimone che aveva assistito all'accaduto. Dato che i lavoratori non si dimostrarono disposti a collaborare con lei, chiam√≤ la polizia della contea di Kenton. Il poliziotto che arriv√≤ era stato avvisato dai suoi superiori di non fare nulla; se ne and√≤ verso l'una del pomeriggio. Un operaio del mattatoio avvis√≤ l'attivista che aveva ricevuto dalla compagnia di assicurazioni l'autorizzazione per abbattere la mucca, ma che non l'avrebbe fatto finch√© lei non se ne fosse andata. Jessie era dubbiosa sul fatto che l'operaio avrebbe mantenuto la parola, ma se ne and√≤ verso le 15. Quando torn√≤, verso le 16:30, trov√≤ il mattatoio deserto. Tre cani stavano attaccando la mucca, che era ancora viva. Aveva subito numerose ferite, e l'acqua da bere le era stata portata via. Jessie contatt√≤ allora la polizia di stato. Quattro ufficiali arrivarono alle 17:30. L'agente Jan Wuchner avrebbe voluto sparare alla mucca, ma gli fu detto che sarebbe arrivato un veterinario ad ucciderla. I due veterinari dello stabilimento si rifiutarono di praticarle l'eutanasia; dissero che per preservare il valore della carne, la mucca non avrebbe dovuto essere uccisa. Un macellaio finalmente arriv√≤ alle 19:30 e spar√≤ alla mucca. Il suo corpo fu venduto per 307 dollari. Quando un operaio del macello fu intervistato da un reporter del Kentucky Post, disse: "Non le abbiamo fatto nulla, dannazione!", e defin√¨ le attenzioni rivolte alla mucca dagli altri operai e dalla polizia come "stronzate". Rise durante tutta l'intervista, dicendo che non c'era nulla di male nel modo in cui la mucca era stata trattata. Ogni anno, milioni di polli, tacchini, maiali e mucche arrivano nello stabilimento o gi√† morti oppure troppo malati o feriti per camminare. Questo non √® un caso isolato. √ą molto comune che arrivino animali in questo stato, tanto che √® esiste un termine ben preciso per definirli, "downer", cio√® animali feriti, che non sono in grado di alzarsi e camminare (NdT in italiano si possono definire animali "a terra"). Secondo le statistiche rese disponibili dalla stessa industria della carne, ogni anno milioni di polli, tacchini, maiali e mucche arrivano nei macelli o morti o troppo malati o troppo feriti per camminare. Gli animali spesso si azzoppano o si ammalano dopo una vita di sfruttamento negli allevamenti intensivi, e dopo un viaggio in condizioni disumane verso il mattatoio, viaggio che spesso avviene in qualsiasi condizione climatica e senza cibo n√© acqua. Gli allevamenti non forniscono cure mediche individuali o eutanasia agli animali malati: √® molto pi√Ļ economico lasciar soffrire, ed infine morire, gli animali. La sofferenza causata dai metodi di allevamento, che hanno lo scopo di contenere i costi della carne , delle uova e dei latticini, √® enorme. L'industria delle uova, per esempio, confina tra cinque ed undici galline in piccole gabbie in batteria,senza curarsi del fatto che le condizioni di affollamento causano malattie e morte a molti dei volatili. L'esperto di industria aviaria Bernard Rolling riassume il semplice e freddo ragionamento degli operatori di queste industrie con la frase "i polli¬† sono economici, le gabbie costose".

41 Le sorelle

 

In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita alla casa di sua madre e, insieme, si sedettero sul sofà a bere tè ghiacciato. Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell'età adulta, la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e mandò un'occhiata intensa e serena alla figlia:
"Non¬† dimenticare¬† le¬† tue¬† sorelle!", raccomand√≤, facendo turbinare le sue foglie di t√® sul fondo del bicchiere, "Esse saranno sempre pi√Ļ importanti man¬† mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito, n√© quanto amerai¬† i bambini che potrai avere:avrai
sempre  bisogno di Sorelle.
Ricordati  di  viaggiare  con loro ogni tanto, ricordati di fare delle cose
con loro, ricordati che "sorelle" significa TUTTE le donne?. le tue amiche,le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai
bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno".
"Ma che strano consiglio!" pensò la donna,"Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo  della vita matrimoniale? Adesso sono una donna sposata, per fortuna!  Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui avrò bisogno per realizzarmi!".
Ma la giovane donna dette ascolto alla madre e mantenne contatti con le atre donne ed ebbe sempre pi√Ļ "sorelle" ogni anno che passava.
Un anno dopo l'altro venne gradualmente a comprendere che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando: parlava di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna,le sorelle sono il suo sostegno.
Dopo¬† pi√Ļ¬† di cinquant'anni vissuti in questo modo, tutto ci√≤ che impar√≤ la
giovane donna è  utto qui: "Il tempo passa. La vita avviene. Le distanze
separano. I bambini crescono. I lavori vanno e vengono. L'amore scolorisce
o svanisce. Gli uomini non fanno ciò che speravamo. I cuori si spezzano. I
genitori  muoiono. I colleghi dimenticano i favori. Le carriere finiscono.
Ma?. Le Sorelle sono lì!".
Non importa quanto tempo e quante miglia vi siano fra voi. Un'amica non è
mai così lontana da non poter essere raggiunta. Quando dovrai camminare in quella valle isolata ? e dovrai camminare da sola ? le donne della tua vita saranno sull'orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te,
intervenendo a tua favore ed attendendoti con le braccia aperte alla fine della valle. A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco. O entreranno e ti strapperanno da lì.
Amiche, figlie, uore, orelle, ognate, madri, nonne, zie, ipoti, cugine e famiglia estesa, tutte benedicono la tua vita!
Quando  abbiamo cominciato questa  avventura  chiamata  "femminilità" non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo avuto davanti.Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre. Ogni giorno ne abbiamo ancora bisogno.

40 L'oceano

 

Ho sentito di un pesce che un giorno chiese alla regina dei pesci di un oceano: 

¬ęHo sentito tanto parlare e discorrere dell'oceano, ma che cos'√® questo oceano?¬Ľ.

La regina dei pesci rise e disse:

¬ęTu in quell'oceano ci sei nato, sei venuto fuori da l√¨ e l√¨ vivi. Proprio in questo momento ci sei dentro e l'oceano √® dentro di te e un giorno di nuovo scomparirai nell'oceano¬Ľ. ¬†

Tuttavia,il quesito posto, appare rilevante, in quanto come pu√≤ esserne a conoscenza il pesce, visto che l'oceano √® sempre stato qui e non √® mai mancato neanche per un solo momento? E' sempre stato qui in maniera tanto ovvia, naturale e trasparente... Una cosa √® certa: il pesce, la mente del pesce, sar√† l'ultima a sapere qualcosa dell'oceano. Tanto vicino e quindi tanto distante. Cos√¨ evidente e quindi cos√¨ nascosto. Tanto a portata di mano, da non riuscire a rendersene conto.Anche l'uomo vive in un oceano di energia: la stessa energia che sta sia dentro che fuori di lui. Voi siete nati grazie a tale energia, voi ci vivete ed in essa vi dissolverete. Se essa vi viene a mancare, non √® perch√© si trova lontano da voi, bens√¨ proprio perch√© vi √® assai vicina. Vi viene a mancare perch√© non vi √® mai mancata: √® sempre stata qui. Dovete solo diventare pi√Ļ sensitivi. Ascoltate pi√Ļ intensamente gli usignoli. Ascoltate gli alberi, la musica che vi circonda. Ascoltate ogni cosa, guardate ogni cosa, toccate ogni cosa con tanta intensit√† e sensitivit√† che quando osservate qualcosa diventate gli occhi, quando ascoltate qualcosa diventate le orecchie, quando toccate qualcosa diventate il tatto. Inoltre non vi fissate su nessun senso in particolare: tutti i sensi si fondono fino a formarne uno solo. Tutti i sensi diventano un'unica sensitivit√† ... ed improvvisamente scoprite che siete sempre stati dentro Dio, che siete sempre stati con Dio. Secondo me, l'intero insegnamento deve vertere sul come diventare sempre pi√Ļ sensitivi. Altre religioni vi hanno detto di diventare insensibili, di uccidere e distruggere la vostra sensitivit√†. Io vi dico di renderla pi√Ļ intensa possibile, perch√©, alla fin fine, Dio non √® separato dalla vita. Essere vitale per la vita significa essere vitale per Dio. Questa √® l'unica preghiera; tutte le altre preghiere sono artificiali, sono opera dell'uomo. La sensitivit√† √® l'unica preghiera che ci venga da Dio. Siate vigili, siate consapevoli. Udite il canto dell'usignolo. Lasciate che il sole vi accarezzi e assaporatene il calore. Lasciate che la brezza passi non solo accanto a voi, ma attraverso di voi, affinch√© possa continuamente purificare il vostro cuore. Osservate, i salici verdeggiano lungo la riva, qui nessun toro pu√≤ nascondersi. E' impossibile per Dio nascondersi. Dio non √® nascosto: siete voi che vivete con gli occhi bendati. Voi non siete ciechi, solo avete delle bende sugli occhi che altro non sono se non pensieri, desideri, fantasie, sogni, finzioni: tutte finzioni. Se riuscirete a liberarvi dalle finzioni, se riuscirete a rinunciarvi, improvvisamente vi troverete nella realt√†. Non vi chiedo quindi di rinunciare al mondo, vi chiedo di rinunciare ai sogni, ecco tutto! Vi chiedo unicamente di rinunciare a quanto non avete mai avuto, a quanto non esiste realmente dentro le vostre mani, perch√© immaginate soltanto che ci sia. Rinunciate ai sogni e la realt√† sar√† alla vostra portata.La lotta si riveler√† un poco dura, perch√© la mente non si convincer√† tanto facilmente, perch√© questa sar√† la morte della mente. E' quindi naturale che la mente opponga resistenza. La morte della mente rappresenta la vostra vita, laddove la vita della mente rappresenta la vostra morte. Se scegliete la mente, commettete un suicidio, rispetto al vostro essere interiore. Se scegliete il vostro S√©, dovrete sbarazzarvi della mente, e la meditazione non ha altro scopo.

39 Questa esistenza

 

Questa esistenza √® n√© pura, n√© impura. Nessuno √® peccatore e nessuno √® santo.L'intuizione di Buddha √® totalmente rivoluzionaria: egli afferma che niente pu√≤ essere impuro e niente pu√≤ essere puro, le cose sono come sono. Ci√≤ che noi costruiamo intorno alle cose sono tutti giochi della mente, noi costruiamo l'idea della purezza¬† la conseguenza √® l'impurit√†. Noi costruiamo l'idea del santo¬† la conseguenza √® il peccatore.Volete che scompaiano i peccatori? Potranno scomparire soltanto dopo la scomparsa dei vostri santi, non prima. Essi coesistono. Volete che scompaia l'immoralit√†? Allora deve scomparire la moralit√†. √ą la moralit√† che crea l'immoralit√†. Sono gli ideali morali che creano la condanna per le persone che non riescono a seguirli e a farli propri. Voi potete rendere immorale ogni cosa¬† basta soltanto creare l'idea: questo √® morale. Potete trasformare qualsiasi cosa in una vacca sacra, poi questa diventer√† un problema.Buddha afferma che niente √® contaminato e niente √® immacolato. Purezza e impurit√† sono atteggiamenti della mente.Potreste dire che un albero e morale o √® immorale? Potreste dire che un animale e un peccatore o e un santo? Cercate di comprendere questa visione suprema: non ci sono peccatori e non ci sono santi, niente e morale e niente e immorale. In questa accettazione, dove trovate la possibilit√† di preoccuparvi? E non c'√® niente da migliorare! Non ci sono mete da raggiungere, perch√© non ci sono valori! Questo viaggio √® un viaggio senza alcuna meta. E un puro viaggio, √® un gioco, √® una ‚Äúleela‚ÄĚ. Nessuno √® nascosto dietro questo viaggio, nessuno lo fa. Tutto accade, nessuno agisce. Se c'√® qualcuno che agisce allora sorgono i problemi allora si prega colui che agisce, allora lo si persuade, allora si fa amicizia con lui. Di conseguenza si ricevono i suoi benefici e chi non gli √® amico ne √® privato¬† soffre nell'inferno. Questo √® ci√≤ che pensano cristiani, hindu e maomettani. I maomettani pensano che solo i maomettani andranno in paradiso e coloro che non lo sono, poveracci, andranno all'inferno. La stessa cosa vale per i cristiani e per gli hindu: questi ultimi pensano che coloro che non sono hindu non hanno alcuna chance, i cristiani pensano che coloro che non vanno in chiesa e che non mediano tramite la chiesa, soffriranno all'inferno in eterno non per un tempo limitato, ma illimitato, per sempre.

Buddha afferma che non c'√® alcun peccatore, non c'√® alcun santo, niente pu√≤ essere impuro e niente pu√≤ essere puro, le cose sono come sono. Se tu provassi a rivolgere questo dilemma a un albero: "Perch√© sei verde? Perch√© non sei rosso?", e se l'albero ti ascoltasse, diventerebbe nevrotico: "Perch√© non sono rosso, perch√©? Davvero, la domanda √® importante. Perch√© sono verde?" Se tu condannassi il verde e premiassi il rosso, prima o poi troveresti l'albero sul lettino di qualche psicanalista per farsi analizzare e curare.Dapprima tu crei il problema e poi arriva il salvatore. √ą proprio un affare!Buddha taglia tutto ci√≤ alla radice. Afferma: "Tu sei come sei. Non hai niente che devi migliorare, non hai alcun luogo da raggiungere."

38 Il sapere 2

 

Il sapere √® fondamentalmente schizofrenico: crea una scissione e non c'√® modo di creare un ponte. Ecco perch√© l'uomo pi√Ļ diventa sapiente, meno √® religioso. Pi√Ļ l'uomo √® colto, pi√Ļ diminuisce la possibilit√† per lui di avvicinarsi a Dio. Ges√Ļ ha ragione quando afferma: "Soltanto i bambini saranno capaci di entrare nel mio regno"... soltanto i bambini. Qual √® la qualit√† che i bambini possiedono e che voi avete perso? Il bambino possiede la qualit√† di non-sapere, l'innocenza. Guarda tutto con meraviglia, i suoi occhi sono limpidi. Egli vede in profondit√†: non ha pregiudizi, n√© giudizi, non ha idee a priori. Egli non proietta, di conseguenza riesce a conoscere ci√≤ che realmente √®.¬† Il bambino conosce la verit√†, voi conoscete solo la realt√†. La realt√† √® ci√≤ che avete creato intorno a voi proiettando, desiderando, pensando. La realt√† √® la vostra interpretazione della verit√†. La verit√† √® semplicemente ci√≤ che √®, la realt√† √® ci√≤ che voi siete arrivati a capire - la realt√† √® la vostra idea della verit√†. La realt√† √® fatta di cose tutte separate. La verit√† √® un'unica energia cosmica. La verit√† √® unicit√†, la realt√† √® una moltitudine. La realt√† √® una folla, la verit√† √® il Tutto integrato. Prima di entrare nei Sutra, questa deve essere la base: il sapere √® una maledizione.

37 Il sapere 1
 

  Il sapere è la maledizione, la calamità, il cancro. Mediante il sapere l'uomo si separa dal Tutto: il sapere crea la distanza.

In montagna ti imbatti in un fiore selvatico, non sai cosa sia, la mente non ha niente da dire su questo fiore, la mente è in silenzio. Guardi il fiore, vedi il fiore, ma nessuna nozione sorge in te - c'è meraviglia, c'è mistero. C'è il fiore e ci sei tu. Mediante la meraviglia non siete separati, un ponte vi unisce.

Se sai che questa è una rosa o una margherita o qualcos'altro, proprio questo sapere vi divide. C'è il fiore, ci sei tu, ma non c'è alcun ponte - tu sai! Il sapere crea distanza. Maggiore è il tuo sapere, maggiore è la distanza; minore è il sapere, minore è la distanza. Se sei in un momento di non­sapere, non c'è distanza: un ponte vi unisce.

Ti innamori di un uomo o di una donna - il giorno in cui ti innamori non c'√® distanza fra voi. C'√® soltanto meraviglia, un'eccitazione, un'estasi - ma non il sapere. Tu non sai chi sia quella donna. Senza il sapere, niente vi divide. La conseguenza √® la bellezza di questi primi attimi d'amore. Hai vissuto con la donna soltanto per ventiquattr'ore: in te √® sorto il sapere. Ora ti sei formato delle idee sulla donna, sai chi √®, ti sei costruito un'immagine. Ventiquattr'ore creano un passato. Quelle ventiquattr'ore hanno lasciato un segno nella tua mente: guardi la stessa donna, ma non c'√® pi√Ļ lo stesso mistero. Stai scendendo dalla montagna, hai perso la vetta.

Comprenderlo, significa comprendere qualcosa di essen­ziale. Capire che il sapere divide, che il sapere crea la distanza, significa comprendere il segreto stesso della medi­tazione. La meditazione è uno stato di non-sapere. La medi­tazione è puro spazio, non disturbato dalle cognizioni. Certo, la storia biblica è vera - l'uomo è caduto a causa del sapere, per aver mangiato il frutto della conoscenza. Nessun'altra sacra scrittura al mondo la supera. Questa parabola è il verbo definitivo, nessun'altra parabola ha raggiunto una tale ele­vatezza e un tale intuito.

Sembra del tutto illogico che l'uomo sia caduto a causa del sapere: sembra illogico, perché la logica fa parte del sapere. La logica sostiene totalmente il sapere. Sembra illogico, perché la logica è la causa prima della caduta dell'uomo. Un uomo che sia assolutamente logico, assoluta­mente sensato, sempre sensato, che non si conceda alcunché di illogico nella vita, è un pazzo. La sensatezza deve essere bilanciata dall'insensatezza, la logica dev'essere bilanciata dall'illogicità. Gli opposti si incontrano e danno equilibrio. Un uomo che sia soltanto razionale è irragionevole - perde moltissimo nella vita. Infatti continua a perdere tutto ciò che è bello, tutto ciò che è vero. Colleziona soltanto cose materiali, la sua è una vita mondana.

 Egli è un uomo di mondo.

 Questa parabola biblica contiene un ' intuizione immensa. Perché l'uomo è caduto a causa del sapere? Perché il sapere crea distanza, perché il sapere crea 'io' e 'tu, perché il sapere crea il soggetto e l'oggetto, colui che conosce e ciò che è conosciuto, l'osservatore e l'osservato. (continua)  

36 L'incontro
 

"Chi sei?" Chiese qualcuno a Bayazid. Lui rispose: "L' ho perso anni fa. Pi√Ļ lo cerco, meno lo trovo". "Chi sei?" Torn√≤¬† a chiedere la persona che lo stava interrogando. Bayazid rispose: "Sotto il mio mantello non esiste altri che Allah. Tranne Dio, dentro di me non esiste nessuno ; pertanto, la domanda: "Chi sei?" √® del tutto priva di significato. Io non sono. Dio √®. E Dio √® sempre estatico. Dio √® estasi, dunque la tua domanda non ha senso. Non c'√® nessuno, non c'√® nulla sotto il mio mantello,ad eccezione di Allah".¬†

Dio non deve essere trovato da qualche parte: alla Kaaba, sul monte Kaikash, a Giener, a Gerusalemme. Dio deve essere trovato sotto il tuo mantello. E la realtà è questa: dentro di te non esiste altri che Dio. Ma per capirlo devi  rivolgere a te stesso la tua attenzione, mentre i tuoi occhi sono fissi su mete remote. I tuoi occhi vagano in un futuro remoto, mentre Dio è qui...ma tu non sei qui! Per questo è difficile l'incontro, altrimenti sarebbe assolutamente semplice.

35 Totale dissolversi
  Si narra che il grande mistico Sufi Bayazid, allorché raggiunse lo stato di vicinanza col Divino , sentì una voce che gli ordinava: " Chiedi qualcosa!"Egli replicò: "Non ho alcun desiderio". Ma la voce insistette. Ripetè: "Chiedi qualcosa!" Di nuovo lui rispose: Ma non ho nulla da chiedere, visto che non ho alcun desiderio!" Ma la voce ripeté: "chiedi qualcosa!" Allora Bayazid disse: "In questo caso, voglio solo Te!" Al che la voce disse: "Fino a quando esisterà un solo atomo di qualcuno chiamato Bayazid, questo è impossibile". Bayazid mancò quell'occasione. Era sulla soglia, ma iniziò a chiedere. Tornò indietro, perché il desiderio ti porta indietro, ricrea la mente. Non importa se desideri Dio. Forse tu hai pensato che questa risposta di Bayazid gli faceva onore, ma il desiderio resta sempre e comunque un desiderio, non importa quale sia l'oggetto. Il desiderio rimette in moto la mente che desidera. Bayazid tornò nel mondo, perdendo quello stato di vicinanza.  Nel momento in cui disse: "Voglio solo Te!" era tornato ad esistere; di nuovo l'Io si era organizzato intorno a quel desiderio, ed ogni volta che esiste un "Io" esiste l'"altro".L'Io crea dualità, e nella dualità si perde qualsiasi possibilità di comunione col Tutto. Quando l'Io non esiste, non esiste dualità alcuna. In quel caso sei unito all'esistenza, sei totale unità. Allora non sei altro che una pulsazione dell'esistenza in quanto tale,sei solo un'onda sul lago di questa consapevolezza infinita. Nel momento in cui Bayazid disse:"Voglio solo Te" la voce replicò:"Fino a quando esisterà anche un solo atomo di qualcuno chiamato Bayazid, questo è impossibile". Perché Dio possa esistere, l'uomo deve scomparire. Tutto ciò che occorre è l'accadere di questo semplice fenomeno del dissolversi. Ma poiché noi non vogliamo scomparire, l'intero approccio alla religione diventa qualcosa di arduo. Noi iniziamo a giocare tiri a noi stessi: da un lato vogliamo Dio, dall'altro ci vogliamo proteggere.
34 La ricerca del vero

 

Uno dei pi√Ļ famosi racconti Sufi narra di un ricercatore del vero che and√≤ da un maestro e gli disse: "Sono stato da molti maestri, ma tutti mi hanno disilluso: nessuno di loro si √® rivelato essere un vero Maestro. Tu sei la mia ultima speranza, e posso vedere che tu conosci il vero, lo possiedi: si irradia da te come luce vivissima." Il Maestro replic√≤: "E' vero io lo possiedo. E so che anche le persone da cui sei stato lo possedevano. Il problema, dunque, non √® se io possiedo o meno la verit√†, ma se tu riuscirai a coglierla da me, oppure no ." Il ricercatore si dichiar√≤ pronto a fare qualsiasi cosa; allora il Maestro disse: "In questo caso vieni con me, sto andando al pozzo a prendere dell'acqua. Ma ricorda non chiedere mai nulla. Da me le domande non sono permesse. Osserva, ma non fare mai domande". Al discepolo non parve una richiesta difficile da rispettare, ma fin dall'inizio si sent√¨ a disagio: il Maestro aveva preso un secchio privo di fondo! Per rispettare la promessa fatta, non profer√¨ parole: divenne sempre pi√Ļ difficile, sempre pi√Ļ arduo, ma rest√≤ zitto. Arriv√≤ persino ad evitare di guardare il secchio......senza fondo? Ma come si poteva tirar su l'acqua? Mille e una volta, in quel tragitto dalla casa al pozzo, sorse in lui quella domanda, ma non era permesso...d'altro canto quanto a lungo poteva resistere? Il Maestro inizi√≤ a tirar su acqua dal pozzo. Ma poich√© mancava il fondo, solo il secchio vuoto risaliva in superficie..... e il ricercatore era l√¨, ritto in piedi a vedere quell'assurdit√†. In lui sorse un sospetto: "O quest'uomo √® matto, oppure √® uno sciocco. Cosa potr√≤ mai ricavare da costui? Perlomeno i miei maestri di un tempo erano sensati!" Poich√© non era permesso fare domande, egli continu√≤ a reprimere la tentazione di chiarire ci√≤ che accadeva. Per una, due, tre, quatto, cinque volte il secchio venne gettato nel pozzo e tirato su vuoto. Alla fine l'uomo si scord√≤ di ogni accordo e chiese: "Cosa fai? Non √® questo il modo di tirar su acqua dal pozzo.... il secchio non ha fondo!" E il Maestro disse:" Non hai rispettato la regola. Non dovevi chiedere nulla, dovevi solo guardare. Vattene! Non voglio aver nulla a che fare con te!" Per tutta la notte il riceratore ci pens√≤ su: " Dev' esserci qualcosa che io non ho compreso, avrei dovuto aspettare". Il mattino dopo torn√≤ e chiese di essere perdonato, e i Maestro disse: "Io posso anche perdonarti, ma tu non ce la farai mai. Non sei riuscito a resistere di fronte a una cosa cos√¨ semplice; non sei riuscito a controllarti di fronte ad un'inezia: se era una cosa assurda, era un mio problema, non tuo! Perch√© ti sei lasciato coinvolgere? E si trattava solo di uno stratagemma.... se perfino in una situazione cos√¨ semplice non riesci ad evitare di discutere, cosa accadr√† mai di fronte alle grandi verit√† della vita che ti dovrei rivelare? Di certo non riuscirai a restare un semplice osservatore: discuterai, ribatterai, obietterai. Io non sono affatto interessato alle tue domande e nel dare loro risposta: io possiedo gi√† la verit√†! Posso donala anche a te, ma se vorrai riceverla ti dovrai preparare. E questa √® la preparazione cui dovrai sottoporti: liberati da ogni interrogativo, immergiti e rimani in uno stato libero da dubbi".

33 Un cambio di prospettiva
 

Cos√¨ Ibarahim conobbe la¬† religione: una notte si rivoltava nel letto incapace di prendere sonno. L'insonnia √® inevitabile nelle persone ricche, e Ibrahim, re di un grande regno, era circondato da migliaia di preoccupazioni in agguato..da anni soffriva di insonnia, e nessun medico era riuscito ad aiutarlo. D'altro canto, questo √® un male comune ai ricchi...il sonno √® una prerogativa e un privilegio dei poveri, solo loro possono permetterselo: essi non hanno preoccupazioni, ecco perch√® dormono sonni tranquilli. D'un tratto, il sovrano sent√¨ dei passi, come se qualcuno¬† stesse camminando sul tetto del palazzo. Ovviamente si spavent√≤: i re sono persone perennemente terrorizzate. Quando possiedi devi aver paura....temi di perdere ogni cosa! Per cui url√≤: "Chi c'√® l√† fuori?"Qualcuno¬† rise .... era la risata di un folle o di un illuminato. Solo questi due tipi di persone possono ridere a quel modo: una risata a crepapelle. libera da manipolazioni, libera da filtri mentali: un risata che sale dalla sostanza pi√Ļ intima dell'essere. Ibrahim ne fu ancor pi√Ļ¬† sconvolto.¬† Di nuovo chiese: " chi sei?¬† E cosa fai li sul tetto?"E quello straniero rispose: " non ti preoccupare. Ho perso il mio cammello e lo sto cercando". Ma come √® possibile che un cammello sia stato perso sul tetto di un palazzo? Pensando che fosse un pazzo , il re chiam√≤ le guardie e disse loro di catturarlo. Ma per quanto cercassero, non trovarono nessuno: l'uomo era semplicemente scomparso, cos√¨ magicamente come era apparso. La coso arrovell√≤ il re per tutta la notte impedendogli di dormire. Il giorno dopo seduto sul trono, ancora ci pensava, e nelle sue orecchie ancora riecheggiava ancora quella risata folle: cos√¨ strana che era difficile scordarla, pareva avvolta da un alone di mistero, ed era penetrata in profondit√† toccando l'essenza pi√Ļ intima del cuore di Ibrahim. Aveva provato un'intima gelosia: per quanto fosse grande il suo regno, lui non era capace di ridere a quel modo! D'un tratto sent√¨ quella stessa voce alla porta. Un uomo discuteva con le guardie, e la¬† sua voce era esattamente la stessa udita nella notte. Quell'uomo diceva: "Conosco questo posto, √® un caravanserraglio: voglio passarvi la notte!" Le guardie cercavano di convincerlo, dicendo che quello era il palazzo del re; ma l'uomo insisteva e la sua voce era cos√¨ alta che echeggiava in tutto il palazzo, persino Ibrahim l'aveva sentita. Chiese alle guardie di portagli quell'uomo. Quando gli fu di fronte, Ibrahim¬† pot√© vedere che non solo la sua voce era autorevole,non solo la sua risata era libera e profonda, ma anche la sua presenza era radiosa: i suoi occhi erano infiammati di qualcosa di ignoto: di certo non era un uomo comune. Mentre camminava verso di lui ,Ibrahim ebbe la netta sensazione che quell'uomo avesse un passo molto pi√Ļ regale del suo, eppure l'aspetto esterno era di un mendicante. Gli abiti erano stracci, ma in quegli abiti dimorava un essere che irradiava luce, qualcosa di divino! La sua presenza colm√≤ il re di stupore e meraviglia.¬† A stento riusc√¨ a balbettare: Perch√© dici che questo √® un caravanserraglio, mentre non lo √®? Questa √® la mia reggia! Sei pazzo?" Ma l'uomo non si scompose, di nuovo, la sua risata vece vibrare le mura della sala: "Che assurdit√† dici? Questo √® un caravanserraglio: sono gi√† venuto qui una volta, e sul trono era seduto qualcun altro. E anche lui diceva che questa era la sua reggia! Dov'√® quell'uomo?" Ibrahim replic√≤: "Devi essere pazzo. Quell'uomo era mio padre, ora √® morto¬† ed io ho ereditato il suo regno e questo palazzo". E quell'uomo prosegu√¨: "Ma io sono venuto ancor prima di allora, e ho incontrato un altro uomo, e anche lui mi disse che questa era la sua reggia...sono venuto un'infinit√† di volte, e ho sempre incontrato persone nuove, e tutte rivendicavano la stessa cosa!" Ibrahin replic√≤: "Avrai incontrato mio nonno e il padre di mio nonno...." , ma a questo punto il r√© inizi√≤ a sentire la verit√† di ci√≤ che quell'uomo diceva, di ci√≤ che gli voleva mostrare. A quel punto il mendicante rise ancor pi√Ļ fragorosamente e disse: " Malgrado tutto, ancora vorresti sostenere che questa √® la tua reggia? La gente continua a cambiare qu√¨ dentro.... per questo dico che √® un caravanserraglio!" La verit√† era ovvia, limpida ed evidente. Ibrahim non fu convinto da un punto di vista logico, ideologico, filosofico, niente affatto: fu convertito esistenzialmente. Cadde ai piedi del mendicante e disse: "Resta pure in questo caravanserraglio,io me ne vado. Vi rinuncio: poich√© √® ovvio che questo posto non √® che la sosta di una notte, perch√© dovrei fermarmi ancora? E' tempo che cerchi la mia vera dimora, √® tempo che mi metta in viaggio verso casa : tu resta, ti sono grato per ci√≤ che mi hai fatto capire". Fu cos√¨ che Ibrahim incontr√≤ la religione¬†

32 Il troppo parlare
¬† Mi hanno raccontato che Mulla Naersuddin una volta and√≤ nella giungla, dove trov√≤ un teschio. Stanco,si mise a sedere all'ombra di un albero, di fianco a quel teschio. Non avendo altro da fare, e non essendoci altre persone con cui parlare, il Mulla si rivolse al teschio e disse : " Ciao!" Con suo stupore il teschio rispose al saluto. Superato il primo sbigottimento, il Mulla prosegu√¨ chiedendo al teschio cosa lo avesse ridotto cos√¨. "Il troppo parlare",rispose quello. Spaventato , il Mulla fugg√¨ e corse a raccontare al re cos'era successo. Il re pens√≤ che scherzasse, ma il Mulla insistette e si disse pronto a scommettere su qualsiasi cosa. Convinto il re lo segu√¨ accompagnato dall'intera corte fino al luogo in cui giaceva quel teschio portentoso, apparentemente in grado di parlare. Ma questa volta non accadde nulla: il teschio non rispose al saluto e a nessuna domanda, malgrado il Mulla urlasse con tutta la sua voce. Inviperito, il re si sent√¨ preso in giro e ordin√≤ che la testa del Mulla venisse immediatamente tagliata. E cos√¨ fu fatto... la testa rotol√≤ di fianco all'altro teschio e l√¨ rimase, mentre il re ed il suo seguito se ne andarono. A quel punto il teschio disse "Ciao!" E la testa del povero Mulla protest√≤: " Ma perch√© non mi hai parlato quando era presente il re ?" Il teschio replic√≤: " Cosa ti ha ridotto cos√¨?" E la testa del Mulla :" Il troppo parlare!" E il teschio concluse: " Io ho fato quell'errore una volta, non lo far√≤ mai pi√Ļ!"

Te lo posso garantire: se smetti di parlare troppo, il novantanove per cento dei tuoi problemi scompariranno!

31 La preghiera senza condizionamenti
  Ogni richiesta sorge dall'ego: si chiede riconoscimento, importanza, superiorità. Tutti, nel mondo intero, vogliono sconfiggere gli altri, tutti vivono una vita fondata sulla competizione.Ma come potrai mai pregare se la tua mente è così carica di competizione, di gelosia? Come potrai mai pregare se la tua mente non trabocca d'amore?La vera preghiera non chiede nulla. La vera preghiera è solo un ringraziamento: si limita a ringraziare Dio per tutto ciò che già ha donato. In essa non è racchiusa nessuna pretesa, nessun lamento.

Un Maestro Sufi si limiterà ad insegnarti la vera preghiera, a metterti in contatto con la religione essenziale; e la religione esenziale è unica: induismo, cristianesimo, giainismo, buddismo,giudaismo, non sono altro che forme, forme di rituali diversi: si tratta di linguaggi diversi, ma il messaggio è unico, è uno solo.

30 La risposta
 

Un mistico Sufi molto famoso stava compiendo un pellegrinaggio alla Mecca. Un giorno arriv√≤ in una piccola citt√†. La sua fama lo aveva preceduto, per cui l'intera citt√† si era radunata per accoglierlo. Il mistico era per abitudine silenzioso, ma gli abitanti in coro lo supplicarono di dire loro qualcosa:"Sono mesi che ti aspettiamo, se non ci parlerai non ti lasceremo partire!". Il Maestro era molto riluttante, protestava: "Ma se non ho nulla da dire!" Tuttavia, la gente insisteva. Al che il Maestro replic√≤:" Inoltre ci√≤ che so non pu√≤ essere detto!", senza peraltro trovare nei presenti alcun accenno di comprensione. Ovviamente, pi√Ļ il Maestro si dimostrava riluttante, pi√Ļ la loro curiosit√† aumentava:" Ci siederemo qui, digiuneremo e pregheremo fino a quando non ci avrai trasmesso il tuo messaggio...√® raro che un Maestro del tuo calibro passi per la nostra citt√†, non possiamo lasciarti partire senza aver ascoltato le tue parole".

Alla fine il Maestro accettò di parlare.

Andarono tutti alla moschea: l'aspettativa era grande; tutti sapevano che era la prima volta che parlava, alto era il privilegio!. Il Maestro si present√≤, ruot√≤ gli occhi sui presenti e chiese: "Sapete ci√≤ di cui vi parler√≤?" In coro tutti risposero di no: "Come potremmo saperlo?" Allora il Maestro disse :" In questo caso non posso parlare a persone tanto ignoranti, gente che non sa neppure ci√≤ di cui parler√≤!" La gente rimase allibita e il Maestro si allontan√≤, per andarsene. Ma questo infiamm√≤ ancor di pi√Ļ il loro desiderio di ascoltare ci√≤ che aveva da dire, per cui lo rincorsero, pensando che la loro risposta non era quella giusta. Lo raggiunsero e lo convinsero a tornare: "Poni di nuovo la domanda. Abbiamo risposto nel modo errato...dacci un'altra opportunit√†!". E il Maestro torn√≤ alla moschea, e di nuovo pose quell'interrogativo:"Sapete ci√≤ di cui vi parler√≤?" E tutti in coro risposero: "Certo!" Allora il Maestro prosegu√¨ dicendo: "In questo caso, qui finisce il mio sermone! Se gi√† lo sapete, che bisogno c'√® che io ne parli? Una citt√† cos√¨ illuminata √® sufficiente a se stessa!" I presenti erano pi√Ļ perplessi che mai. Nel frattempo era calata la notte, e il Maestro li lasci√≤ per andare a dormire. Ma nessun altro riusc√¨ a chiudere occhio: l' intera citt√† era macerata da questo interrogativo: "Che fare? E domattina il Sufi se ne andr√†... dobbiamo trovare una soluzione". Finalmente credettero di aver risolto quel dilemma e, nel cuore della notte, corsero a svegliare il mistico, pregando di tornare a porre la domanda. Il Maestro torn√≤ alla moschea e torn√≤ a chiedere:"Sapete ci√≤ di cui vi parler√≤?" Al che met√† dei presenti rispose di s√¨, l'altra met√† di no . In quel modo, sembrava ovvio che non ci fossero vie di uscita. Ma il Maestro replic√≤:"Bene! In questo caso, coloro che sanno dovrebbero¬† parlare a coloro che non sanno. In che modo potrei aiutarvi io? E' sufficiente che vi parliate tra di voi: la mia presenza √® del tutto inutile!"

In verità, se scendi in profondità nelle tue domande, non occorre che interroghi qualcun altro: qualsiasi risposta ti può venire da un Maestro, di fatto è presente dentro di tè.

Il Maestro si limita solo a rendere evidente quella presenza, aiuta a portare la tua risposta in superficie. Il Maestro cerca di fare ciò che tu avresti già dovuto fare da solo: Trovare la risposta che esiste dentro di te.  

29 La preghiera dei Sufi
  La preghiera in sé non è altro che questo: un canto del tuo cuore indirizzato all'ignoto. Forse qualcuno là fuori esiste, forse non esiste, ma questo non è importante: è una gioia in sé riversare all'esterno tutto il proprio cuore. Il fatto che Dio esista, oppure no,è secondario. Ciò che conta è la preghiera; ed è proprio la preghiera a rivelare la presenza del divino: essa ti apre gli occhi. E' la preghiera a creare Dio: all'improvviso il mondo si infiamma, proprio perché tu sei infiammato. Quando il cuore è una fiamma di vita, all'improvviso il mondo intiero  si infiamma di vita, del divino, del mistero, dell'ignoto. Dunque, la preghiera diventerà in te come un ventre in cui prenderà vita Dio: questo è l'approccio dei Sufi, il cuore del loro messaggio. E questo è ciò che gli amanti, i poeti, i mistici hanno sempre vissuto, al culmine delle loro esperienze. Di fatto la preghiera non crea Dio, lo rivela semplicemente. Ma per colui che prega, allorché Dio gli apparirà per la prima volta, sembrerà una creazione. Si tratto solo di una rivelazione: la preghiera elimina uno spesso velo di oscurità, accumulatosi di fronte ai tuoi occhi; grazie ad essa il tuo cuore inizierà a pulsare come dovrebbe, e tu cadrai in sintonia con la totalità  dell'esistenza... e all'improvviso dio apparirà.

Mille e una volta urlerai ai cieli, senza ottenere alcuna risposta: la tua preghiera scomparir√† nel nulla. Ma anche cos√¨, anche se non ci sar√† alcun segno di risposta, tuttavia essa continuer√† a cambiare te,il tuo essere: gli effetti saranno evidenti. Forse non muter√† la realt√† esterna, ma continuer√† a cambiare te: diventerai sempre pi√Ļ sensibile, sempre pi√Ļ delicato,sempre pi√Ļ femminile e un giorno, allorch√® non sarai pi√Ļ duro e rigido come una roccia, quando sarai veramente divenuto liquido e fluido, ecco che verr√† la risposta; e non verr√† dall'altra sponda, ma dall'essenza pi√Ļ intima del tuo essere. E, in verit√†, √® questa la vera "altra sponda".

28

Il dubbio ed il credo

 

E' la verità che rende liberi e nient'altro. Qualunque altra cosa crea legami, fardelli. La verità, poi, non la si può trovare mediante uno sforzo intellettuale, perché la verità non è una teoria. E' un'esperienza. Per conoscerla, occorre viverla: è qui che milioni di persone incorrono nell'errore. Esse ritengono che se possono aggrapparsi ad un credo, questo aggrapparsi sarà loro di ausilio per trovare la verità. Giorno dopo giorno esse si adagiano in tale credo che, però, non è la verità: è una teoria sulla verità, come quando qualcuno si limita a interpretare con parole le scritture, le dottrine, i dogmi; come quando un cieco incomincia a credere che la luce esiste, oppure un affamato continua a leggere un libro di cucina, credendo e prestando fede in questo o in quello restando, tuttavia, pur sempre affamato. Non è questa la via che porta a soddisfare la fame.

La verità è nutrimento: occorre digerirlo, assimilarlo, consentirgli di circolare nel proprio sangue, di pulsare nel proprio cuore. La verità deve essere assimilata dalla vostra unità organica. La fede non viene mai assimilata, resta un fenomeno dissociato.

Potete essere induisti, tuttavia l'individuo rester√† solo un concetto intellettuale. Potete essere cristiani o maomettani, senza che questo divenga parte organica del vostro essere. Gi√Ļ, nel profondo, il dubbio permane.

Mi è capitato di sentire questa storia:

Titov, il cosmonauta russo, una volta tornato dallo spazio, fu interrogato da Nikita Krusciov, in sede privata, riguardo alla eventuale presenza di qualche essere lass√Ļ.

Si dice che abbia risposto: ¬ęS√¨, in effetti ho visto Dio¬Ľ; al che Krusciov replic√≤: ¬ęQuesto lo sapevo gi√†, ma lei conosce la nostra politica e quindi, per favore, non lo dica a nessuno¬Ľ.

In seguito Titov si incontr√≤ con il Patriarca della Chiesa Russa Orto¬≠dossa, che gli domand√≤ se nello spazio avesse visto qualcuno. Titov, fedele alle istruzioni impartitegli, rispose: ¬ęNo, non c'era nessuno¬Ľ. ¬ęQuesto lo sapevo gi√†¬Ľ - rispose il capo religioso - ¬ętuttavia lei conosce la nostra politica, quindi, per favore, non lo dica a nessuno¬Ľ.

Sotto il vostro credo, qualunque esso sia, il dubbio persiste; il dubbio sta al centro, mentre il credo sta alla periferia. In questo modo la vostra vita √® fondamentalmente determinata dal dubbio e non dal vostro credo. Potete essere comunisti e pur tuttavia in qualche anfratto, gi√Ļ nel profondo, il dubbio permane. Potete essere cattolici, cristiani o teisti, ma gi√Ļ nel profondo il dubbio continua.

Ho visto nell'intimo di innumerevoli persone, appartenenti a varie sette e fedi, ma gi√Ļ, nel profondo, permaneva il medesimo dubbio. E il dubbio non √® n√© induista, n√© cristiano, n√© maomettano. Il dubbio non √® n√© comunista, n√© anticomunista. Il dubbio √® puramente e semplicemente il dubbio. Per fare fronte a questo dubbio puro e semplice avete bisogno di una fiducia pura e semplice.

Questo dubbio puro e privo di aggettivi  né induista, né cristiano, né maomettano - non può essere distrutto da concezioni, credi, teorie, filosofie, siano esse induiste, cristiane o maomettane. Che fare allora di questo dubbio?

Un vero cercatore non va in cerca di un credo, qualunque esso sia, tanto per consolarsi. Egli si sforzer√†, piuttosto, di scoprire in se stesso un nucleo pi√Ļ profondo che vada al di l√† del dubbio. Bisogna capire tutto questo: dovete calarvi nel profondo del vostro essere fino ad un livello di sensibilit√† tale che il dubbio venga abbandonato alla periferia. Anzich√© fare questo, la gente si aggrappa ai credi alla periferia mentre il dubbio resta nel profondo. Proprio il contrario di quanto occorre fare.

Calatevi pi√Ļ profondamente nel vostro essere. Non preoccupatevi del dubbio, aggiratelo, lasciatelo l√¨! Non cercate di nascondervi in un credo, comportandovi come un'ostrica: affrontate il dubbio!¬† e andate oltre. Calatevi a profondit√† pi√Ļ profonde del dubbio. Nel vostro essere avverr√† qualcosa di importante ... perch√© nel nucleo pi√Ļ profondo, proprio al centro, esiste solo la vita. Una volta che sarete venuti in contatto con quel nucleo profondo che sta dentro di voi, il dubbio si riveler√† appunto qualcosa di assolutamente periferico e lontano, di cui ci si potr√† liberare molto facilmente.

Non ci sarà alcuna necessità di aggrapparsi a qualche credo per potersene liberare: dovrete semplicemente scorgerne la stupidità e l'assurdità. Vedrete semplicemente come il dubbio è stato distruttivo rispetto a tutta la vostra vita, come il dubbio vada continuamente rodendo il vostro essere e quanto sia stato velenoso. Il solo fatto di vedere quanto il dubbio sia stato velenoso, come vi abbia impedito di celebrare, facendovi in questo modo perdere una grande occasione, farà sì che ve ne libererete.

Un uomo che si fida veramente, non ha credi, ma semplicemente ha fiducia, dato che è giunto a conoscere quanto sia bella la vita, quanto sia eterna e senza tempo. Egli è giunto a sapere che proprio dentro di sé c'è il Regno di Dio. Egli diviene un re, e non un re nel senso consueto del termine, perché il regno che viene dall'esterno è un falso regno, un regno di sogni.

Ecco che cosa ho sentito a proposito di Re Farouk d'Egitto:

Una volta gli venne chiesto quanti re ci sarebbero stati sulla terra un quarto di secolo dopo di lui. Egli rispose senza esitazione che ce ne sareb­bero stati cinque, spiegando:

¬ęII re d'Inghilterra, il re di cuori, il re di quadri, il re di fiori ed il re di picche¬Ľ.

II regno che ci viene dall'esterno è davvero un regno di sogni. Potete anche essere dei re, ma sarete dei re di carte da gioco o, al massimo, re d'Inghilterra. Niente che valga granché, nulla che abbia importanza; solo un falso simbolo, che non significa niente.

Il regno vero sta all'interno ed il fatto sorprendente è questo: continuate a portarlo dentro di voi completamente ignari, senza sapere quale tesoro possedete e quale tesoro potete rivendicare come vostro.

La religione non è la ricerca di un credo; semmai è lo sforzo rivolto alla conoscenza dei veri fondamenti del vostro essere, per entrare in contatto con il vero substrato della vostra esistenza. Quest'ultima esperienza è ciò che intendiamo quando adoperiamo il termine 'verità'. E' esistenziale: è un'esperienza.

Dunque, non siate troppo creduloni nei confronti dei credi. Siate all'erta, poich√© si tratta di inganni. E' a causa di questi credi che la gente non si mette pi√Ļ alla ricerca: se si pensa, se si crede di sapere, che cosa mai c'√® da cercare? Si tratta di espedienti per evitare la ricerca, visto che la ricerca √® ardua, la ricerca √® difficile. Molti sogni si frantumeranno. Molte immagini si infrangeranno e dovrete passare attraverso molto, molto dolore. Questo dolore costituisce una necessit√†: purifica, conferisce solidit√†, integrit√†; rende maturi. Si tratta di dolori simili a quelli del parto, poich√© per loro tramite giungerete alla rinascita.

Il credo √® a buon mercato, non costa nulla. Ad un cenno del capo si diventa cristiani, induisti o maomettani. E' troppo a buon mercato: la verit√† non pu√≤ esserlo. Dovrete sacrificare molti sogni vagheggiati; dovrete sacrificare la vostra immagine apparente; dovrete sacrificare molte cose che, nella vostra ignoranza, sopravvalutate; dovrete uscire dallo stato nebuloso in cui si trova il vostro essere in questo preciso momento; dovrete elevarvi al di sopra di esso: naturalmente scalare una montagna √® difficile, e non esiste montagna pi√Ļ alta del vostro stesso essere.

Dentro di voi si erge il picco pi√Ļ alto, l'Everest e, naturalmente, l'ascesa sar√† difficile ma la difficolt√† paga, paga enormemente. Una volta che avrete raggiunto la cima saranno proprio gli sforzi, le difficolt√†, le sfide e le asprezze dell'ascesa a cristallizzarsi dentro di voi. Nel momento in cui raggiungerete la vetta, non sar√† solo una vetta quella che avrete scalato: sarete diventati la vetta. Sarete pervenuti ad altitudini che non avete mai conosciuto prima; vivevate in una valle oscura ora vivrete alla luce del sole.

Ecco quindi che la prima cosa da fare per colui che è alla ricerca è essere cosciente che i credi costituiscono delle barriere. Se venite da me come cristiani, non potete venire da me. Se venite da me come induisti, sembrerà soltanto che veniate da me, ma in realtà non potrete venire, perché tra me e voi ci sarà la distanza creata dal vostro induismo o dal vostro giainismo. Ciò che voi credete non fa alcuna differenza per me: tutti i credi, incondizionatamente, sono delle barriere.

Ecco quanto accadde in una grande città:

I manifestanti del partito stavano marciando di fronte al tribunale dove alcuni compagni venivano processati. Un poliziotto, per mantenere l'ordine, diede una spinta ad uno spettatore. ¬ęNon spinga!¬Ľsi lament√≤ lo spettatore-Io sono anticomunista¬Ľ. Il poliziotto lo guard√≤ in cagnesco. ¬ęLei si muova¬Ľ¬† ordin√≤ . ¬ęA me non importa che specie di comunista √® lei!¬Ľ.

Non fa alcuna differenza: il comunista è comunista; l'anticomunista è pure comunista; non fa differenza che crediate in Marx, in Mosé, in Manu o in Mahavir. Il fatto è che voi credete: che si tratti poi della Srimad Bhagavad Gita, del Capitale o del Corano non fa alcuna differenza, perché lo spirito di colui che crede è uno spirito in errore.

Lasciate perdere il vostro credo e potrete andare incontro ai vostri dubbi. Affrontando i dubbi e controbattendoli, si trova la fiducia. Se ammetterete che il dubbio c'è, senza nascondervi in qualche modo, se lo affronterete in tutta la sua evidenza, il solo fatto di affrontarlo farà sorgere in voi qualcosa di nuovo e questo qualcosa è la fiducia. La fiducia nasce affrontando il dubbio, non fuggendolo: il credo è una fuga, una moneta falsa, un falso sostituto della fiducia, le assomiglia senza esserlo.

Dentro il vostro credo, sotto sotto, il dubbio persiste come una corrente sotterranea. Nella fiducia il dubbio non esiste, perch√© la fiducia non ha mai conosciuto il dubbio, n√© lo ha mai incontrato. E' come una luce che non abbia mai incontrato l'oscurit√†; nel momento in cui arriva la luce, l'oscurit√† svanisce, scompare. Ma se crederete unicamente nella luce, ci√≤ non vi sar√† d'aiuto. Vivete nell'oscurit√† e continuate a credere nella luce, eppure vivete nell'oscurit√†! La vostra fede nella luce non costituisce un aiuto, bens√¨ un ostacolo, perch√© se non aveste alcuna fede nella luce, vi mettereste alla sua ricerca. Credendo nella luce, voi pensate che essa stia per giungere: ¬ęE' l√† e un giorno o l'altro, per grazia di Dio, giunger√†¬Ľ.

Continuate a vivere nell'oscurità, e la fede è un artificio dell'oscurità per proteggere se stessa. Il credo è un trucco del falso per proteggere se stesso. State in guardia!

Avere fede √® come accusare i sintomi di una malattia vera e propria; andate dal medico il quale fa la diagnosi della vostra malattia. Egli cerca i sintomi, ma i sintomi non sono malattie. I sintomi sono unicamente indicativi del fatto che qualcosa non va da qualche parte nell'intimo pi√Ļ profondo. Il dubbio √® un'indicazione: proprio come quando la febbre sale a 39¬į o 40¬į, tuttavia la febbre in s√© non √® la malattia.

Cos√¨, se qualcuno ha la febbre alta, non cominciate col fargli una doccia fredda; questo √® logico, perch√© se ritenete che la malattia sia la febbre in s√©, allora raffreddate il corpo. Il corpo diviene sempre pi√Ļ caldo, dunque raffreddiamolo, facciamogli un bagno gelato. State combattendo con i sintomi: potrete uccidere il paziente. Non √® questo il modo. La malattia √® in qualche punto gi√Ļ nel profondo, la febbre √® semplicemente indicativa del fatto che qualcosa, all'interno, non funziona. Curate ci√≤ che non funziona e la temperatura si abbasser√† spontaneamente a livelli normali.

Il dubbio rappresenta un sintomo, non la malattia. Quando cercate di aggrapparvi ad un credo scambiate il dubbio per la malattia. Cos√¨ pensate: ¬ęSe io creder√≤, il dubbio scomparir√†¬Ľ. No, esso non scomparir√†, semplicemente si caler√† nel profondo, divenendo inconscio. Consciamente crederete in Dio e inconsciamente continuerete a negarLo.

Non abbiate paura del dubbio! Il dubbio non è il nemico, è l'amico. Il dubbio sta semplicemente avvertendovi che non avete cercato dentro di voi, quindi il dubbio esiste. Vi avverte che non avete guardato dentro la vostra stessa realtà, quindi il dubbio esiste. Guardate dentro la vostra realtà ed il dubbio sparirà, assieme all'oscurità. Portate luce ...

Ecco cosa ho sentito di un grande sacerdote cristiano, Henry Ward Beecher:

Nella sua chiesa vi era un orologio che andava sempre o troppo avanti o troppo indietro: era un problema quotidiano e la gente se ne lamentava sempre. Chiunque veniva era solito rivolgersi a Beecher per dirgli: ¬ęL'orologio non va bene¬Ľ.

Un giorno Beecher, stanco di tutto questo, attacc√≤ un avviso all'orologio: ¬ęNon biasimate le mie lancette, l'inconveniente sta all'interno¬Ľ.

L'inconveniente √® sempre all'interno, non in superficie. Il male non sta nelle lancette dell'orologio, ma nei suoi pi√Ļ profondi meccanismi, quindi non tentate di mutare il vostro atteggiamento passando dal dubbio alla fede: questo non vi aiuter√†. Non √® questione di atteggiamento: i disagi sono pi√Ļ profondi, pi√Ļ profondi del vostro atteggiamento e dovete andare pi√Ļ a fondo in voi stessi.

OSHO

 

I frutti : 3                                                    

114 Caccia alla volpe
 

Disse una volpe inseguita da venti cacciatori a cavallo con una muta di venti cani: "Ovvio, mi uccideranno. Ma che poveri stupidi devono essere. Di sicuro non varrebbe la pena che venti volpi, a cavallo di venti asini, accompagnate da venti lupi, si mettessero a dar la caccia ad un solo uomo per ucciderlo." 

Anonimo

113

La paura 

 

La paura è ciò che ci impedisce di raggiungere ciò a cui aspiriamo. Paura di dover arrangiarci da soli, di dover crescere, di dover lottare, di dover soffrire, di abbandonare le proprie convinzioni...sono molteplici le paure che assalgono l'uomo e gli impediscono di arrivare all' Illuminazione. Solo chi è in grado di non guardare alla proprie paure, mettendole al primo posto d'importanza, riuscirà ad affrontare l'abisso.

112

 La legge delle 14 P

 

Prima

Pensa

Poi

Parla

Perché

Parola

Poco

Pensata

Prima

Poi

Può

Produrre 

Perenni

Pentimenti

111

 Aggiustare il mondo

 

Un bambino ed il suo papà erano seduti sul treno. Il viaggio sarebbe durato un’ora circa. Il padre si siede comodamente e si mette a leggere una rivista per distrarsi.

Ad un certo punto il bambino lo interrompe e domanda: ‚ÄúCos‚Äô√® quello, pap√†?‚ÄĚ. L‚Äôuomo si volta per vedere quello che gli aveva indicato il bambino e risponde: ‚ÄúE‚Äô una fattoria.‚ÄĚ Incomincia di nuovo a leggere quando il bambino gli domanda un‚Äôaltra volta: ‚ÄúQuando arriveremo, pap√†?‚ÄĚ. Il padre gli risponde che manca ancora molto.

Aveva di nuovo cominciato a leggere la sua rivista quando un’altra domanda del bambino lo interrompe e così per tantissime altre volte. Il padre disperato cerca la maniera di distrarre il bambino.

Vede sulla rivista che stava leggendo la figura del mappamondo, la rompe in molti pezzetti e li da al figlio invitandolo a ricostruire la figura del mappamondo. Così si siede felice sul suo sedile convinto che il bambino sarebbe stato occupato per tutto il resto del viaggio.

Aveva appena cominciato a leggere di nuovo la sua rivista quando il bambino esclama: ‚ÄúHO TERMINATO‚ÄĚ. ‚ÄúImpossibile! Non posso crederci! Come hai potuto ricostruire il mondo in cos√¨ poco tempo?‚ÄĚ Per√≤ il mappamondo era stato ricostruito perfettamente. Allora il padre gli domanda di nuovo: ‚ÄúCome hai potuto ricostruire il mondo cos√¨ rapidamente?‚ÄĚ

Il bambino risponde: ‚ÄúNon mi sono fissato sul mondo.... dietro al foglio c‚Äôera la figura di un uomo, HO RICOSTRUITO L‚ÄôUOMO E IL MONDO SI E‚Äô AGGIUSTATO DA SOLO !!!!‚ÄĚ.


Il mondo sarà aggiustato solo quando gli uomini saranno aggiustati ossia, saranno leali ed onesti.

By soraya

110

 Amare l'Umanità

 

Cosa vuol dire amare veramente l'Umanità?

Vuol dire affermare ciò che credi che la gente debba sapere e prenderti le critiche?

O vuol dire affermare ciò che credi la gente voglia sapere e prenderti gli elogi?

David Icke

 

109

 Poesia

 

Osserva, esamina con occhi diversi la tua vita.

Nessun altro ti aiuterà: sei dipeso dagli altri così a lungo...adesso prenditi cura di te, assumiti le tue responsabilità.

Lo devi a te stesso: devi guardare in profondità dentro di te, per capire cosa stai facendo della tua vita.

Nel tuo cuore c'è poesia? Se non c'è non perdere tempo:

aiuta il tuo cuore a filare e a tessere poesia...

Osho

108

 Buddhismo Zen

 

I Buddha non salvano i Buddha. Se usi la tua mente per cercare un Buddha, non troverai un buddha. Per quanto ti affanni a cercare ovunque un Buddha, non vedrai mai che la tua stessa mente  è un Buddha. Non cercare il Buddha per andare alla ricerca del Buddha. E non usare la mente per evocare un Buddha. I Buddha non recitano  sutra. I Buddha non danno precetti. E i Buddha non rompono precetti. I Buddha non danno e non rompono niente. I Buddha non fanno né il bene né il male. Per trovare un Buddha, devi guardare alla tua natura.

107

A tutti i capi

 

Quando fu creato il corpo umano, tutti gli organi presentarono domanda per essere eletti a CAPO di esso.

Disse il CERVELLO: " Io sono l'intelligenza e trasmetto gli ordini a tutto il corpo, e quindi e' giusto che sia il capo".

Lo STOMACO disse: " Io trasformo in energia tutti i cibi, e  quindi e' giusto che sia io il capo".

Le GAMBE dissero: " Noi sfruttiamo l'energia prodotta dallo stomaco e facciamo muovere il corpo, e quindi e' giusto che siamo noi il capo".

E cosi' tutti gli organi proposero la  propria idea, piu' o meno valida.

Ma quando tocco' al BUCO DEL CULO, tutti scoppiarono in una grande risata.

Il BUCO DEL CULO, indispettito, si mise in sciopero e non fece piu' lo stronzo.

Cosi' in poco tempo, tutto il corpo stette male.

Il cervello divenne febbricitente, lo stomaco fu oreso dai crampi e le gambe non reggevano piu'.

Cosi' prima di giungere alla morte, tutti gli organi, di comune accordo, decisero che fosse il BUCO DEL CULO ad essere il CAPO,ed esso soddisfatto ricomincio' a fare lo stronzo.

 MORALE:

Non c'e' neccessita' di un genio per fare il CAPO, basta che ci sia qualcuno capace di fare lo stronzo.......

106

15 centesimi

 

 

Ai tempi in cui un gelato con sciroppo e frutta costava molto meno, un ragazzo di dieci anni entrò nel bar di un albergo e si sedette a un tavolo. Una cameriera mise un bicchiere di acqua davanti a lui.
"Quanto costa un gelato con sciroppo e frutta?".
"50 centesimi" replicò la cameriera.
Il ragazzino tirò fuori la mano dalla tasca ed esaminò il numero di monete che aveva.
"Quanto costa una porzione di gelato normale?" s'informò.
Alcune persone stavano cercando un tavolo e la cameriera era un po' impaziente.
"35 centesimi" disse bruscamente.
Il ragazzino contò ancora le monete. "Prendo il gelato normale" disse.
La cameriera portò il gelato, mise il conto sul tavolo e se ne andò. Il ragazzo finì il gelato, pagò al cassiere e se ne andò. Quando la cameriera ritornò, iniziò a pulire il tavolo e rimase di stucco per quello che vide. Accanto al piatto vuoto, messi ordinatamente, c'erano 15 centesimi, la sua mancia.

Autore: Bruno Ferrero - Libro: L'Importante è la Rosa

105

Leggendo una pagina stampata

 

Un poeta , guardando questa pagina, si accorge subito che dentro c'√® una nuvola. Senza nuvola non c'√® pioggia, gli alberi non crescono e, senza alberi, non possiamo produrre la carta. La nuvola √® indispensabile all'esistenza della carta. Se c'√® questo foglio di carta, √® perch√© c'√® anche la nuvola . Possiamo allora dire che la nuvola e la carta inter-sono. "Interessere" non √® ancora riportato dai dizionari, ma, unendo il prefisso "inter" e il verbo "essere". otteniamo una nuova parole: inter-essere. Nessuna nuvola, nessuna carta: per questo si pu√≤ affermare che la nuvola e il foglio inter-sono. Guardando pi√Ļ in profondit√† in questa pagina, vedremo anche brillare la luce del sole. Senza la luce del sole le foreste non crescono. Ecco perch√© in questo foglio di carta splende il sole. Continuiamo ad osservare : ecco il taglialegna che ha abbattuto l'albero e l'ha trasportato alla cartiera dove √® stato trasformato in carta. Sappiamo che l'esistenza del taglialegna dipende dal suo pane quotidiano, quindi in questo foglio di carta c'√® anche il grano che √® finito nel pane del taglialegna. Se guardiamo pi√Ļ in profondit√† vedremo nel foglio anche noi. Non √® difficile comprenderlo: quando guardiamo un foglio di carta, il foglio √® un elemento della nostra percezione. la nostra mente √® li dentro. Nel foglio di carta √® presente ogni cosa: il tempo, lo spazio, la terra, la pioggia, i minerali del terreno, la luce del sole, la nuvola, il fiume, il calore, Ogni cosa co-esiste in questo foglio. Essere √® in realt√† inter-essere.Non possiamo essere solo in virt√Ļ di noi stessi, dobbiamo inter-essere con ogni altra cosa. Questa pagina √® perch√® tutte le cose sono. Proviamo a restituire uno degli elementi che la compongono alla sua fonte; restituiamo ad esempio al sole la sua luce. Esisterebbe ancora questo foglio di carta? No, senza luce solare niente pu√≤ esistere. La realt√† √® che questo fodgio di carta √® fatto di elementi di "non carta". Se restituiamo tutti gli elementi di "non carta" alla loro origine, non ci sar√† pi√Ļ alcun foglio di carta. Niente¬† "elementi di non carta" ( la¬† luce del sole, il taglialegna, la mente etc..), niente carta.

UN FOGLIO COSì SOTTILE CONTIENE IN REALTA' TUTTO L'UNIVERSO...

Da "Essere pace" di Thich Nhat  Hanh  

104

La Voce Indiana

 

 

LA VOCE INDIANA

Io sono la Voce Indiana.
Voglio che mi sentano in tutti i nostri territori.
Da duecento anni sono prigioniero di guerra
nella mia terra.

Sono prigioniero dell’odio e dell’avidità,
della menzogna e del pregiudizio,
dell’indifferenza e dell’ignoranza,
dell’ingiustizia
degli uomini che schiacciarono
con la forza del loro numero me e il mio Popolo,
da quando scesero sulle mie spiagge
e invasero la mia terra nativa.

Imposero a me
la loro società, la loro religione, le loro leggi,
ed è per questo che la mia gente
ora è ridotta a meno di quanto era,
quando con false promesse vennero
per la prima volta sulle nostre spiagge.

Io sono la Voce Indiana collettiva
e grido forte dalle milioni di tombe
di spiriti senza pace
e milioni sono le grida che si alzano
e chiedono:
Dov’è il mio futuro?
A chi appartiene?
Appartiene al mio Popolo?
Ci sarà felicità sulla terra
Che per diritto è mia?

By Oasidelpensiero

103

La leggenda dell'aurora

 

 

Molto tempo fa in questo paese era buio fitto. Gli abitanti, tennero un'assemblea e decisero che occorreva una persona che fosse veloce a correre.: Scelsero Ghiandaia Azzurra.
Esso, si mise subito in moto in direzione di levante e finalmente giunse in una capanna di terra in un villaggio molto abitato a giudicare dalla quantità di capanne, ma nessuno in realtà era li, perché se ne erano andati ad una festa non molto distante. Entrato nella capanna trovò un bambino.. Ghiandaia Azzurra chiese al bambino:
"Dove sono andati?'".
Il ragazzo rispose:
"Sono andati via":
Nella capanna c'erano delle ceste di provviste contro la parete: Ghiandaia Azzurra indicò la prima cesta che vide li vicino e chiese:
"Che c'è in quella cesta?".
Il bambino rispose:
"Prima sera".
Poi indicò la cesta accanto dicendo:
"Che c'è in quella cesta?".
E il ragazzo rispose:
"Appena buio".
Le domande alternate dalle risposte si susseguirono, fino all’ ultima::
"Che c'è in quella cesta?".
Il fanciullo rispose:
"Aurora".
Allora Ghiandaia Azzurra afferrò lesto la cesta e se ne scappò di corsa!
Il bambino cominciò a gridare:
"Ci hanno rubato l'Aurora!".
La gente non fece caso alle urla del bambino poco distante, e continuarono a danzare.. Finalmente l’ attenzione di un abitante cadde sulle urla e disse:
"Il ragazzo grida che hanno rubato l'Aurora".
Tutti accorsero allora alla capanna e, spiegato l’ accaduto si misero presto ad inseguire Ghiandaia Azzurra verso ponente.
Egli andava verso ponente, sempre verso ponente.
Vicino alla Grande Valle lo raggiunsero.
Stavano per prenderlo; eran proprio sul punto di farcela, quando egli aprì la cesta e la luce volò fuori.

Aquila Grigia

Leggende degli indiani d’ america (COLLANA Fiabe dell’ aurora) EDITRICE Demetra

By oasidelpensiero

102

La creazione degli animali

 


C'era una volta Napi, che era l'aiutante del Sole: il Sole riscaldava la Terra mentre Napi faceva tutti i lavori di manutenzione. Un giorno Napi aveva terminato presto i suoi lavori, e dato che non era abituato a tenere le mani ferme, prese un blocco di argilla e cominciò a modellare con un blocco di argilla...
Una dopo l'altra fece le figurine di tutti gli animali della Terra. Era molto soddisfatto del suo lavoro: soffiò sopra ogni figurina, dando a ciascun animale un nome e un luogo da popolare sulla Terra.
Era rimasto un piccolo blocchetto di argilla. Napi lo pasticciò un po', poi fece un'altra figurina e disse: Ti chiamerai uomo, ed abiterai tra i lupi. Napi tornò al suo lavoro, ma un giorno arrivarono gli animali a protestare: il bisonte non riusciva a vivere in montagna perché era troppo ripida, le capre della prateria non amavano vivere nell'acqua, la tigre non si adattava vicino al mare e così via. Allora Napi ridiede a tutti nuove abitazioni, e questa volta furono tutti soddisfatti. Tutti, tranne l'uomo, che vaga dappertutto per trovare un luogo che lo soddisfi.

101

Riflessioni di una Grande Anima

 

 

La nostra vera paura è del potenziale enorme che possediamo

Non è il nostro lato oscuro a spaventarci, bensì la nostra luce.

Noi ci chiediamo:

Chi sono io per poter essere brillante, splendido, pieno di talento e famoso? 

Invece ci dovremmo chiedere:

Perché non posso esserlo?

Tu sei un figlio di Dio

Il tuo sminuire te stesso non è utile né a te né al mondo.

Non c'è nulla di saggio nello sminuirsi per far sì che gli altri si sentano un po' meno insicuri attorno a te.

Noi siamo nati per manifestare la gloria di Dio che è dentro di noi.

Essa non è solo in alcuni

E' in ognuno di noi.

E mentre lasciamo che la nostra luce risplenda, 

inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare altrettanto.

Mentre ci liberiamo della nostra paura,

la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela , 1994.

100
La leggenda della luna piena 

 

In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a pi√Ļ non posso.

In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.

Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:

- Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-

- Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto pi√Ļ piccolo della mia cucciolata. Sono disperato‚Ķ aiutami! - rispose il lupo.

La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.

- Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.

Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.

Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.

I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.

99
La regina delle api

 

¬†C'era una volta una coppia che desiderava ardentemente un figlio ma non riusciva ad averne. Un giorno il marito and√≤ in un campo a tagliare del bamb√Ļ. All'improvviso ud√¨ una vocina che lo implorava di non fargli del male. Dove sei?, chiese l'uomo. In questa canna!, rispose la vocina. L'uomo apr√¨ la canna di bamb√Ļ e trov√≤ un bambino piccolissimo, con il volto da ranocchio. Lo port√≤ a casa e con la moglie si affezionarono subito al bambino, anche se non era molto bello. Lo chiamarono Bamb√Ļ.
Passarono gli anni e Bamb√Ļ crebbe. Divent√≤ un bravissimo ragazzo che aiutava il padre nel lavoro. Un giorno, il giorno del suo diciottesimo compleanno, i genitori gli diedero un abito e una spada e lo mandarono al mercato a vendere il riso e a comprare delle stoffe. Bamb√Ļ attravers√≤ la foresta ed ad un tratto si accorse di essere seguito. Gli si par√≤ di fronte un leone affamato. Bamb√Ļ gli disse: Non ho niente da darti, oggi. Ripassa domani. Ma il leone gli rispose: Ma io so gi√† cosa mangiare: tu! Allora Bamb√Ļ gli disse: Vattene via, altrimenti ti infilzer√≤ con la mia spada! Il leone, intimorito, scapp√≤ via.
Bamb√Ļ era quasi uscito dalla foresta, quando incontr√≤ un'ape che gli chiese di salvare la sua regina. La regina era una bellissima ragazza, piccolissima, con due ali argentate, che era rimasta impigliata in una ragnatela. Bamb√Ļ la salv√≤, ed allora la regina gli regal√≤ tre semi di melone. Questi semi ti aiuteranno a realizzare quello che vuoi. Baster√† che tu lo desideri!
Bamb√Ļ and√≤ al mercato e concluse i suoi affari. Poi torn√≤ verso casa ed attraversando la foresta rincontr√≤ il leone, ancora pi√Ļ feroce ed affamato. Bamb√Ļ desider√≤ di ucciderlo con la spada di suo padre, ed ecco che di colpo riusc√¨ a farlo. Un seme di melone era svanito nel frattempo dalla sua tasca.
Bamb√Ļ scopr√¨ che i semi erano prodigiosi. Ascolt√≤ il suo cuore e desider√≤ di essere un bel giovane e di rivedere la regina delle api. I due semi sparirono e Bamb√Ļ divent√≤ un bellissimo ragazzo: di fronte a lui giunse la regina delle api, che ingrand√¨ fino a diventare una vera ragazza. I due tornarono a casa, si sposarono e vissero felici e contenti.
 
98
La vera ricerca

 

Come può spuntare il sole,se tu sei cieco? Il sole potrebbe anche spuntare, ma tu non lo vedresti. Se non hai occhi per vedere, al mondo non esiste bellezza: i fiori fioriranno, ma non per te. Le stelle colmeranno il cielo di uno splendore infinito, ma non per te. Lo ripeto: se non hai occhi per vedere, al mondo non esiste bellezza alcuna! Se nel tuo cuore non hai amore, non troverai mai l'amato! Solo gli ochi trovano la bellezza, solo le orecchie riconoscono la musica e la squisita melodia che avvolge l'intera esistenza. Ma la maggior parte delle persone insiste nel ricercare qualcosa "là fuori", senza creare una ricettività simmetrica nel proprio essere. I questo modo, la gente continua a ricercare "qualcosa" senza mai trovarla: non deve stupire che non la trovi. Non potrà mi trovarla! Occorre mutare attitudine, occorre prepararsi: trovare il significato della vita presuppone alcune cose. L prima è la coscienza di non sapere: il requisito primo di un ricercatore del vero è che egli sia una persona che apprende, che impara. Per questo egli deve essere aperto alla realtà, alle opportunità di apprendere che la vita gli offre. La vera ricerca interiore è dunque questa: come imparare, come tornare ad apprendere, come diventare un discepolo, come svuotare la coppa del proprio essere in modo tale che , incontrando un uomo il cui mondo interiore straripa della presenza divina, tu possa venirne colmato.

Osho

 
97
Le quattro candele

 

  Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare      
       la loro conversazione.

La prima diceva:

IO SONO LA PACE ,

ma gli uomini non mi vogliono: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!

Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.

La seconda disse:

IO SONO LA FEDE

purtroppo non servo a nulla.

Gli uomini non ne vogliono sapere di me, non ha senso che io resti accesa..

Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

Triste triste, la terza candela a sua volta disse:

IO SONO L'AMORE

non ho la forza per continuare a rimanere accesa.

Gli uomini non mi considerano.

E non comprendono la mia importanza.

Troppe volte preferiscono odiare.

E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.

 

...Un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente.

Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!

E così dicendo scoppiò in lacrime.

Allora la quarta candela, impietositasi disse:

Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele:

IO SONO LA SPERANZA

Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA DENTRO IL NOSTRO CUORE...

...e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di riaccendere con la sua Speranza , la FEDE , la PACE e l'AMORE.

 

 

 
96
VIVERE   SPETTINATA

 

Oggi ho imparato che bisogna lasciare che la vita ci spettini, perciò ho deciso di vivere la vita con maggiore intensità.
Il mondo è pazzo. Decisamente pazzo...
Le cose buone, ingrassano. Le cose belle, costano. Il sole che ti illumina il viso, fa venire le rughe. E tutte le cose veramente belle di questa vita, spettinano...
- Fare l'amore, spettina.
- Ridere a crepapelle, spettina.
- Viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare, spettina.
- Toglierti i vestiti, spettina.
- Baciare la persona che ami, spettina.
- Giocare, spettina.
- Cantare fino a restare senza fiato, spettina.
- Ballare fino a farti venire il dubbio se sia stata una buona idea metterti i tacchi alti stanotte, ti lascia i capelli irriconoscibili ...

Quindi, ogni volta che ci vedremo, avrò sempre i capelli spettinati...
Tuttavia, non dubitare che io stia vivendo il momento pi√Ļ felice della mia vita. E' la legge della vita: sar√† sempre pi√Ļ spettinata la donna che scelga il primo vagoncino sulle montagne russe di quella che scelga di non salire...

Può essere che mi senta tentata di essere una donna impeccabile, pettinata ed elegante dentro e fuori.
Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, compra, corri, dimagrisci, mangia bene, cammina diritta, sii seria...

Forse dovrei seguire le istruzioni però... quando mi ordineranno di essere felice?
Forse non si rendono conto che per risplendere di bellezza, mi devo sentire bella... La persona pi√Ļ bella che possa essere!

L'unica cosa veramente importante: quando mi guardo allo specchio, veda la donna che devo essere. Perciò, ecco la mia raccomandazione a tutte le donne:

Abbandonati,
Mangia le cose pi√Ļ buone,
Bacia,
Abbraccia,
Balla,
Innamorati,
Rilassati,
Viaggia,
Salta,
Vai a dormire tardi,
Alzati presto,
Corri, Vola, Canta
Fatti bella,
Mettiti comoda,
Ammira il paesaggio,
Goditela e, soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!!!

Il peggio che può succederti è che ...  sorridendo di fronte allo specchio, tu  ... debba pettinarti di nuovo!
 
95 Il monaco e la donna

 

     
Due monaci buddisti, in cammino verso il monastero, incontrarono sulla riva del fiume
una donna molto bella. Come loro, ella desiderava attraversare il fiume,
ma l'acqua era troppo alta. Così uno dei due monaci se la pose sulle spalle e la portò all'altra sponda.
Il monaco che era con lui era scandalizzato. Per due ore intere lo rimproverò
per la sua negligenza nel rispettare la santa regola: aveva dimenticato che era un monaco?
Come aveva osato toccare una donna? E peggio, trasportarla attraverso il fiume?
E cosa avrebbe detto la gente? Non aveva screditato la loro santa religione? E così via.
Il monaco rimproverato ascoltò pazientemente l'interminabile predica. Alla fine lo interruppe dicendo:
¬ęFratello, io ho lasciato quella donna al fiume.
Tu la stai ancora portando con te¬Ľ.
 
  INSTALLING LOVE

 


             
 
ASSISTENZA tecnica: Sì, in cosa posso aiutarti?

CLIENTE: Bene, dopo varie considerazioni, ho deciso di installare Love.
Puoi aiutarmi nel processo?

ASSISTENZA: Sì, certo. Sei pronto?

CLIENTE: Non sono bravo come tecnico, ma credo di essere pronto. Cosa devo fare?

ASSISTENZA: Il primo passo è aprire il tuo  Cuore. Sai dove è?

CLIENTE: Sì, ma ci sono diversi altri programmi caricati, ora.
Si può  installare Love mentre questi stanno lavorando?

 ASSISTENZA: Che programmi sono?

CLIENTE: Lasciami guardare.... ho Rabbia per vecchie ferite, Bassa Autostima, Invidia e Risentimento, in questo momento.

ASSISTENZA: Nessun problema, Love cancellerà  gradualmente Rabbia dal sistema operativo:
potrebbe rimanere nella memoria permanente, ma non darebbe  fastidio agli altri programmi.
Love poi coprirà  Bassa Autostima con un modulo proprio, chiamato Alta Autostima.
Piuttosto chiudi bene Invidia e Risentimento.
Quei programmi impediscono a Love di essere installato correttamente. Puoi farlo?

CLIENTE: Non so come. Me lo spieghi?

ASSISTENZA: Con piacere. Vai nel Menu Start e clicca su Perdono.
Fallo tante volte quanto necessario a cancellare completamente Invidia e Risentimento.

CLIENTE: Ok, fatto! Love si sta autoinstallando. E' normale?

ASSISTENZA: Sì, ma ricorda che hai solo il programma base.
Per cominciare hai bisogno di connetterti al Cuore e caricare l'upgrade.

CLIENTE: Oops! E' comparso un messaggio di errore. Dice: "Error - Program
not run on external components
". Cosa devo fare?

ASSISTENZA: Non preoccuparti. Significa che Love è settato per girare su Cuori Interni
ma non è ancora stato configurato per il tuo Cuore, non lo riconosce.
In termini meno tecnici, significa che devi amare te stesso prima che tu possa amare gli altri.

CLIENTE: E quindi?

ASSISTENZA: Scegli "Autoaccettazione", poi clicchi su "Perdonare se stessi",
"Riconoscere il proprio valore" e infine "Riconoscere i proprio limiti".

CLIENTE: Fatto!

ASSISTENZA: Ora li copi nella cartella "Mio Cuore".
Il sistema farà  un overwrite sui files in conflitto e utilizzerà  una patch per eventuali errori di programmazione.
Inoltre ricorda di cancellare Autocritica Prolissa da ogni cartella
e vuotare il Cestino per essere sicuro di non recuperarli pi√Ļ.

CLIENTE: Ehi! Mio Cuore si sta riempiendo di  nuovi files.
Sul monitor c'è un Sorriso, mentre Pace e Soddisfazione si stanno autocopiando ovunque;
ma, è corretto, questo?

ASSISTENZA: A volte. Per alcuni ci vuole un po', ma ogni cosa richiede il suo tempo.
Così Love ora è installato e funziona. Ancora una cosa prima di lasciarci. Love è freeware.
Assicurati di distribuirlo in tutti i suoi moduli a chiunque incontrerai,
che a sua volta lo condividerà con altre
persone riproponendolo anche a te rinnovato.

CLIENTE: Grazie infinite Dio.

          
 

 
93 Un violinista alla metro

 


                  Un uomo si mise a sedere
in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il
violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per
circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era
stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la
stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro.

                  Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che
c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni
secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di
marcia.

                  Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette
il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e
senza neanche fermarsi continuò a camminare.

                  Pochi
minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, poi guardò
l'orologio e ricominciò a camminare.

                  Quello che
prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava,
ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre
lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la
testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri
bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.

                  Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6
persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei
soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari.

                  Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno
se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento.

                  Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell,
uno dei pi√Ļ grandi musicisti al mondo. Suon√≤ uno dei pezzi pi√Ļ
complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di
dollari.
                  Due giorni prima che suonasse nella metro,
Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti
costavano una media di 100 dollari.

                  Questa è una
storia vera. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione
della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di
un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle
persone. La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora
inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla?
Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?".

                  Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo
un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al
mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci
stiamo perdendo?".
 

 
92 Manoscritto

 

Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.
Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.
Esponi la tua opinione con tranquillità e chiarezza, ascolta gli altri: pur se noiosi e incolti hanno anch'essi una loro storia.
Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso e amaro, perchè sempre esisteranno individui migliori o peggiori di te.
Godi dei tuoi successi ed anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.
Usa prudenza nei tuoi affari, perch√® il mondo √® pieno d'inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi √® di virt√Ļ: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita √® colma di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l'amore, perchè pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne e sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell'età, lasciando con serenità le cose della giovinezza. Coltiva la forza d'animo, per difenderti nelle calamità improvvise, ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono dalla stanchezza e solitudine.
Al di là d'una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio/a dell'universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d'esistere e, convinto o non convinto che tu ne sia, non v'è dubbio che l'universo si stia evolvendo a dovere.
Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di lui. E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell'esistenza, mantieniti in pace con il tuo spirito.
Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso. Sforzati di essere felice.
 
                                 (Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora
                                   nell'antica chiesa di S. Paolo)  
 
91 Sorriso

 

Per migliorare la nostra vita basterebbe sorridere pi√Ļ spesso, non soltanto a chi conosciamo e amiamo, √® troppo facile! Occorre sorridere soprattutto alle persone sconosciute che incrociano i nostri occhi per strada! Sorridere ai bambini, agli anziani,agli automobilisti che ci affiancano. Il sorriso √® come una manciata di gioielli che possiamo spargere a piene mani, i sorrisi che riceveremo in cambio ci colmeranno di gioia.¬†¬†
90 Fanatismo

 

L'ignoranza e la superstizione sono due grandi sorgenti di errore; si trasformano velocemente in un terreno fertile su cui attecchisce l'erba avvelenata del fanatismo. Soltanto la cultura, la conoscenza e la saggezza gettano luce sulle paure ataviche.
89 Mettiamo su famiglia

 

Si dice: mettiamo su famiglia.

La famiglia è primaria all'interno della società. La famiglia è il motore che fa camminare una comunità.

Ma la famiglia per essere tale non deve per forza avere la certificazione di un sacerdote oppure di un ufficiale di stato civile: la famiglia deve essere regolata dall'amore, dalla voglia e dal desiderio di stare insieme.

La famiglia quando si fonda sulla stima ed il reciproco affetto, può sfidare qualsivoglia avversità.In quei casi la famiglia vince.

Insopportabile pensare che si debba stare insieme e salvare le apparenze perché così nessuno avrà da ridire.

Maurizio Costanzo

88 Diario di un cane

 

Settimana 1:

Oggi è una settimana che sono nato; che gioia essere arrivato in questo
mondo!

Mese 01:

Mia mamma mi accudisce molto bene. √ą una mamma esemplare.

Mese 02:

Oggi sono stato separato dalla mamma. Era molto inquieta e mi ha detto
addio con lo sguardo. Speriamo che la mia nuova "famiglia umana" si occupi
così bene di me come l'ha fatto lei.

Mese 04:

Sono cresciuto in fretta, tutto mi attrae e mi interessa. Ci sono parecchi
bambini in casa: sono, per me, dei "fratellini". Siamo dei monelli, loro mi
tirano la coda e io li mordo per giocare.

Mese 05:

Oggi mi hanno sgridato. La mia padrona mi ha ripreso perchè ho fatto "pipì"
dentro in casa, ma non mi avevano mai detto dove dovevo farla.
Inoltre, dormo nella rimessa ........e non protestavo!

Mese 12:

Oggi ho compiuto un anno. Sono un cane quasi adulto. I miei padroni dicono
che sono cresciuto pi√Ļ di quello che immaginavano.
Ah, come devono essere orgogliosi di me!

Mese 13:

Oggi mi sono sentito molto male. Il mio "fratellino" mi ha preso la mia
palla. Io non prendo mai i suoi giocattoli. Allora, me la volevo
riprendere. Ma le mie mascelle sono diventate troppo forti e l'ho ferito
senza volerlo. Dopo la paura, mi hanno incatenato; non posso quasi pi√Ļ
vedere il sole. Dicono che mi tengono d'occhio, che sono un ingrato. Non
capisco niente di quello che sta succedendo.

Mese 15:

Tutto è diverso........ vivo sul balcone. Mi sento molto solo, la mia
famiglia non mi ama pi√Ļ. A volte dimenticano che ho fame e sete. Quando
piove, non ho un tetto dove ripararmi.

Mese 16:

Oggi mi hanno fatto scendere dal balcone. Ero certo che la mia famiglia mi
avesse perdonato; ero così contento che saltavo dalla gioia. La mia coda si
muoveva in tutti i sensi. Oltretutto mi hanno portato con loro per una
passeggiata. Abbiamo preso la direzione dell'autostrada poi, di colpo, si
sono fermati. Hanno aperto la portiera dell'auto e sono sceso tutto
contento, credendo che stessimo per trascorrere la giornata in campagna.
Non ho capito perché hanno richiuso la portiera e sono partiti. "Ehi,
aspettate! mi state dimenticando!........." mi sono messo a correre dietro
l'auto con tutte le mie forze. La mia angoscia aumentava quando mi
accorgevo che stavo per svenire e..... non si fermavano: mi avevano
dimenticato.

Mese 17:

Ho tentato invano di ritrovare la strada per casa "mia". Mi sento, e mi
sono, perso. Sul mio cammino, trovo persone di buon cuore che mi guardano
con tristezza e mi danno un pò da mangiare. Li ringrazio con lo sguardo e
dal profondo del mio cuore. Mi piacerebbe che mi adottassero; sarei leale e
fedele come nessuno al mondo. Ma dicono solo "povero, piccolo cagnolino, si
sarà perso!!!!!!!!!"

Mese 18:

Qualche giorno fa sono passato davanti a una scuola e ho visto tanti
bambini e giovani come i miei "fratellini". Mi sono avvicinato e un
gruppetto, ridendo, mi ha lanciato una pioggia di sassi per "vedere chi
aveva la mira migliore". Una della pietre mi ha rovinato un occhio e da
quel giorno da quella parte non ci vedo pi√Ļ.

Mese 19:

Non ci crederete, ma la gente aveva maggiore piet√† per me quando ero pi√Ļ
bello. Adesso sono molto magro, il mio aspetto è cambiato. Ho perso un
occhio e la gente mi fa scappare a colpi di scopa quando provo a trovare un
piccolo riparo all'ombra.

Mese 20:

Non mi muovo quasi pi√Ļ. Oggi, tentando di attraversare la strada dove
circolano le auto, mi hanno preso sotto. Pensavo di essere al sicuro in
quel luogo chiamato fosso, ma non dimenticherò mai lo sguardo soddisfatto
dell'autista che si è addirittura buttato di lato per schiacciarmi. Almeno
mi avesse ucciso. Ma mi ha solamente rotto l'anca.
¬†Il dolore √® terribile, le mie zampe dietro non reagiscono pi√Ļ e mi sono
issato con molta difficoltà, verso un pò d'erba ai lati della strada.

Mese 21:

Sono 10 giorni che sto sotto il sole, la pioggia, senza mangiare. Non mi
posso muovere. Il dolore è insopportabile. Mi sento molto male; è un luogo
umido e direi che il mio pelo sta cadendo. La gente passa, nemmeno mi
vedono, altri dicono "non ti avvicinare". Sono quasi incosciente, ma una
forza strana mi fa aprire gli occhi...... la dolcezza della sua voce mi ha
fatto reagire. Lei diceva" povero piccolo cane, in che stato ti hanno
ridotto"...... con lei c'era un signore con una veste bianca, mi ha toccato
e ha detto "mi dispiace, cara signora, ma questo cane è incurabile, è
meglio mettere fine alle sue sofferenze". La signora gentile si è messa a
piangere ma ha approvato.

Non so come, ma ho mosso la coda e l'ho guardato, ringraziandolo per
aiutarmi a trovare finalmente riposo. Ho sentito solo la puntura della
siringa e mi sono addormentato per sempre chiedendomi perchè fossi nato se
nessuno mi voleva.



La soluzione non è quella di buttare un cane sulla strada ma di educarlo.
Non trasformare in un problema una compagnia fedele. Aiuta a fare prendere
coscienza e a mettere fine al problema dei cani abbandonati.


Invia questa riflessione a tante, a pi√Ļ persone che puoi. Non ti costa niente!!!!!


Non fai pi√Ļ fatica di quando trasferisci una barzelletta o delle foto. Ma
avrai dedicato un attimo del tuo tempo a un animale, agli animali che ci
amano tanto senza chiedere nulla. Ti saranno riconoscenti e il tuo cuore
sarà sereno.

87 Tristezza

 

Se ti senti triste, solo,abbandonato, non sprofondare ancora pi√Ļ in basso e non perdere tempo a commisrarti.Guardati intorno, cerca chi √® pi√Ļ triste, solo e abbandonato di te e porgigli una mano, un sorriso, una parola di speranza.

Riceverai in cambio gratitudine e serenità.

86 Tempo e vita

 

Il tempo a nostra disposizione non √® illimitato,la nostra vita √® preziosa, ma breve, va vissuta giorno per giorno come un dono, un privilegio...Ricordate la parabola dei talenti?¬† Fra le altre cose ci¬† verr√† anche chiesto cosa abbiamo fatto del nostro tempo, della nostra intelligenza, dell'energia e della salute che ci hanno concesso. Ma ci chiederanno anche che ne abbiamo fatto dei fiumi, dei mari, dei boschi che ci hanno affidato in custodia;e come abbiamo soccorso i nostri fratelli umani pi√Ļ sfortunati.
85 Il nostro futuro

 

l bambini sono il nostro futuro. Nelle loro mani verremo affidati; saranno loro a decidere del nostro destino quando saranno diventati adulti e noi vecchi. Soltanto allora capiremo quant'era importante l'amore con cui li abbiamo (o non li abbiamo) cresciuti.
84 Il tempo

 

Contrariamente a ci√≤ che pensiamo,non √® il danaro il bene pi√Ļ prezioso, ma il tempo... Paradossalmente abbiamo sempre pi√Ļ danaro e sempre meno tempo per spenderlo gioiosamente per noi stessi e le persone care...Non sarebbe meglio trovare un compromesso onorevole? Non dobbiamo sprecare tempo, nessuno di noi sa esattamente di quanto ne pu√≤ disporre. Ogni tanto fermiamoci per godere dell'amicizia, dei bambini, dei tramonti o dei fiori che si aprono.Ogni tanto dovremmo spendere un p√≤ di tempo e di danaro per noi, non trascuriamo questa opzione, per non doverla rimpiangere quando ormai √® troppo tardi.

83 La mano di Dio

 

La Natura ci √® Maestra di vita anche nei piccoli dettagli: gli uccelli volano meglio di qualunque aeroplano, i fiori hanno colori che nessun pennello pu√≤ imitare, ed i loro petali sono pi√Ļ morbidi di qualsiasi velluto, i tramonto sono spettacoli di¬† sconfinata grandezza......

E' nella Natura che si riconosce la mano di Dio

82 L' importanza di sorridere

 

Osserviamoci bene: per strada camminiamo con aria corrucciata, con espressione ringhiosa, in auto poi le cose peggiorano; si guarda il proprio vicino come al proprio nemico naturale. I nostri pensieri formano come una nuvola densa attorno al nostro capo, che va ad unirsi alle migliaia di nuvole scure di altre persone... Esiste un solo antidoto a questo stato di cose, un controveleno gratuito a cui chiunque, se solo volesse, può attingere  in quantità illimitata e gratuita . 

 IL SORRISO

81 Intervista a Dio

 

Ho sognato di fare un intervista a Dio.
E così vorresti intervistarmi chiese Dio?
"Se ne hai il tempo"risposi
Dio sorrise:
"Il mio tempo è l'eternità"
"Che domande hai in mente per me?"
"Che cosa ti sorprende di pi√Ļ degli uomini?"
Dio rispose:
"Che si stancano di essere bambini,hanno fretta di crescere e poi....vorrebbero tornare bambini!"
"Che perdono la loro salute per fare soldi e poi perdono i loro soldi per riacquistare la salute"
"Che pensano con ansia al futuro,dimenticando il presente;così che non vivono nè il presente nè il futuro."
"Che vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto"
La mano di Dio prese la mia,e rimanemmo in silenzio per un pò.
E dopo io chiesi:
"Quali sono le lezioni della vita che vuoi dare ai tuoi figli?"
Dio rispose con un sorriso:
"Voglio che imparino che non possono costringere nessuno ad amarli.Ciò che possono fare è amare senza riserve e lasciarsi amare."
"Voglio che imparino che non è bene paragonarsi agli altri.
Che la persona ricca non √® quella che guadagna di pi√Ļ,ma chi ha bisogno solo dell'essenziale"
Imparino a dimenticare praticando il perdono.
Sappiano che ci sono persone che li amano profondamente,ma semplicementenon sanno come esprimereo mostrare i loro sentimenti.
Imparino che due persone possono osservare la stessa cosa ma vederla in due modi diversi"
"Grazie per il tuo tempo dissi io umilmente"
"C'è qualcos'altro che vuoi che i tuoi figli sappiano?"
Dio sorrise e disse:
"Sappiano che sono qui"
"SEMPRE"
            
 
(Neale Donald Walsch)

 

80 Tempo e vita

 

Il tempo è un'astrazione, una invenzione umana, un modo per misurare ciò che non ha forma, eppure il tempo è l'essenza stessa della nostra vita.E' un dono straordinario che a volte noi trasformiamo in una trappola in cui rimaniamo impigliati....Corriamo, corriamo, inseguiti dalle lancette dell'orologio, corriamo per sopravvivere,e non abbiamo il tempo di vivere. 

79 Sorriso

 

Il sorriso di un bambino è come la fioritura di un albero da frutto.

Nella sua gioia o nella sua tristezza c'è riflesso ciò che sarà in futuro. I suoi semplici giorni sono tracce indelebili nella sua memoria, nella sua coscienza evolutiva. Un bambino amato, protetto, sicuro, una volta diventato adulto, sarà capace di restituire amore, protezione e sicurezza. Ciò che gli avremo dato, lo riceveremo in cambio.
78 Il giorno pi√Ļ bello¬†

 

 

Il giorno pi√Ļ bello? Oggi
L'ostacolo pi√Ļ grande? La paura
La cosa pi√Ļ facile? Sbagliarsi
L'errore pi√Ļ grande? Rinunciare
La radice di tutti i mali? L'egoismo
La distrazione migliore? Il lavoro
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento
I migliori professionisti? I bambini
Il primo bisogno? Comunicare
La felicit√† pi√Ļ grande? Essere utili agli altri
Il mistero pi√Ļ grande? La morte
Il difetto peggiore? Il malumore
La persona pi√Ļ pericolosa? Quella che mente
Il sentimento pi√Ļ brutto? Il rancore
Il regalo pi√Ļ bello? Il perdono
Quello indispensabile? La famiglia
La rotta migliore? La via giusta
La sensazione pi√Ļ piacevole? La pace interiore
L'accoglienza migliore? Il sorriso
La miglior medicina? L'ottimismo
La soddisfazione pi√Ļ grande? Il dovere compiuto
La forza pi√Ļ grande? La fede
La cosa pi√Ļ bella del mondo? L'amore.

 

(Madre Teresa di Calcutta)

77 La bellezza delle cose 

 

Cerca la bellezza in tutte le cose, anche in quelle pi√Ļ piccole, poich√© la bellezza √® ovunque. La bellezza √® il tocco che la Divinit√† porta nella nostra vita per innalzare e rendere divine le cose, anche quelle che sembrano repellenti. L'ala di una mosca √® iridescente, fragile e delicata come l'arcobaleno. la pelle del serpente ha disegni geometrici e armoniosi, il lombrico si muove con una grazia sinuosa...

Cerca la bellezza e scoprirai il senso della comprensione e dell' unità nel Tutto.

76 L'amore ed il tempo 

 

No, ti supplico. Non dirmi che tu mi ami "ancora".

E una parola, questa che esprime la stanchezza.

Dimmi che mi ami. E non aggiungere "ancora" o "sempre".

L'amore, quando conosce il tempo è finito. 

Il risveglio uccide il sogno ed il tempo, l'amore.

Gustavo Adolfo Rol

75 I diritti dell'uomo nuovo

 

LA MIA DICHIARAZIONE dei diritti dell'uomo comprende dieci punti fondamentali.

 Il primo è la vita.

l'Uomo ha diritto alla dignità e alla salute, ha il diritto di crescere per poter sbocciare fino alla sua fioritura suprema. Perché questa fioritura suprema è un suo diritto. L'uomo fin dalla nascita ne ha il potenziale - il seme - ma la società non gli fornisce il terreno adatto, la giusta attenzione, un'atmosfera d'amore. Quando affermo che la vita è un diritto fondamentale, intendo una vita piena di canti e di danze, una vita di gioia e beatitudine.

 La seconda cosa che mi sta a cuore è l'amore.

L'amore dovrebbe essere accettato come uno dei diritti umani pi√Ļ importanti e fondamentali, invece tutte le societ√† l'hanno distrutto. L'hanno storpiato, creando il matrimonio, un falso sostituto dell'amore. Se due persone vogliono vivere insieme, non hanno bisogno del permesso n√® di preti n√© di governi. Hanno bisogno solo del permesso dei loro cuori. E il giorno in cui sentono che √® il momento di separarsi, di nuovo non devono chiedere il permesso a nessuno. Possono separarsi come amici, con meravigliosi ricordi dei giorni d'amore vissuti insieme. L'amore dovrebbe essere l'unico vincolo tra uomo e donna. Non √® necessario alcun rituale. I figli non dovrebbero essere considerati propriet√† dei genitori, appartengono a tutta l'umanit√†. Non dovreste possedere i vostri figli. Potete amarli, potete dar loro la vostra benedizione, ma non li potete possedere. Appartengono a tutta l'umanit√†. Quando l'amore sar√† lasciato libero, preparer√† il terreno per altri diritti fondamentali.

¬†Il terzo diritto fondamentale - perch√© queste sono le tre cose pi√Ļ importanti nell'esistenza: la vita, l'amore e la morte -√® che a tutti deve essere dato, dopo una certa et√†, il diritto inalienabile a morire. Quando una persona sente di aver vissuto sufficientemente a lungo, e non desidera pi√Ļ trascinarsi inutilmente, quando sa che il domani sar√† soltanto una vuota ripetizione dell'oggi, priva di ogni interesse, allora ha il diritto di lasciare il corpo: e un suo diritto fondamentale.La vita appartiene all'individuo. Se qualcuno vuole morire nessuno dovrebbe impedirglielo. Anzi in ogni ospedale dovrebbe esistere una sezione particolare a disposizione di chi desidera morire.Potr√† entrarci con un mese di anticipo, rilassarsi, gioire di tutto ci√≤ che da sempre desidera, ma nella sua vita non √® mai riuscito ad avere: musica, letteratura, la possibilit√† di dipingere o di scolpire... i medici dovrebbero preoccuparsi di insegnare a questi pazienti a rilassarsi. Fino ad oggi la morte √® stata quasi sempre una cosa orribile. L'uomo ne √® stato vittima, ma l'errore √® nostro. La morte pu√≤ essere trasformata in una festa, basta prepararsi ad accoglierla, rilassati e in pace.

 Il quarto: la ricerca della verità. Nessuno dovrebbe essere condizionato fin dall'infanzia da una religione, una filosofia, una teologia, perché in questo modo viene distrutta la libertà di ricerca dell'individuo. Ogni individuo deve essere aiutato a sentirsi saldo in se stesso, a essere forte a sufficienza per dubitare, a essere scettico rispetto a tutto ciò che intorno a lui si crede. Aiutatelo a non credere mai, a insistere per conoscere sempre in prima persona. E ad affrontare in solitudine, con le proprie forze, il pellegrinaggio che porta a scoprire la verità, senza preoccuparsi di quanto tempo, né quali rischi richieda, perché non vi è altra via per scoprire la verità.

¬†Il quinto diritto: per la ricerca della verit√†, in ogni sistema educativo dovr√† essere creata, dall'asilo nido all'universit√†, l'atmosfera giusta per la meditazione. La meditazione non appartiene a nessuna religione, non √® un credo. √ą pura scienza del mondo interiore. Imparare a essere in silenzio, imparare a essere attenti, imparare a essere un testimone; imparare che non siete la mente, ma qualcosa che ne √® al di l√† la consapevolezza questo vi preparer√† a ricevere la verit√†. Quella verit√† che molti hanno chiamato dio, altri nirvana altri ancora con nomi diversi, ma la verit√† √® un silenzio senza nome, √® serenit√†, pace. La cosa pi√Ļ importante nella vita √® sapere chi siete, dove siete. Allora tutto nella vostra esistenza inizia ad assestarsi e a scorrere nella giusta direzione.

Il sesto: libertà sotto ogni aspetto, in ogni dimensione.

Questo significa che l'uomo, ovunque nasca, appartiene a una sola umanit√†. Le nazioni dovrebbero essere abolite, le religioni dovrebbero essere sciolte, perch√© creano forme di schiavit√Ļ. Non dovrebbero esistere nazioni, n√© confini nazionali. Non dovrebbero esistere religioni. l'uomo dovrebbe essere preso in considerazione esclusivamente in quanto essere umano. Perch√© limitarlo con tante definizioni? Oggi come oggi l'uomo non ha libert√† in alcuna dimensione. l'uomo ha il diritto fondamentale di essere se stesso.

 Settimo: una sola terra, una sola umanità.

Perché ci devono essere così tante nazioni, perché esistono tanti confini sulle carte geografiche? Ricordate: esistono solo sulla carta. Non esistono sulla terra, né esistono in cielo. Sono stati inventati dagli uomini. In realtà questa terra non è stata creata divisa in frammenti. Si può cominciare da dove si vuole: basta che l'umanità sia una sola, e automaticamente le nazioni scompariranno, quei confini svaniranno.

 Ottavo:l'unicità di ciascun individuo.

Io non insegno né uguaglianza, né disuguaglianza: insegno l'unicità. Ogni individuo è unico e deve essere rispettato nella sua individualità. Avere uguali opportunità per sviluppare la propria unicità deve essere un diritto inalienabile.

 Nono: un governo mondiale.

Sono assolutamente contrario ai governi. Sono favorevole a un solo governo per il mondo intero. In questo caso non sarebbero pi√Ļ possibili le guerre e non sarebbe pi√Ļ necessario tenere milioni di persone nelle caserme. Questa gente potrebhe essere produttiva, potrebbe rendersi utile se cooperasse con il resto dell'umanit√†, ogni povert√† scomparirebbe. Un solo governo mondiale sarebbe un cambiamento radicale, una rivoluzione. L'intero pianeta ne trarrebbe beneficio.

 Decimo: la meritocrazia.

La democrazia ha fallito. Occorre un nuovo sistema, basato sul merito. Meritocrazia vuol dire che solo persone con esperienza specifica possono partecipare alle decisoni in quel campo. Le scelte vanno fatte da esperti. Definisco questo concetto 'meritocrazia'. Fino a oggi, tutto ci√≤ che √® accaduto, √® stato casuale. La nostra storia √® stata una storia di fatti accidentali. Bisogna porre fine a tutto questo. Ora dobbiamo decidere, stabilire che il futuro non venga pi√Ļ dettato dal caso. Sar√† creato da noi, e creare il nostro mondo pu√≤ essere il massimo della creativit√† possibile.

OSHO TRATTO DA: I Diritti dell'Uomo

74 Speranza

 

WASHINGTON¬† 20‚Äď1-2009

Adesso dobbiamo rialzarci, scuoterci la polvere di dosso e cominciare un'altra volta a ricostruire l'America.

In quei momenti, l'America √® andata avanti non solo grazie alla bravura o alla capacit√† visionaria di coloro che ricoprivano gli incarichi pi√Ļ alti, ma grazie al fatto che Noi, il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre carte fondamentali.

Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione di americani.

√ą ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi.

 La nostra nazione è in guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere sce1te difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C'è chi ha perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite. Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro pianeta.

Questi sono gli indicatori della crisi, soggetti ad analisi statistiche e dati. Meno misurabile ma non meno profonda innvece √® la perdita di fiducia che attraversa la nostra terra un timore fastidioso che il declino americano sia inevitabile e la prossima generazione debba avere aspettative pi√Ļ basse.

Oggi vi dico che le sfide che abbiamo di fronte sono reali.Sono serie e sono numerose. Affrontarle non sarà cosa facile né rapida. Ma America, sappilo: le affronteremo.

Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia.

Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.

Siamo ancora una nazione giovane, ma- come dicono le scritture- √® arrivato il momento di mettere da parte gli infantilismi.E' venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore:di portare¬† avanti quel dono prezioso, l'idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilit√† di perseguire la felicit√† in tutta la sua pienezza.Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, ci rendiamo conto che la grandezza non √® mai scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non √® mai stato fatto di scorciatoie, non ci siamo mai accontentati. Non √® mai stato un sentiero per incerti, per quelli che preferiscono il divertimento al lavoro, o che cercano solo i piaceri dei ricchi e la fama. Sono stati invece coloro che hanno saputo osare, che hannno agito, coloro che hanno creato cose-alcuni celebrati, ma pi√Ļ spesso uomini e donne rimasti oscuri nel loro lavoro, che hanno portato avanti il lungo, accidentato cammino verso la prosperit√† e la libert√†.

Per noi, hanno messo in valigia quel poco che posedevano e hanno attraversato gli oceani in cerca di una nuova vita.  

Per noi, hanno faticato in aziende che li sfruttavano e si soono stabiliti nell'Ovest. Hanno sopportato la frusta e arato la terra dura.

Per noi, hanno combattuto e sono morti, in posti come Concord e Gettysburg; in Normandia e a Khe Sahn.

Questi uomini e donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato finch√© le loro mani sono diventate ruvide per permettere a noi di vivere una vita migliore. Hanno visto nell'America qualcosa di pi√Ļ grande che una somma delle nostre ambizioni individuali; pi√Ļ grande di tutte le differenze di nascita, censo o fazione.

Questo √® il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo la nazione pi√Ļ prospera, pi√Ļ potente della Terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi rispetto a quando √® cominciata la crisi. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari di quanto lo fossero la settimana scorsa, o il mese scorso o l'anno scorso. Le nostre capacit√† rimangono inalterate. Ma √® di certo passato il tempo dell'immobilismo, della protezione di interessi ristretti e del rinvio di decisioni spiacevoli. A partire da oggi, dobbiamo rialzarci, toglierci di dosso la polvere, e ricominciare il lavoro della ricostruzione dell'America.

Perché ovunque volgiamo lo sguardo, c' è lavoro da fare.Lo stato dell' economia richiede un' azione, forte e rapida, e noi agiremo - non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le nuova fondamenta della crescita.

Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri. Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e useremo le meraviglie della tecnologia in modo da risollevare la qualità dell'assistenza sanitaria e abbassarne i costi. Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche. E trasformeremo le nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo.

Ora, ci sono alcuni che contestano le dimensioni delle nostre ambizioni - pensando che il nostro sistema non può tollerare troppi grandi progetti. Hanno la memoria corta. Perché dimenticano quel che questo Paese ha già fatto. Quel che uomini e donne possono ottenere quando l'immaginazione si unisce alla volontà comune, e la necessità al coraggio.

Quel che i cinici non riescono a capire √® che il terreno gli √® scivolato sotto i piedi. Gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non sono pi√Ļ applicabili. La domanda che formuliamo oggi non √® se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funzioni o meno ,se aiuti le famiglie a trovare un lavoro decentemente pagato, cure accessibili, una pensione degna. Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove sia negativa,metteremo fine a quelle politiche. E coloro che gestiscono i soldi della collettivit√† saranno chiamati a risponderne affinch√© spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e facciano i loro affari alla luce del sole perch√© solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo.

La questione di fronte a noi non √® se il mercato sia una forza del bene o del male. Il suo potere di generare benessere ed espandere la libert√† √® rimasto intatto. Ma la crisi ci ricorda che senza un occhio rigoroso, il mercato pu√≤ andare fuori controllo e la nazione non pu√≤ prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo i gi√† ricchi. Il successo della nostra economia √® sempre dipeso non solo dalle dimensioni del nostro Pil, ma dall'ampiezza della nostra prosperit√†, dalla nostra capacit√† di estendere le opportunit√† per tutti coloro che abbiano volont√† - non per fare beneficenza ma perch√© √® la strada pi√Ļ sicura per il nostro bene comune.

Quanto alla nostra difesa, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisca l' autorit√† della leggge e i diritti dell'individuo, una carta che √® cresciuta con il sangue delle generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di qualche espediente. E cos√¨, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle pi√Ļ grandi capitali al piccolo villaggio dove √® nato mio padre: sappiate che l'America √® amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignit√†, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta.

Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo e il comunismo non solo con i missili e i carri armati, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo non pu√≤ proteggerci, n√© ci autorizza a fare come pi√Ļ ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto pi√Ļ lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualit√† dell'umilt√† e del ritegno.

Noi siamo i custodi di questa eredit√†. Guidati ancora una volta dai principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi ancora maggiori - una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra le nazioni. Comincereemo a lasciare responsabilmente l'Iraq alla sua gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, n√© ci batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che ilnostro spirito √® pi√Ļ forte e non pu√≤ essere infranto. Voi non ci soppravviverete, e non vi sconfiggeremo. Perch√® noi sappiamo che il nostro retaggio ¬ęa patchworb √® una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra; e poich√© abbiamo assaggiato l'amaro sapore della Guerra civile e della segregazione razziale e siamo emersi da quell'oscuro capitolo pi√Ļ forti e pi√Ļ uniti, noi non possiamo far altro che credere che i vecchi odi prima o poi passeranno, che le linee tribali saranno presto dissolte, che se il mondo si √® rimpicciolito, la nostra comune umanit√† dovr√† riscoprire se stessa; e che l'America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace.

Per il mondo musulmano noi indichiamo una nuova strada, basata sul reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull'Occidente i mali delle loro società - sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno.

Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d'acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra, che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si pu√≤ pi√Ļ sopportare l'indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; n√© noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perch√© il mondo √® cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso.

Se consideriamo la strada che si apre davanti a noi, noi dobbiamo ricordare con umile gratitudine quegli americani coraggiosi che, proprio in queste ore, controllano lontani deserti e montagne. Essi hanno qualcosa da dirci oggi, proprio come gli eroi caduti che giacciono ad Arlington mormorano attraverso il tempo.Noi li onoriamo non solo perch√®¬† sono i guardiani della nostra libert√†, ma perch√© essi incarnano lo spirito di servizio: una volont√† di trovare significato in qualcosa pi√Ļ grande di loro. In questo momento - un momento che definir√† una generazione - √® precisamente questo lo spirito che deve abitare in tutti noi.

Per tanto che un governo possa e debba fare, alla fine √® sulla fede e la determinazione del popolo americano che questa nazione si fonda. √ą la gentilezza nell' accogliere uno straniero quando gli argini si rompono, la generosit√† dei lavoratori che preferiscono tagliare il proprio orario di lavoro piuttosto che vedere un amico perdere il posto, che ci hanno guidato nei nostri momenti pi√Ļ oscuri. E il coraggio dei vigili del fuoco nel precipitarsi in una scala invasa dal fumo, ma anche la volont√† di un genitore di nutrire il proprio figlio, che alla fine decidono del nostro destino.

Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo -lavoro duro e onest√†, coraggio e correttezza, tolleranza e curiosit√†, lealt√† e patriottismo - tutto questo √® vecchio. Sono cose vere. Sono state la forza tranquilla del progresso nel corso di tutta la nostra storia. Quel che √® neecessario ora √® un ritorno a queste verit√†. Quel che ci viene chiesto √® una nuova era di responsabilit√† -:- il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c'√® nulla di pi√Ļ soddisfacente per lo spirito, cos√¨ importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile.

Questo √® il prezzo e la promessa della cittadinanza. Questa √®la fonte della nostra fiducia -la consapevolezza che Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto. Questo √® il significato della nostra libert√† e del nostro credo - perch√© uoomini, donne e bambini di ogni razza e di ogni fede possono unirsi nella festa in questa cornice magnifica, e perch√© un uomo il cui padre meno di sessanta anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora pu√≤ trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento pi√Ļ sacro di tutti.

Perci√≤ diamo a questa giornata il segno della memoria; di chi siamo e di quanta strada abbiamo fatto. Nell' anno in cui l'America √® nata, nel pi√Ļ freddo dei mesi, una piccola banda di patrioti rannicchiati intorno a fal√≤ morenti sulle rive di un fiume ghiacciato. La capitale era stata abbandonata. Il nemico avanzava. La neve era macchiata di sangue. Nel momento in cui l' esito della nostra rivoluzione era in dubbio come non mai, il padre della nostra nazione ordin√≤ che si leggessero queste parole al popolo: ¬ęChe si dica al futuro del mondo ... che nel profondo dell'inverno, quando possono sopravvivere solo la speranza e la virt√Ļ ... Che la citt√† e la campagna, allarmate da un pericolo comune, si sono unite per affrontarlo¬Ľ.

America. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno¬† dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virt√Ļ, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno. Facciamo s√¨ che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull'orizzonte e la grazia di Dio su di noi, abbiamo portato avanti il grande dono della libert√† e l'abbiamo consegnato intatto alle generazioni future.

Barack Ussein Obama

73 La consapevolezza

 

Sappi che solo la consapevolezza esiste

Se entri all'interno del tuo corpo, scopri tre livelli: solo in superficie √® il tuo corpo. Il corpo appare materiale, ma in profondit√† ci sono le correnti della vita, il prana, l'energia vitale. Senza quell'energia vitale, il corpo sarebbe un cadavere. √ą vivo, qualcosa fluisce al suo interno: questo flusso √® l'energia. Ma sei vai pi√Ļ profondit√†, sei consapevole, sei un testimone. Puoi osservare sia il tuo corpo che la tua energia vitale. Questo testimoniare √® la consapevolezza.

Ogni essere ha tre livelli. Il pi√Ļ profondo √® la consapevolezza che osserva. Nel mezzo c'√® l'energia vitale e alla superficie c'√® la materia, il corpo materiale.

Questa tecnica dice: Questa consapevolezza esiste come essere, e non esiste nient'altro. Chi sei? Cosa sei? Se chiudi gli occhi e cerchi di scoprire chi sei, arriverai alla fine alla conclusione che sei consapevolezza.

 Questa consapevolezza esiste come essere, e non esiste nient'altro. Vivi con questa nozione. Sii sensibile a questo e, dovunque vai, vai con questa mente e con questo cuore: tutto è consapevolezza e non esiste nient'altro. Prima o poi, il mondo cambia il suo volto. Prima o poi, gli oggetti scompaiono e cominciano ad apparire le persone. Prima o poi, il mondo diventa all'improvviso illuminato e scopri che stavi vivendo in un mondo di oggetti morti solo a causa della tua insensibilità. Altrimenti tutto è vivo - e non solo vivo, tutto è cosciente.

 OSHO: The Book of Secrets

72 Essere liberi

 

E' cos√¨ che tutte le storie del mondo sono state create. Ges√Ļ non √® nato da madre vergine: quella √® una storia creata per appagare la fame di chi ascolta. Ges√Ļ dev'essere speciale, solo cos√¨ la gente si sentir√† felice: il loro Maestro √® speciale. E allo stesso modo, tutte le religioni del mondo continuano a costruire storie, finzioni. Non si tratta di verit√†. Servono a soddisfare la tua sete: "Come pu√≤ Ges√Ļ essere nato dal ventre di una donna qualsiasi? Come pu√≤ Ges√Ļ essere generato da un rapporto sessuale? Dev'essere straordinario". E la realt√† √® che Ges√Ļ era una delle persone pi√Ļ comuni mai vissute, e cos√¨ fu per Buddha e per Krishna.Ma se ci si addentra nelle loro storie, nessuno di essi √® comune: i miracoli abbondano. Cose che non dovrebbero accadere, e che non possono accadere, accadono. Quei racconti sono pure fantasie create per appagare il tuo desiderio di sensazioni. Dietro a quelle storie, le vite reali sono andate perdute. La persona realmente straordinaria vive in maniera assolutamente comune: com'√® possibile vivere una vita straordinaria se il tuo ego √® scomparso? Nel momento in cui l'ego svanisce, ti ritrovi a vivere una vita comune.I Maestri Zen dicono: "Tagliamo la¬† legna, e¬† portiamo acqua dal pozzo.¬†¬† Che meraviglia!¬†¬† Che meraviglia!" Tagliare¬† legna? Meraviglioso?¬†¬† Portare¬†¬† acqua¬†¬† dal¬†¬† pozzo? Meraviglioso? Certo, √® vero! Per¬† cui¬† i¬† biografi¬† crearono¬† delle¬† storie¬† che parlavano di Mojud. E' ci√≤ che hanno fatto nei secoli, per secoli: falsificano tutto. Non si conosce il vero Ges√Ļ, non conosci il vero Buddha. Tutto il mio sforzo consiste nel fornirvi la verit√†, la verit√† della loro vita. Per questo offendo tutti quanti. I giainisti sono offesi da me, perch√© parlo di Mahavira cos√¨¬† com'era,¬† non¬† secondo¬† le¬† loro finzioni. Si sentono feriti. Nella loro finzione Mahavira non sudava... in un paese come l'India!? E una volta un serpente morse Mahavira, e invece di sangue, dal suo corpo usc√¨ latte. Ma se nel tuo corpo invece del sangue circolasse latte, ben presto sarebbe yogurt! ¬†E' cos√¨ sciocco! Ma √® necessario creare storie come queste, se si vuole rendere maestoso il proprio Maestro. Mahavira non pisci√≤ mai, n√© defec√≤ mai: di certo puzzava come l'inferno! Ma si tratta di storielle, e questo vale per tutti i grandi Maestri.I biografi appagano il vostro gusto. Vedono che la vostra fame di sensazioni √® appagata, ma a quel punto tutto √® reso falso. I cristiani sono in collera con me perch√© parlo di Ges√Ļ in quanto uomo. Lo √®, ma tutti gli uomini sono divini, per cui egli √® divino ! Tutti gli animali sono divini, per cui egli √® divino. II suo essere divino non √® nulla di speciale. E' una qualit√† dell'esistenza assolutamente¬†¬† comune. L'esistenza √® piena di Dio, trabocca di Dio, √® ricolma di Dio. I musulmani sono in collera. Gli hindu sono molto in collera. Come mai tutta questa gente √® arrabbiata con me? Lo √® perch√© io distruggo le loro finzioni, ed essi si sono aggrappati troppo alle loro finzioni.

Ricorda, se vuoi vedere la verità, dovrai essere in grado di distruggere ogni finzione. Non credere mai in nessuna finzione, perché solo la verità rende liberi.

OSHO

71 Il segreto per uscire dal pozzo

 

Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo.Non si era fatto male, ma non poteva pi√Ļ uscirne. L'asino continu√≤ a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi. Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l'asino era ormai molto vecchio e che nonserviva pi√Ļ a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo.
Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l'animale dal pozzo.
Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo. L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Il contadino alla fine guardò  verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.
Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra.
In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando.


La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra.
Principalmente se sarai dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello  scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.
Ricorda le cinque regole per essere felice:
1- Libera il tuo cuore dall'odio.
2- Libera la tua mente dalle preoccupazioni.
3- Semplifica la tua vita.
4- Da' di pi√Ļ e aspettati meno.
5- Ama di pi√Ļ e... accetta la terra che ti tirano addosso,poich√© essa pu√≤ costituire la soluzione e non il problema.

70 Alimentazione carnivora

 

La pi√Ļ parte delle malattie di questo periodo, sono semplicemente il risultato di una alimentazione carnivora, e per alimentazione intendo tutto ci√≤ che nutre i sensi, con una costante violenta ¬†aggressione, ad esempio i mass media, la psiche si muove in un subconscio ricolmo di paure, perdendo la capacit√† di discernere tra illusione e realt√†, per evidente conseguenza la difesa naturale dell‚Äôessere √® degradata a uno stato di caos, la gioia di vivere, l‚Äôamore per la vita, la creativit√† che sono le medicine migliori, vengono negate da una spessa coltre di tristezza, insoddisfazione costante, deprimente, con rari attimi di benessere, spesso in relazione a uso di droghe. Naturale √® Benessere, l‚Äôintelligenza √® l‚Äôunica salute. LOVE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

69 Le macchine

 

Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno lasciati nel bisogno. la nostra sapienza ci ha reso cinici, l'intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Pi√Ļ che macchine, l'uomo ha bisogno di umanit√†. Pi√Ļ che intelligenza, abbiamo bisogno di dolcezza e bont√†. Senza queste doti la vita sar√† violenta e tutto andr√† perduto.

Charlie Chaplin                              

68 SE

 

Se puoi conservare la calma quando tutti intorno a te la stanno perdendo e te ne danno la colpa;
se puoi aver fiducia in te quando tutti di te dubitano, e trovare anche attenuanti al loro dubbio;
se puoi aspettare e non stancarti di aspettare; o, essendo oggetto di menzogne, non mischiarti in menzogne;
o, essendo odiato, non abbandonarti all’odio, e nondimeno non apparir troppo buono, né parlare troppo saggio;
se puoi sognare e non lasciarti dominare dai sogni;
se puoi pensare e non far dei pensieri i tuoi scopi;
se puoi incontrarti col trionfo e col disastro e trattare allo stesso modo questi due impostori;
se puoi sopportare di udire la verità detta da te, travisata da furfanti per farne trappole per gli sciocchi;
o veder distrutte le cose cui dedicasti la vita, e chinarti a ricostruirle con logori arnesi;
se puoi fare un mucchio di tutte le tue vincite e rischiarle d’un colpo a testa o croce, e perdere, e ricominciare daccapo,
e mai mormorare una parola della tua perdita;
se puoi forzare cuore e nervi e muscoli a servirti ancora a lungo dopo che sono esausti, e così tener duro, anche se non vi sia altro in te se non la volontà che comanda ad essi di resistere;
se puoi parlare alle folle e mantenere la tua virt√Ļ o accompagnarti ai re senza perdere il senso umano;
se n√© i nemici n√© gli amici pi√Ļ cari possono ferirti;
se tutti gli uomini contano per te, ma nessuno troppo;
se puoi colmare l’inesorabile minuto con sessanta secondi di lavoro compiuto,
tua √® la terra e tutto ci√≤ che in essa esiste, e, ci√≤ che pi√Ļ conta, tu sarai un uomo, figlio mio.

                                                                                                             Rudyard Kipling

67 Il treno

 

L'attimo prima è presente, quello successivo se n'è andato. Un istante siamo qui, quello dopo ce ne siamo andati. E per questo minuscolo istante, quanto chiasso facciamo quanta violenza, quanta ambizione, quanta lotta, conflitti, rabbia, odio. Solo per questo minuscolo attimo! Sei semplicemente in attesa del treno, in una sala d'aspetto, e fai tanto baccano: lotti, ferisci gli altri, cerchi di possedere, di fare il capo, di dominare, tutte trame politiche. E alla fine arriva il treno e te ne vai per sempre. 

OSHO

 

66 L'uomo integro

 

In Oriente la gente ha condannato il corpo, biasimato la materia, definendola "illusoria', maya di fatto non esiste, sembra solo esistere; è fatta della stessa sostanza dei sogni. Essi hanno negato il mondo, ed è per questo che l'Oriente è rimasto povero, malato, denutrito. Metà dell'umanità ha accettato il mondo interiore ma ha negato il mondo esteriore. L'altra metà del genere umano ha accettato il mondo materiale e ha negato il mondo interiore. Entrambe sono parziali, e nessun uomo che sia parziale potrà essere appagato. Devi essere totale, integro: ricco nel corpo, ricco per ciò che riguarda la scienza; e ricco in meditazione, in consapevolezza. Solo una persona globale è santa, per ciò che mi riguarda. Io voglio che Zorba e Buddha si incontrino. Da solo, Zorba è vacuo, vuoto: la sua danza non ha alcun valore eterno, è un piacere del momento. Ben presto se ne stancherà. Solo se possiedi fonti inesauribili, solo se ti sono accessibili dal cosmo stesso, se non diventi esistenziale, non potrai diventare integro. Questo è il mio contributo all'umanità: l'uomo integro, globale.

OSHO

 

65 Paradiso ed inferno ?

 

“


      E' semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità. Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri, mentre gli altri non pensano  che a loro stessi.
64 Quando finirà il mondo ?

 

‚Äú¬ęNastradin Hodja, quando finir√† il mondo?¬Ľ gli chiesero un giorno i suoi discepoli. ¬ęMa √® molto semplice; vediamo... - rispose lui -
finir√† quando io morir√≤¬Ľ.
E in un certo senso aveva ragione: quando un uomo muore, il mondo intero scompare con lui, mentre se è vivo, anche il mondo è vivo. C’è di che riflettere!. Sì, dipende da voi, dal vostro stato di coscienza, che il mondo sia vivo o morto, spirituale o materiale, fine o grossolano, bello o brutto.
Direte: ¬ęMa questo lo sappiamo da tanto tempo!¬Ľ
Ebbene, se lo sapete, perché non riuscite a realizzarlo? Voi conoscete tutto e non fate niente.
Fate qualcosa, decidetevi a cambiare i vostri occhiali interiori, affinch√© il mondo e gli esseri diventino per voi veramente vivi!‚ÄĚ
63 Quarta lezione

 

In tempi antichi un re fece collocare una pietra enorme in mezzo ad una strada. Quindi, nascondendosi, rimase ad osservare per vedere se qualcuno si prendeva la briga di togliere la grande roccia in mezzo alla strada.
Alcuni mercanti ed altri sudditi molto ricchi passarono da lì e si limitarono a girare attorno alla pietra.
Alcuni persino protestarono contro il re dicendo che non manteneva le strade pulite, ma nessuno di loro provò a muovere la pietra da lì.
Ad un certo punto passò un campagnolo con un grande carico di verdure sulle spalle; avvicinandosi all’immensa roccia poggiò il carico al lato della strada tentando di rimuovere la roccia.
Dopo molta fatica e sudore riuscì finalmente a muovere la pietra spostandola al bordo della strada.
Tornò indietro a prendere il suo carico e notò che c'era una piccola borsa nel luogo in cui prima stava la pietra.
La borsa conteneva molte monete d'oro e una lettera scritta dal re che diceva che quell'oro era per la persona che avesse rimosso la pietra dalla strada.
Il campagnolo imparò quello che molti di noi neanche comprendono: "Tutti gli ostacoli sono un'opportunità per migliorare la nostra condizione".
62 Terza lezione

 

Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d’acqua. "Quanto costa un Sundae?" chiese il bambino. "Cinquanta centesimi" rispose la cameriera. Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle. 
Bene, quanto costa un gelato semplice?". In quel momento c'erano altre persone che aspettavano e la ragazza cominciava un po' a perdere la pazienza.
"35 centesimi!" gli rispose la ragazza in maniera brusca. Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: "Allora mi porti un gelato semplice!".
La cameriera gli portò il gelato e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì. Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo cominciò a piangere perché lì, ad un angolo del piatto, c'erano 15 centesimi di mancia per lei.
Il bambino chiese il gelato semplice e non il Sundae per riservare la mancia alla cameriera
61 Seconda lezione

 

In una notte di pioggia c'era una signora di colore, al lato della strada, il temporale era tremendo.
La sua auto era in panne ed aveva disperatamente bisogno di aiuto.
Completamente inzuppata cominciò a fare segnali alle auto che passavano.
Un giovane bianco, come se non conoscesse i conflitti razziali che laceravano gli Stati Uniti negli anni '60, si fermò per aiutarla. Il ragazzo la portò in un luogo protetto, le procurò un meccanico e chiamò un taxi per lei. La donna sembrava avere davvero molta fretta, ma riuscì ad annotarsi l'indirizzo del suo soccorritore e a ringraziarlo.
Passati sette giorni, bussarono alla porta del ragazzo.
Con sua grande sorpresa era un corriere che gli consegnò un enorme pacco contenente una grande TV a colori, accompagnata da un biglietto che diceva: "Molte grazie per avermi aiutata in quella strada quella notte
La pioggia aveva inzuppato i miei vestiti come il mio spirito e in quel momento è apparso Lei. Grazie a Lei sono riuscita ad arrivare al capezzale di mio marito moribondo poco prima che se ne andasse.
Dio la benedica per avermi aiutato.
Sinceramente,
Mrs. King Cole"
60 Prima lezione

 

... dopo qualche mese alla facoltà di medicina, il professore ci diede un questionario.
Essendo un buon alunno risposi prontamente a tutte le domande fino a quando arrivai all'ultima che era: "Qual è il nome di battesimo della donna delle pulizie della scuola?"
Consegnai il mio test lasciando questa risposta in bianco e, poco prima che finisse la lezione, un alunno domandò se l'ultima domanda del test avrebbe contato ai fini del voto.
"E' chiaro!", rispose il professore. "Nella vostra carriera voi incontrerete molte persone. Hanno tutte il loro grado d'importanza.
 
Esse meritano la vostra attenzione, anche con un semplice sorriso o un semplice ciao".
Non dimenticai mai questa lezione ed imparai che il nome di battesimo della nostra donna delle pulizie era Marianna.
59 Indifferenza

 

Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.                 Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.  Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare".

BertoltBrecht

58 Da anima ad anima

 

57 Ammalarsi

 

Ci si ammala se non siamo pi√Ļ capaci di sorridere , se non rimaniamo estasiati nel vedere un neonato , ci si ammala se si diventa schiavi dell‚Äôabitudine , se non ci si stupisce davanti ad un‚Äôalba o ad un tramonto.

Si ammala chi evita le passioni , chi non si lascia andare alle emozioni di un minuto , pensando che un minuto non serva a cambiare la vita , chi non lascia la certezza per l’incertezza e lascia svanire il suo sogno .

Ci si ammala per noia e si butta via un sacco di tempo senza pensare che quello che si √® perso non torna pi√Ļ. ¬†

Forse √® per questo che ci si ammala dentro , poi ci si ammala perch√© il mondo non √® pi√Ļ quello di una volta e quando non l‚Äôavremo pi√Ļ fra le mani e la natura ci si sar√† rivoltata contro e ce lo far√† capire , sar√† troppo tardi , saremo pi√Ļ ammalati del mondo stesso.

Da un grande Maestro  Apache

56 I rapporti

 

"I rapporti non sono qui per renderci felici o appagati.

¬†Se voi continuate a perseguire il fine della salvezza attraverso una relazione, continuerete a restare delusi. Ma se accettate che la relazione sia qui per rendervi consapevoli anzich√© felici, allora il rapporto vi offrir√† davvero salvezza, e voi potrete allinearvi alla Consapevolezza Superiore che vuole nascere in questo mondo. Per coloro che si attengono ai vecchi schemi, vi saranno ancor pi√Ļ dolore, violenza, confusione e pazzia."

 OSHO

55 Il limite dell'esistenza

 

QUELLO CHE L'UOMO CHIAMA 'L'UNIVERSO' non √® il limite dell'esistenza, √® solo il limite dei sensi dell'uomo. Oltre i sensi vi √® uno spazio senza limiti. Tramite i sensi non si potr√† mai toccare questo spazio sconfinato, perch√© essi percepiscono solo un frammento, solo una parte. E ci√≤ che √® senza limiti, infinito, non pu√≤ essere soggetto a frammentariet√† e a divisione. Nessuno strumento limitato pu√≤ misurare ci√≤ che √® senza limiti. Lo sconfinato si pu√≤ afferrare solo attraverso ci√≤ che √® senza limiti. Coloro che l'hanno conosciuto, non l'hanno percepito tramite i sensi o l'intelletto: per conoscerlo sono diventati essi stessi senza limiti. Questo √® possibile, perch√© nell'uomo, per quanto appaia insignificante e limitato, √® presente anche lo spazio sconfinato. L'uomo non termina con i propri sensi, ne √® solo i sensi. Egli si estende in dimensioni oltre i sensi. Quello che sembra essere il limite della sua espansione, √® il punto di partenza, non il suo limite estremo. Egli √® invisibile: l'invisibile dimora nell'orbita di ci√≤ che √® visibile. Se l'uomo percepisce l'invisibile all'interno del suo essere, coglie l'intero universo. Ogni divisione e frammentariet√† √® connessa al visibile. L'invisibile non √® frammentario. L'uno e il molteplice sono identici. Per questo conseguendo l'uno, si realizza il Tutto. Mahavira ha detto: "Chi conosce l'uno, ha compreso il Tutto." Quell'uno √® all'interno. √ą colui che vede, non la cosa vista. Per questo gli occhi non sono lo strumento per conseguirlo, occorre piuttosto chiudere gli occhi. Chiudere gli occhi significa liberazione dal mondo visibile. E se anche dopo aver chiuso gli occhi persiste il flusso di immagini, √® come averli aperti. Viceversa, se il visibile non ostacola la visione, gli occhi possono essere aperti, ma √® come se fossero chiusi. Colui che vede si manifesta allorch√© non esiste pi√Ļ alcunch√© di visto, ma resta solo la percezione, la visione. La visione nella quale si vede colui che vede, √® la giusta percezione. Senza di essa, l'uomo √® cieco. Bench√© abbia gli occhi, non vede. La vista si ottiene solo attraverso la giusta percezione -l'occhio reale, l'occhio che √® oltre i sensi. In quel caso i confini scompaiono, non esistono pi√Ļ linee di separazione, e ci√≤ che √® - ci√≤ che non ha inizio ed √® senza fine, il Brahman - si consegue. Questa realizzazione √® liberazione, perch√© ogni limite √® prigionia, ogni limite √® dipendenza. Andare al di l√† del limite √® diventare liberi e indipendenti. ¬†

OSHO Tratto da" Semi di saggezza"

54 Lavoro e creatività

 

L'etica del lavoro si basa sullo sfruttamento e genera solo schiavit√Ļ. Ma il lavoro pu√≤ essere trasformato in creativit√† con l'arte del rilassamento.Il mondo ha bisogno di maniaci del lavoro. Ha bisogno di schiavi, di proletari, di lavoratori che agiscano come macchine; per questo tutti i cosiddetti moralisti e puritani hanno sempre insegnato che il lavoro ha un valore intrinseco. Non ne ha alcuno.

Ha un certo valore, ma del tipo pi√Ļ basso. √ą un bisogno: dato che le persone hanno la pancia hanno bisogno di pane e burro. Hanno bisogno di vestiti e di un tetto sopra la testa. Questo bisogno naturale √® stato sfruttato fino all'estremo. Le persone vengono obbligate a lavorare, ma qualunque cosa producano non arriva a loro, va alle persone che non lavorano.
La societ√† √® sempre stata basata sullo sfruttamento. √ą stata divisa in abbienti e non abbienti. I non abbienti devono lavorare giusto per poter sopravvivere, e gli abbienti accumulano montagne di denaro. √ą una situazione molto brutta - inumana, primitiva, folle. Le persone che lavorano sono povere, affamate, indigenti, non hanno tempo per la letteratura, per la musica, per la pittura. Non riescono neppure a concepire che esista il mondo dell'arte, il mondo della bellezza estetica.

Non riescono neppure a immaginare che qualcosa come la meditazione esista. A loro basta procurarsi un pasto al giorno.
Da sempre la maggioranza √® stata povera, e la sua sopravvivenza dipendeva dalla capacit√† di lavorare, di essere meccanismi produttivi. Nel momento in cui una persona non serviva pi√Ļ, veniva lasciata morire di fame e di stenti. E i lavoratori sono i proprietari reali di tutte le ricchezze del mondo, perch√© ne sono i produttori. Ma i pi√Ļ astuti sono riusciti a tramare con i politici e i preti al fine di mantenere la societ√† divisa in due categorie: quella di coloro che sono davvero umani - i ricchi e i super-ricchi - e quella di coloro che sono umani solo di nome, ma vengono usati come beni di consumo, come meccanismi produttivi.

A causa di questa situazione il potere costituito ha insegnato per secoli solo una cosa: il lavoro, e il lavoro duro, per poter produrre di pi√Ļ e far arricchire ancor di pi√Ļ i ricchi.
Il valore del lavoro sta nella capacità di produrre abbastanza per tutti. 

Probabilmente quattro o cinque ore di lavoro al giorno sarebbero sufficienti a garantire una vita comoda e tranquilla all'intera umanit√†. Ma questo folle desiderio di essere ricchi, questa folle avidit√† che non conosce limiti... senza aver capito che pi√Ļ denaro hai e minore √® il valore del tuo denaro.
√ą una semplice legge economica: la legge dei ricavi decrescenti. Se possiedi una casa, essa ha un certo valore, ci devi vivere, ne hai bisogno.¬†

Se hai due case, tre case, centinaia di case... il valore va diminuendo con l'aumento del numero delle case. C'√® una piccolissima classe al mondo il cui denaro non vale nulla. Per esempio, attualmente l'uomo pi√Ļ ricco del mondo √® un giapponese, che ha in banca ventun miliardi di dollari in contanti. Che se ne fa? Li pu√≤ mangiare? E il denaro attira altro denaro: con i soli interessi, quell'uomo diventa ogni giorno pi√Ļ ricco. Oltre un certo limite, il denaro perde tutto il suo valore.

Ma l'avidit√† √® completamente folle. L'intera societ√† umana ha vissuto con questa follia. Ecco perch√© √® cos√¨ difficile essere in uno stato di rilassamento: esso √® sempre stato condannato in quanto pigrizia. Andava contro la societ√† maniaca del lavoro. Rilassarsi significa iniziare a vivere in maniera pi√Ļ sana. Non sei pi√Ļ ossessionato dal denaro, non lavori di continuo, lavori quel tanto che basta per i tuoi bisogni materiali. Ma ci sono anche bisogni spirituali! Il lavoro √® necessario per i bisogni materiali. Il rilassamento √® necessario per i bisogni spirituali. Ma alla maggioranza dell'umanit√† √® stata negata qualunque crescita spirituale.

Il rilassamento √® uno degli spazi pi√Ļ belli. Tu esisti, semplicemente, senza far nulla, seduto in silenzio, e l'erba cresce da sola. Ti godi sempli cemente il canto degli uccelli, il verde degli alberi, i colori molteplici e psichedelici dei fiori. Per assaporare l'esistenza non hai bisogno di far nulla, devi smettere di fare. Devi essere in uno stato completamente privo di impegni, senza tensioni, n√© preoccupazioni.
In questo stato di quiete puoi entrare in sintonia con la musica che ci circonda. Improvvisamente ti accorgerai della bellezza del sole. Ci sono milioni di persone che non hanno mai goduto della bellezza di un tramonto, che non hanno mai visto un'alba. Non se lo possono permettere. Sono continuamente occupate a lavorare e produrre - e non per sé, ma per gli astuti interessi costituti: quelli che hanno il potere, che sono in grado di manipolare gli esseri umani.

Naturalmente ti insegnano che il lavoro ha un grande valore - nel loro interesse. E il condizionamento si è spinto a una tale profondità che non comprendi come mai non riesci a rilassarti.
Persino in vacanza le persone continuano a fare di tutto. Non sono in grado di godersi una vacanza, di rilassarsi sulla spiaggia e godersi l'oceano e l'aria fresca e salmastra. No, hanno bisogno di qualche stramberia. Se non hanno nulla da fare, smontano il frigorifero - che funzionava benissimo - oppure distruggono l'orologio del nonno, che funzionava benissimo da secoli, e cercano di migliorarlo. Ma fondamentalmente non riescono a rimanere sedute in silenzio, il problema è quello. Devono fare qualcosa, devono andare da qualche parte.

Per le vacanze, tutti si precipitano al mare, in montagna, e non per riposare - non hanno tempo di riposare, milioni di persone vanno nello stesso posto. Le vacanze sono il momento migliore per rimanere a casa, perché l'intera città è andata al mare. E le auto procedono a passo d'uomo e quando arrivano al mare, la spiaggia è affollatissima, non riescono neppure a trovare un angolino per sdraiarsi. Ho visto le foto delle spiagge. Persino l'oceano si metterebbe a ridere per la stupidità della gente. Si sdraiano per pochi minuti, e poi sentono la voglia di un gelato o di una Coca Cola. E si portano la televisione o ascoltano la radio. E poi è ora di andare e rimettersi in coda per il ritorno a casa.

Nei giorni di vacanza si verificano pi√Ļ incidenti che negli altri giorni: ci sono pi√Ļ morti, pi√Ļ danni alle auto. Strano! E per cinque giorni alla settimana - i giorni lavorativi - le persone sperano, e aspettano con ansia le vacanze. E in quei due giorni - il week-end - non fanno altro che attendere che uffici e fabbriche riaprano.¬†

Tutti hanno dimenticato completamente il linguaggio del rilassamento. Glielo hanno fatto dimenticare. Ogni bambino nasce con la capacità intrinseca di rilassarsi, non gliela devi insegnare. Osserva un bambino - è rilassato, è disteso. Ma tu non gli permetti di godersi questo stato paradisiaco. Presto lo educherai. Ogni bambino è primitivo, selvaggio. E i genitori e gli insegnanti e tutti quanti gli stanno dietro per incivilirlo, per inserirlo nella società.

Nessuno bada al fatto che la società è completamente folle. Sarebbe bene che il bambino rimanesse così com'è, che non venisse inserito nella società, nella vostra cosiddetta civiltà.
Ma, con tutte le buone intenzioni, i genitori non riescono a lasciar stare il bambino. Devono insegnargli a lavorare, devono insegnargli a essere produttivo, devono insegnargli a essere competitivo. Devono insegnargli: "Se non arrivi in cima, ci deluderai." Quindi tutti cercano di arrivare in cima. Come possono rilassarsi?

Io insegno il rilassamento, perché è l'unica cosa che può fare di te un saggio. Nessuna chiesa ti aiuterà, nessuna teologia, nessuna religione, perché nessuna di loro ti insegna a rilassarti. Tutte insistono sul lavoro, sulla dignità del lavoro. Usano belle parole per renderti uno schiavo, per sfruttarti. Stanno cospirando con i parassiti della società.
Io non sono contro il lavoro, il lavoro ha la sua utilità - ma solo un'utilità. Non può essere tutta la tua vita. Il fatto che hai bisogno di cibo, che hai bisogno di vestiti, che hai bisogno di un riparo è un'assoluta necessità. Lavora, ma non diventare dipendente dal lavoro. 

Nel momento in cui non lavori, dovresti essere capace di rilassarti. E non hai bisogno di una grande saggezza per rilassarti, è un'arte molto facile. Ed è molto facile, perché la conoscevi già quando sei nato, è già lì, dev'essere solo risvegliata dal sonno. Dev'essere provocata.

Tutti i metodi di meditazione non sono che metodi per aiutarti a ricordare l'arte del rilassamento. Dico ricordare, perché la conoscevi già. E tuttora la conosci, ma quella conoscenza è stata repressa dalla società.

Devi raccogliere esperienze di rilassamento da fonti dverse, e presto avrai tra le mani l'intero segreto. Si tratta di una delle cose fondamentali, soprattutto per la mia gente. Ti liberer√† dal condizionamento del lavoro. Non significa che diventerai pigro, al contrario, pi√Ļ sei rilassato, e pi√Ļ sei attivo, e pi√Ļ sei pieno di energia. Il tuo lavoro avr√† la qualit√† della creativit√† - non della produzione.¬†

Qualunque cosa farai, la farai con grande totalità, con grande amore. E avrai un'energia incredibile per farla.
Quindi il rilassamento non è contro il lavoro. Anzi, il rilassamento trasforma il lavoro in un'esperienza creativa.

 OSHO Tratto da" Satyam, Shivam, Sunderam"

   

 I frutti : 4                                                   

115

La volontà

  Spesso vi ho udito parlare di qualcuno che ha sbagliato come se non fosse uno di voi, ma uno straniero che si fosse insinuato nel vostro mondo.

Ma io vi dico che nello stesso modo che il santo e il giusto non possono elevarsi al di sopra di ci√≤ che vi √® di pi√Ļ alto in ognuno di voi, cos√¨ il malvagio ed il debole non possono cadere pi√Ļ in basso di ci√≤ che di pi√Ļ basso √® in voi.

E come la singola foglia non ingiallisce senza che tutta la pianta ne sia la complice muta, così il malvagio non può agire senza la volontà nascosta di tutti voi.

Kahlil Gibran

116

Il ricco mercante

 
Un ricco mercante si rec√≤ dal Buddha e gli chiese la strada pi√Ļ breve per ottenere la liberazione. Chiedendo ci√≤ porse all' Illuminato in dono un vaso d'argento. Il Buddha rispose: "Lascialo cadere!".

Allora il mercante lasciò cadere il vaso, sperando che a questa azione sarebbe seguito qualche nuovo ammaestramento, ma il Buddha  rimase in silenzio.

Il mercante tornò a formulare la sua domanda, offrendo stavolta un piatto d'oro. Il Buddha rispose: "Lascialo cadere!".

Di nuovo il mercante lasciò cadere a terra il piatto ma il Buddha  non disse niente.

Allora¬† il mercante decise di donare al Buddha ci√≤ che di pi√Ļ prezioso aveva, cio√® un diamante. Il Buddha di nuovo gli disse: "Lascialo cadere!". Il mercante allora , incollerito perch√® pensava di essere preso in giro, si alz√≤ di scatto e se ne and√≤.

Ma mentre stava per varcare la scoglia del tempio, si girò di nuovo a guardare il Buddha che di nuovo ripetè:"Lasialo cadere!".

Allora il mercante capì.

117

La vita quotidiana

  Un novizio chiese al maestro quale fosse la via per giungere alla Liberazione.

"La vita quotidiana è la via!" rispose il maestro.

Allora il novizio cominciò a chiedergli come poteva studiare questa via, ma il maestro rispose che non poteva essere studiata e che nemmeno non studiandola poteva accorgersi quale fosse la via.

"Devi raggiungere la stessa libertà di pensiero del cielo; di esso non dici che sia buono o non buono. Così anche la via ti verrà svelata non perchè tu l'abbia studiata e nemmeno perchè tu non l'abbia studiata".

A quelle parole il novizio venne illuminato.

118

Il prescelto

¬† Un maestro voleva inviare un monaco del proprio tempio ad aprire un nuovo monastero e non sapeva chi scegliere. C'era un monaco anziano che tutti stimavano e che ritenevano sarebbe stato il prescelto. Ma il maestro non volle fare favoritismi e decise che avrebbe affidato l'incarico a quel monaco che avesse risposto con pi√Ļ acume a una sua domanda. Quindi radun√≤ tutti i suoi monaci nella sua stanza ed al centro pose un secchio pieno d'acqua. Poi chiese: "Chi sa dirmi cos'√® quella cosa senza nominarla?". Nessuno parlava, perch√® tutti attendevano cosa avrebbe detto il monaco anziano. Allora quello disse: "Nessuno pu√≤ affermare che siano i tuoi calzari!". Pensava di essere stato arguto a sufficienza per rispondere al quesito del maestro. Ma in quel mentre si alz√≤ il monaco sguattero delle cucine e colp√¨ con violenza il secchio, facendo rovesciare l'acqua nella stanza. Fu lui il prescelto.

Alle volte affidarsi alle parole, anche le pi√Ļ argute, non indica che si sia in grado di definire davvero l'essenza della realt√†.

119

Il cammino verso la conoscenza

  Tosukan non era d'accordo con i sistemi di insegnamento dei monaci del Sud, che pretendevano di insegnare il Daharma senza lezioni sui sutra. Così, portandosi dietro un grosso rotolo scritto di suo pugno, si incamminò verso Sud, con l'intento di confutare il sistema di insegnamento che lì adottavano. Giunto nei pressi di un monastero, un'anziana lo accolse e gli offrì del the. "Cos'è quel rotolo che porti con te?". "E il mio commento al sutra Diamante" rispose orgoglioso Tosukan. Allora la donna disse di conoscere quel sutra:

Non si può trattenere la mente passata

Non si può trattenere la mente presente

Non si può trattenere la mente futura.

La donna chiese: "Quale mente ti proponi di utilizzare per bere questo thè?". Tutta la sicurezza di Tosukan si sciolse e capì che il cammino per lui era ancora lungo.

Quando una persona comprende di dover camminare con le proprie forze verso la liberazione, senza orpelli o sostegni di nessun genere, è già sulla buona strada per raggiungerla.

120

L'elefante

 

Un giorno un re radunò un certo numero di ciechi che non avevano mai fatto esperienza di un elefante e volle vedere cosa ne dicevano. Uno toccando una gamba disse:"L'elefante è simile ad un albero". Uno toccando una zanna disse:" L'elefante è simile ad un bastone". Uno toccandogli la proboscide disse: "L'elefante è simile ad un serpente".Uno toccandogli il ventre disse: "L'elefante è simile ad un muro". Uno toccandogli la coda disse:"L'elefante è simile ad una corda". E si misero tutti a discutere gli uni contro gli altri, ciascuno convinto della propri opinione. Il re li osservava divertito e disse:" E' indiscusso che l'elefante è simile solo all'elefante. Ma costoro per colpa delle loro errate percezioni non abbandonano i loro errori".

Spesso le guerre egli scontri tra gli uomini sono generati da nient'altro se non che da percezioni limitate o erronee. Per giungere alla verità  si deve liberare la mente da idee preconcette.

121

Il tempo

 

Trova il tempo di riflettere,è la fonte della forza;
trova il tempo di giocare,è il segreto della giovinezza;
trova il tempo di leggere,è la base del sapere;
trova il tempo di essere gentile,è la strada della felicità;
trova il tempo di sognare,è il sentiero che porta alle stelle;
trova il tempo di amare,è la vera gioia di vivere;
trova il tempo di essere contento,è la musica dell'anima!

 
122

Il sacrilegio

  Un maestro Zen si trovava di notte durante un freddo inverno in cammino e sulla strada trovò un tempio. Vi si rifugiò e, per non morire congelato, prese una statua lignea che raffigurava il Buddha all'interno del tempio e la bruciò. Sentito il crepitio del fuoco, si svegliò il sacerdote del tempio e accorse spaventato credendo che fosse scoppiato un incendio. Vedendo invece il maestro che aveva deliberatamente bruciato la statua, diede in escandescenze, chiamandolo sacrilegio e uccisore del Buddha. Allora il maestro prese un bastone e iniziò a rimestare le braci.

"Che cosa credi di fare? - chiese il sacerdote scandalizzato - Non riuscirai a recuperare la statua!" "Sto cercando le ossa del Buddha" fece serafico il maestro. "Ma le statue non hanno ossa!" esclamò il sacerdote. "Allora portami un'altra statua da bruciare perchè ho ancora freddo!"

I due personaggi mostrano i due atteggiamenti che si possono avere nei confronti della religione. Quello di adesione alle formalità, come per il sacerdote, capace di sacrificare una vita umana pur di salvare una statua. Quello invece di adesione sostanziale al sacro, come per il maestro , che ha saputo scindere la sacralità del Buddha dall'esteriorità di un simulacro ligneo.

123

L'anima tormentata

  Un discepolo si disperava perchè la sua anima era tormentata. Allora si recò al maestro per trovare soluzione al suo problema e gli disse: " Ti prego dà pace alla mia anima tormentata!". Il maestro gli rispose: " Se mi porti qui la tua anima saprò come calmarla." Ma come faccio? L'anima non è cosa che si può trovare e portare!". "Allora vedi che è già in pace ?" rispose il maestro.  

Spesso molti nostri problemi non sono altro che fantasie che noi stessi generiamo e in cui crediamo. Molte delle sofferenze di cui ci circondiamo non sono altro che prodotti della nostra mente, che ci schiavizzano, quando dovremmo noi a risultarne i padroni..

124

Il the

  Un filosofo era curioso di conoscere i precetti dello Zen, perciò si recò da un maestro che lo accolse benevolmente e iniziò a servirgli del the. Il maestro osservava il suo ospite e frattanto versava il the, versava il the, versava il the..La tazza era ormai piena e la bevanda cominciò a traboccare e a spandersi sul vassoio, ma ancora il maestro versava il the.Il filosofo, credendo che si fosse distratto, lo avvertì che la tazza era già piena.allora il maestro rispose: "Così come questa tazza, anche tu sei pieno di opinioni e di supposizioni. Come vuoi che io ti versi dentro degli insegnamenti Zen se prima non ti svuoti di ciò che già ti riempie?"

La mente che vuole davvero apprendere deve essere svuotata per imparare qualcosa di veramente nuovo.

125

Lentamente muore

  "Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle -i-
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati."

Pace, Amore e Gioia infinita a tutti voi. 

126

Quando ho cominciato ad amarmi

 

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto
che la sofferenza e il dolore emozionali sono solo un avvertimento
che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.

 Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all‚Äôinizio lo chiamavo ‚Äúsano egoismo‚ÄĚ, ma oggi so che questo √®
AMORE DI SE’

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.

Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA.

 Charles Chaplin

127

La strada del proprio cuore

 

Avete la sensazione profonda di aver trovato la strada giusta?
Allora,  seguitela senza chiedere l'opinione di nessuno.
Se volete assolutamente porre delle domande, ponetele alla vostra anima, al vostro spirito, al vostro Dio interiore.
Obietterete che non avete mai ricevuto la minima risposta da loro: ebbene, vi sbagliate.
Ogni volta che interrogate il principio divino che è in voi, ricevete una risposta.
Se non la sentite, significa che i muri della vostra coscienza sono troppo spessi.
Diminuite lo spessore di quei muri, e constaterete che ogni volta vi viene data una risposta.
Quando avete bisogno di essere guidati, rivolgete la vostra domanda al Cielo: fatelo sinceramente, intensamente. 

Una volta espressa la domanda, non pensateci pi√Ļ: la risposta verr√†, entro un lasso di tempo pi√Ļ o meno lungo, tramite un animale,
un oggetto, una frase letta o ascoltata, l'incontro con una persona, un sogno.
Naturalmente, per riconoscerla bisogna saper essere attenti.
Se ci riuscirete, sarete stupiti nel vedere il modo in cui il mondo invisibile vi dà le sue risposte.


Omraam Mikha√ęl A√Įvanhov

128

Dio in te

 

La morte è una grande illusione...Vivete sempre nel presente. Non accettate nessun futuro che non sia il momento che state vivendo. Diventerà eterno, se glielo permettete. Non pensate mai quanto a lungo vivrete, perchè vivrete sempre. Pensate al vostro corpo come eterno, e lo diventerà. E' semplicemente così...Il mondo reale è dentro di voi... esiste solo dal punto di vista dell'emozione e non è dominato dalla logica, ma dall'azione dell'amore....Tutto questo paradiso di materia è stato creato solo per evocare sentimenti nell'anima...Per ottenere la saggezza (che) non è una comprensione intellettuale; è in verità, una comprensione emozionale, frutto dell'esperienza della vita...

(Ramtha)

129

Lava la ciotola 

 

Un novizio appena entrato in un monastero Zen era tutto compreso del suo nuovo destino e continuava a fare domande per seguire al meglio la disciplina. Giunse anche dinnanzi al maestro e gli chiese: "Sono appena entrato nel monastero e vorrei giungere quanto prima alla liberazione. Cosa devo fare?". Il maestro allora gli chiese se quel giorno aveva pranzato. "Sì" rispose il novizio, attendendo una grande rivelazione. "bene - fece il maestro - allora lava la ciotola!"

Il cammino per la liberazione non ha bisogno di gesti eclatanti, ma di riempire quei gesti quotidiani, anche quelli pi√Ļ semplici ed umili, del loro vero significato..

130

Le regole di Soyen Shaku maestro Zen 

 
  • Al mattino, prima di prepararti, accendi dell'incenso e medita.

  • Vai a dormire a un'ora precisa. Nutriti di cibo a intervalli regolari. Mangia con moderazione e mai fino al punto di saziet√†.

  • Ricevi un ospite con lo stesso atteggiamento che hai quando sei da solo. Quando sei da solo, mantieni lo stesso atteggiamento che hai nel ricevere un ospite.

  • Stai attento a quello che dici e qualsiasi cosa tu dica, mettila in pratica.

  • Quando un' opportunit√† arriva, non lasciarla scappare, ma pensa sempre due volte prima di metterti in azione.

  • Non avere rimpianti per il passato. Guarda al futuro.

  • Abbi l'attitudine senza paura di un eroe e il cuore amorevole di un bimbo.

  • Dopo essere andato a letto, dormi come se fossi entrato nel tuo ultimo sonno. Dopo che ti sei risvegliato, lascia il tuo letto immediatamente, come se gettassi via un paio di vecchie calzature.

 

 
131

La percezione costante

 

Tenno aveva già trascorso dieci anni di tirocinio in un tempio Zen ed era divenuto maestro. In un giorno di pioggia andò in visita a Nan-in, che sedeva nella sala di meditazione del tempio. Nan-in, appena lo vide, gli disse: "Vedo che sei venuto anche se il tempio è piovoso. Immagino che tu abbia dovuto calzare gli zoccoli alti di legno per non inzaccherarti i piedi e che ora tu li abbia lasciati fuori dalla stanza. Immagino anche che tu abbia dovuto lasciare l'ombrello. Ma dimmi: l'hai messo a destra o a sinistra degli zoccoli?".

Tenno si rese conto di non poter rispondere perchè non aveva fatto attenzione a quel gesto. Si rese anche conto di non essere pronto ancora per essere un maestro Zen e rimase come allievo di Nan-in nel tempio ancora sei anni prima di andarsene. Lì perfezionò il suo Zen in modo da essere cosciente ogni istante.

La consapevolezza di qualsiasi gesto, di qualsiasi parola, di qualsiasi accadimento è di per se  stessa una forma di meditazione, una meditazione che tende all'acuire i sensi del discepolo Zen fino a renderlo parte del fluire dell'Universo. La consapevolezza del presente è irrinunciabile a ad un vero maestro  Zen.

 

 

 
    
132

L'uomo Zen

  La dottrina Zen insegna l'importanza che ha per lo Zen  l'uomo di per sè , spogliato di qualsiasi orpello, carica o grado che sia. Solo nel nome e nella nuda presenza di un essere umano si può trovare l'essenza di una persona; se invece si dà retta al chiacchiericcio del mondo esterno, con le sue altisonanti strutture che mascherano la vera identità, si rischia di perdere il senso reale delle persone. 
133

L'allievo e le stelle

¬† Un giovane monaco si lamentava con un anziano maestro di non riuscire a giungere alla comprensione. Il maestro allora lo port√≤ una notte nel giardino del monastero e gli chiese: "Le vedi le stelle?". "S√¨" rispose l'allievo osservando la miriade di astri del firmamento. "La vedi quella stella l√†, la pi√Ļ luminosa?". Il monaco rispose che vedeva proprio quella stella l√† che intendeva indicargli il maestro."Allora la vedi quella stella a destra vicino a quella che ti ho indicato?"."Ma non c'√® nessuna stella a destra di quella luminosa!". Ribatt√® il giovane. Il maestro allora insistette e alla fine, dopo un p√≤ il giovane scorse una stella che subito non era visibile, ma che fissando pi√Ļ attentamente, emanava una debole luce a destra di quella pi√Ļ luminosa. "Ecco - allora disse il maestro - la comprensione √® come quella stella. Non devi essere in grado di capire se c'√® una stella, ma solo essere certo che ci sia, nonostante tu non possa vederla chiaramente. Quindi per la tua saggezza, non serve che tu giunga a capire, basta che tu creda che ci sia!". L'allievo allora si stup√¨ di tale insegnamento e ringrazi√≤ il maestro per tanta saggezza elargita. ma subito volle sapere: "Maestro, ma come hai potuto sapere che quella stella ne avesse una vicina cos√¨ poco visibile?". Il maestro disse:"Non sono nemmeno convinto che abbiamo guardato la stessa stella, ma si pu√≤ giungere alla comprensione se solo ci si affida al credere piuttosto che al sapere".
134

I bambini cambieranno il mondo

 

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che √® sempre pi√Ļ raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che √® sempre pi√Ļ spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

Giorgio Gaber

Ecco l'antidoto alle miserie della mente e alla manipolazione del mondo, ogni genitore e ogni insegnante, dovrebbe instillare giornalmente gocce di saggezza ai piccoli uomini, ed essere sempre pi√Ļ attento e consapevole di cosa non va pi√Ļ fatto per impedire ai pochi di controllare i molti.
Libero nella coscienza, senza razza, senza nazione, senza religione un bambino non potr√† pi√Ļ essere un papa, un iman, un rabbino, un politico, un banchiere, un soldato.
Libero nella coscienza un bambino potr√† solo essere se stesso, non sar√† manipolabile e dar√† vita a figli ancora pi√Ļ liberi e ancora pi√Ļ forti.

QUESTO E' IL NOSTRO COMPITO!

135

Semina

 
 

Semina, semina

 
Quello che conta è seminare…
 
Semina con un tuo sorriso
con un tuo saluto.
 
Semina con un tuo dolce sguardo
con un caloroso abbraccio.
 
Semina in ogni occasione e circostanza
con coraggio ed entusiasmo !
 
Semina con Fede
ma soprattutto con Amore;
così che il tuo seminare diventi fecondo.
 
E se il seme cadrà su un terreno arido
senza produrre né frutto né fiori
rimarrà comunque in te
la Gioia di aver seminato.
 
 
136

Rovina e perdita

 

Un albero che un uomo riesce appena ad abbracciare è nato da un ramoscello sottile quanto un pelo; una torre di nove piani è sorta da un mucchio di terra; un viaggio di mille miglia comincia da sotto i piedi. Chi fa qualcosa la rovina e chi la tiene la perde. Perciò il saggio non fa e perciò non rovina, non tiene e perciò non perde.

Lao Tzu

137

"La vita"

 


Com'è imbarazzante aver voluto imporre a
qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama
"rispetto".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare
un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un
invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità"...
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto
quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi
so che questo si chiama "stare in pace con se stessi".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio
tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi
faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che
mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si
chiama "sincerità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che
mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso... all'inizio lo
chiamavo "sano egoismo"... ma oggi so che questo è "amore di sé".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere
sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso
conto che questo si chiama "semplicità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere
nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di pi√Ļ nel
momento presente, in cui tutto ha un luogo. √ą la mia condizione di
vita quotidiana e la chiamo "perfezione". Quando ho cominciato ad
amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi
miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del
mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a
questa unione do il nome di "saggezza interiore".
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi
con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si
scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto
questo è "la vita".

Charlie Chaplin

138

Prima

 


Prima di reagire, PENSA!
prima di parlare, ASCOLTA!
prima di criticare, ASPETTA!
prima di pregare, PERDONA!
prima di pretendere, DONA!
prima di arrenderti, PROVACI!
(Madre Teresa)

139

Giordano Bruno

 

"Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di aver vinto."

17 febbraio 1600 Giordano Bruno filosofo,veniva arso vivo a Roma in Campo dei Fiori con la lingua serrata da una morsa perché non parlasse.

¬ęNon temo niente e non mi pento di niente, non ho materia di cui pentirmi e non so di che cosa mi debba pentire¬Ľ.

 

 

Preghiera del Fuoco Comunità del' Arca 

140

Siamo tutti passanti e pellegrini.

Accendiamo dunque un fuoco all' incrocio,

all' indirizzo dello Spirito Eterno.

Chiudiamo il cerchio

e facciamo di questo luogo un luogo Sacro,

perché il tempo è giunto

di adorare in Spirito e Verità,

di rendere grazie

in tutti i luoghi e tutti i tempi.

 Mettiamo un termine al tempo

e rendiamoci presenti al presente.

 Il Fuoco è il presente che brucia e brilla,

è il sacrificio di ciò che brucia,

il calore della Vita e la Gioia degli occhi.

E' la morte delle cose morte

e il loro ritorno alla Vita,

l' apparenza che si consuma

e la sostanza che appare.

 Cantiamo Gloria nella lingua del Fuoco,

evidente e chiara a tutti gli uomini.

 A voi, gente che passate

sulla strada dei Quattro Venti,

entrate nel cerchio e dateci la mano.

Soffia su di noi, Spirito Eterno,

perché la nostra preghiera salga in fiamma…

Estratto da…

Preghiera del Fuoco Comunità del' Arca 

141

Felicità

 

La felicità è un atteggiamento mentale che nasce dalla semplice determinazione di essere felice in tutte le circostanze esteriori. La felicità non sta nelle cose, o nelle conquiste terrene. Essa è l'oro luccicante della nostra natura interiore sepolto sotto il fango dell'esteriore desiderio dei sensi.

Quando saprai che niente all'infuori di te può colpirti, nè il fallimento, nè l'incomprensione degli altri, allora tu saprai di aver trovato la vera felicità.

 Decidi fortemente di tenere questa fiamma sempre accesa nel tuo cuore.

J. Donald Walters

142

I due lupi

 

 

Un vecchio indiano Cherokee è seduto di fronte al tramonto con suo nipote, quando d'improvviso il bambino rompe l'incanto di questa contemplazione e rivolge al nonno una domanda molto seria per la sua età.

"Nonno perchè gli uomini combattono?"

 

Il vecchio con gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la

notte, parl√≤ con voce calma: "Per ogni uomo c'√® sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perch√® lo scontro pi√Ļ feroce √® quello che avviene fra i due lupi."

"Quali lupi nonno?" "Quelli che ogni uomo porta dentro di sé".

Il bambino non riusciva a capire, ma attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva

lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine il vecchio, che aveva dentro sé la saggezza del tempo, riprese con tono calmo.

"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo, vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso

orgoglio, bugie, egoismo."

Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena

detto.

"E l'altro?"

"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede"

Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.

"E quale lupo vince?"

Il vecchio cherokee si girò a guardarlo e rispose con i suoi occhi puliti.

"Quello che nutri di pi√Ļ".

Racconto Cherokee

10

Il guerriero della luce

 

 

(...) Un Guerriero della Luce è colui che è capace di comprendere il miracolo della Vita e di lottare fino alla fine per qualcosa in cui crede. (...)

(...) Un Guerriero della Luce condivide il proprio mondo con coloro che ama. Cerca di esortarli a fare ciò che desidererebbero, ma che evitano per mancanza di coraggio.

In quei momenti, compare l'Avversario con due tavole in mano.

Su una √® scritto: "Pensa di pi√Ļ a te. Riserva per te stesso le benedizioni, o finirai per perdere tutto."
Sull'altra si legge: "Chi sei tu per aiutare gli altri? Riesci forse a vedere i tuoi difetti?"

Un Guerriero sa di avere dei difetti. Ma sa anche di non poter crescere da solo, e di non poter allontanarsi dai compagni.
Allora scaglia le due tavole per terra, pur pensando che contengono un fondo di verità. Le tavole diventano polvere, e il guerriero continua a esortare chi gli sta vicino. (...)

 

Considerazioni personali:

Il Guerriero della Luce sente di avere un compito ben preciso:

divulgare agli altri Pellegrini Viandanti sul Sentiero, le Perle di Saggezza trovate e raccolte lungo il suo Cammino.

Il suo compito è quello, la sua Missione passa attraverso la condivisione.

Ma si ferma lì, non va oltre.

Il Guerriero della Luce non deve convincere nessuno della validità di ciò che afferma nella sua condivisione…

gli altri Fratelli Viandanti sono liberi di accogliere o rigettare quanto lui dice.

Al Guerriero della Luce non importa cosa ne faranno gli altri Viandanti delle sue parole e dei suoi esempi…la sua Missione consiste solo nella divulgazione e condivisione.

Il Guerriero della Luce sa bene che le sue parole avranno diverso destino: qualcuno le calpesterà, qualche altro le deriderà, altri le custodiranno e ne faranno tesoro.

Chi si spinge oltre, cercando di convincere gli altri di ciò che afferma, non potrà mai considerarsi un Vero Guerriero della Luce.

 

(da:"Manuale del Guerriero della Luce" di Paulo Coelho )

http://lucideimaestri.altervista.org

9

Gridare o sussurrare

 

Un giorno, un Maestro indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
‚ÄúPerch√© le persone gridano quando sono arrabbiate?‚ÄĚ
‚ÄúGridano perch√© perdono la calma‚ÄĚ rispose uno di loro.
‚ÄúMa perch√© gridare se la persona sta al suo lato?‚ÄĚ disse nuovamente il Maestro.
‚ÄúBene, gridiamo perch√© desideriamo che l‚Äôaltra persona ci ascolti‚ÄĚ replic√≤ un altro discepolo.

 

E il Maestro torn√≤ a domandare: ‚ÄúAllora non √® possibile parlargli a voce bassa?‚ÄĚ

Varie altre risposte furono date, ma nessuna convinse il Maestro.


Allora egli esclam√≤:‚ÄúVoi sapete perch√© si grida contro un‚Äôaltra persona quando si √® arrabbiati? Il fatto √® che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto pi√Ļ arrabbiati sono tanto pi√Ļ forte dovranno gridare per sentirsi l‚Äôuno con l‚Äôaltro. D‚Äôaltra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perch√©?
Perch√© i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro √® piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l‚Äôamore √® pi√Ļ intenso non √® necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E‚Äô questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.‚ÄĚ


Infine il Maestro concluse dicendo: ‚ÄúQuando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di pi√Ļ, perch√© arriver√† un giorno in cui la distanza sar√† tanta che non incontreranno mai pi√Ļ la strada per tornare.‚ÄĚ

 
8

ALESSANDRO MAGNO

 

Sul punto di morte Alessandro Magno convocò i suoi generali e dettò loro le sue ultime

tre volontà:

1 ‚Äď Che la sua bara fosse trasportata sulle spalle dai medici del tempo.

2 ‚Äď Che i tesori che aveva conquistato (oro, gioielli e quanto altro) fossero sparsi sulla

strada verso la tomba.

3 ‚Äď Che le sue mani fossero lasciate penzolare fuori dalla bara alla vista di tutti.

Uno dei generali, perplesso per le insolite volontà, chiese ad Alessandro quale fosse il

motivo!

Alessandro Magno rispose:

1 ‚Äď Voglio che siano proprio i medici a trasportare il mio feretro per dimostrare che

non hanno potere di guarigione davanti alla morte.

2 ‚Äď Voglio il suolo ricoperto dai miei tesori per ricordare che i beni materiali qu√¨

conquistati, quì restano.

3 ‚Äď Voglio le mie mani al vento, perch√© la gente veda che veniamo a mani vuote e a

mani vuote andiamo via. 
7

Inte rvista a Dio.

 

 

E così vorresti intervistarmi chiese Dio?

"Se ne hai il tempo" risposi io

Dio sorrise:

"Il mio tempo è l'eternità"

"Che domande hai in mente per me?"

"Che cosa ti sorprende di pi√Ļ degli uomini?"

Dio rispose:

"Che si stancano di essere bambini,hanno fretta

di crescere e poi....vorrebbero tornare bambini!"

"Che perdono la loro salute per fare soldi e poi

perdono i loro soldi per riacquistare la salute"

"Che pensano con ansia al futuro,

dimenticando il presente; così che non

vivono nè il presente nè il futuro."

"Che vivono come se non dovessero morire mai

e muoiono come se non avessero mai vissuto"

La mano di Dio prese la mia,e rimanemmo in

silenzio per un pò.

E dopo io chiesi:

"Quali sono le lezioni della vita che vuoi dare

ai tuoi figli?"

Dio rispose con un sorriso:

"Voglio che imparino che non possono costringere

nessuno ad amarli. Ciò che possono fare è amare

senza riserve e lasciarsi amare."

"Voglio che imparino che non è bene paragonarsi

agli altri.

Che la persona ricca non √® quella che guadagna di pi√Ļ,

ma chi ha bisogno solo dell'essenziale"

Imparino a dimenticare praticando il perdono.

Sappiano che ci sono persone che li amano profondamente,

ma semplicemente non sanno come esprimere o mostrare

i loro sentimenti.

Imparino che due persone possono osservare la stessa

cosa ma vederla in due modi diversi"  

"Grazie per il tuo tempo dissi io umilmente"

"C'è qualcos'altro che vuoi che i tuoi figli sappiano?"

Dio sorrise e disse:

"Sappiano che sono qui"

"SEMPRE"

147

La legge delle 12 P e 2 A

 
  • PRIMA

  • PENSA

  • POI

  • AGISCI

  • PERCHE'

  • AZIONE

  • POCO

  • PENSATA

  • PRIMA

  • POI

  • PUO'

  • PRODURRE

  • PERENNI

  • PENTIMENTI

 
6

La vera natura

 

Uno studente  si recò dal suo maestro Zen, afflitto perchè gli accadeva di essere preda di collere irrefrenabili. Non era degno di uno studente zen  essere preda di collere irrefrenabili. Non era degno di uno studente zen cedere alle passioni, perciò chiese consiglio al maestro. Il maestro gli chiese allora di fargli vedere uno degli attacchi terribili di collera che descriveva.

"Ma maestro, non sono cose che posso mostrare ora. Mi capitano all'improvviso, senza che me ne renda conto." rispose lo studente.

"Se è così, allora non è la tua vera natura, altrimenti potresti mostrarmi la collera in ogni istante. Non è la natura che ti ha assegnato tua madre alla nascita, nè te l'ha passata in eredità. Ora che cosa mi dici?"

Lo studente comprese

Alle volte siamo schiavi di sentimenti e passioni che pensiamo ingovernabili. Ma non sono la nostra vera natura. Basta quindi far riferimento al nostro vero essere per trovare soluzione a molti atteggiamenti erronei.

5

Il giusto mezzo

 

Un monaco si lamentava con il maestro perchè non sopportava l'eccessivo caldo e l'eccessivo freddo. Allora il maestro gli propose: "Perchè non ti trasferisci là dove non c'è troppo caldo nè troppo freddo?". " E dove sarebbe questo posto?" chiese incuriosito il monaco.

"E' il posto in cui il monaco si riscalda se c'è troppo freddo e si sventola se fa troppo caldo!".

Il monaco della storia deve perciò imparare a recuperare il proprio baricentro, non per diventare indifferente a ciò che lo circonda, ma per mediare tra gli estremi

4

   La vita

 

“Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne…

All‚Äôimprovviso il ragazzino inciamp√≤, cadde e, facendosi male, url√≤ :‚ÄĚAAAhhhhhhhhhhh!!!‚ÄĚ

Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :

‚ÄúAAAhhhhhhhhhhh!!!‚ÄĚ

Con curiosit√†, egli chiese: ‚ÄúChi sei tu?‚ÄĚ

E ricevette la risposta: ‚ÄúChi sei tu?‚ÄĚ

Dopo il ragazzino url√≤: ‚ÄúIo ti sento! Chi sei?‚ÄĚ

E la voce rispose: ‚ÄúIo ti sento! Chi sei?‚ÄĚ

Infuriato da quella risposta egli url√≤: ‚ÄúCodardo‚ÄĚ

E ricevette la risposta: ‚ÄúCodardo!‚ÄĚ

Allora il bimbo guard√≤ suo padre e gli chiese: ‚ÄúPap√†, che succede?‚ÄĚ

Il padre gli sorrise e rispose:‚ÄĚFiglio mio, ora stai attento:‚ÄĚ

E dopo l‚Äôuomo grid√≤: ‚ÄúTu sei un campione!‚ÄĚ

La voce rispose: ‚ÄúTu sei un campione!‚ÄĚ

Il figlio era sorpreso ma non capiva.

Allora il padre gli spiegò: “La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA.

La Vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai.

La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni.

Se tu desideri pi√Ļ amore nel mondo, devi creare pi√Ļ amore nel tuo cuore;

Se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo.

Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu

hai dato ad essa.

La nostra Vita non è un insieme di coincidenze, è lo specchio di noi stessi.

Non cercare di cambiare la tua vita, cambia il tuo atteggiamento verso la vita. (Lama Gangchen)

 
3

Da un libricino

 

“Per quelli che hanno il cuore pieno di purezza, è puro ogni pensiero ed ogni azione,

 e la stessa innocenza essi la rinvengono in tutti gli altri uomini.

Solo chi si pasce di fango e si abbevera di sozzura vede intorno a sè

immoralit√†¬†e contamina realmente tutto ci√≤ che vede e che tocca.‚ÄĚ

2

Meditazione e consapevolezza

   

La meditazione non è una pratica disgiunta dalle azioni quotidiane. La meditazione non è altro che il nome per definire una vita vissuta con consapevolezza: non è una pratica che dura un’ora, durante la quale state seduti… e arrivederci al giorno dopo! Niente affatto, se ventitré ore sono prive di meditazione e solo un’ora è dedicata alla meditazione, sarà inevitabile che quelle ventitré ore annientino quanto è accaduto in quell’unica ora. La non meditazione vincerà, la meditazione rimarrà sconfitta. Se vivi ventitré ore al giorno senza consapevolezza, e solo un’ora con consapevolezza, non conseguirai mai una vita pienamente risvegliata, la realizzazione del Buddha. Come può un’unica ora vincere la forza di ventitré ore? Inoltre, occorre comprendere un’altra cosa: come si può essere consapevoli per un’ora, se per le rimanenti ventitré non lo si è? Come si può essere sani per un’ora se si è malati ventitré ore al giorno? 

Osho

1

Il tempo

 

Il tempo è molto lento per coloro che aspettano, molto veloce per coloro che

hanno paura, molto lungo per chi si lamenta, molto breve per quelli che festeggiano, ma per tutti quelli che amano, il tempo è eternità 

(W. Shakespeare)

   
Pin It