Semi di riflessione
I frutti : 115 - 131 Riflessioni archivio 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6
115 La volontà
Spesso vi ho udito parlare di qualcuno che ha sbagliato come se non fosse uno di voi, ma uno straniero che si fosse insinuato nel vostro mondo. Ma io vi dico che nello stesso modo che il santo e il giusto non possono elevarsi al di sopra di ciò che vi è di più alto in ognuno di voi, così il malvagio ed il debole non possono cadere più in basso di ciò che di più basso è in voi.
E come la singola foglia non ingiallisce senza che tutta la pianta ne sia la complice muta, così il malvagio non può agire senza la volontà nascosta di tutti voi.
Kahlil Gibran
116 Il ricco mercante
Un ricco mercante si recò dal Buddha e gli chiese la strada più breve per ottenere la liberazione. Chiedendo ciò porse all' Illuminato in dono un vaso d'argento. Il Buddha rispose: "Lascialo cadere!". Allora il mercante lasciò cadere il vaso, sperando che a questa azione sarebbe seguito qualche nuovo ammaestramento, ma il Buddha rimase in silenzio.
Il mercante tornò a formulare la sua domanda, offrendo stavolta un piatto d'oro. Il Buddha rispose: "Lascialo cadere!".
Di nuovo il mercante lasciò cadere a terra il piatto ma il Buddha non disse niente.
Allora il mercante decise di donare al Buddha ciò che di più prezioso aveva, cioè un diamante. Il Buddha di nuovo gli disse: "Lascialo cadere!". Il mercante allora , incollerito perchè pensava di essere preso in giro, si alzò di scatto e se ne andò.
Ma mentre stava per varcare la scoglia del tempio, si girò di nuovo a guardare il Buddha che di nuovo ripetè:"Lasialo cadere!".
Allora il mercante capì.
117 La vita quotidiana
Un novizio chiese al maestro quale fosse la via per giungere alla Liberazione. "La vita quotidiana è la via!" rispose il maestro.
Allora il novizio cominciò a chiedergli come poteva studiare questa via, ma il maestro rispose che non poteva essere studiata e che nemmeno non studiandola poteva accorgersi quale fosse la via.
"Devi raggiungere la stessa libertà di pensiero del cielo; di esso non dici che sia buono o non buono. Così anche la via ti verrà svelata non perchè tu l'abbia studiata e nemmeno perchè tu non l'abbia studiata".
A quelle parole il novizio venne illuminato.
118 Il prescelto
Un maestro voleva inviare un monaco del proprio tempio ad aprire un nuovo monastero e non sapeva chi scegliere. C'era un monaco anziano che tutti stimavano e che ritenevano sarebbe stato il prescelto. Ma il maestro non volle fare favoritismi e decise che avrebbe affidato l'incarico a quel monaco che avesse risposto con più acume a una sua domanda. Quindi radunò tutti i suoi monaci nella sua stanza ed al centro pose un secchio pieno d'acqua. Poi chiese: "Chi sa dirmi cos'è quella cosa senza nominarla?". Nessuno parlava, perchè tutti attendevano cosa avrebbe detto il monaco anziano. Allora quello disse: "Nessuno può affermare che siano i tuoi calzari!". Pensava di essere stato arguto a sufficienza per rispondere al quesito del maestro. Ma in quel mentre si alzò il monaco sguattero delle cucine e colpì con violenza il secchio, facendo rovesciare l'acqua nella stanza. Fu lui il prescelto. Alle volte affidarsi alle parole, anche le più argute, non indica che si sia in grado di definire davvero l'essenza della realtà.
119 Il cammino verso la conoscenza
Tosukan non era d'accordo con i sistemi di insegnamento dei monaci del Sud, che pretendevano di insegnare il Daharma senza lezioni sui sutra. Così, portandosi dietro un grosso rotolo scritto di suo pugno, si incamminò verso Sud, con l'intento di confutare il sistema di insegnamento che lì adottavano. Giunto nei pressi di un monastero, un'anziana lo accolse e gli offrì del the. "Cos'è quel rotolo che porti con te?". "E il mio commento al sutra Diamante" rispose orgoglioso Tosukan. Allora la donna disse di conoscere quel sutra: Non si può trattenere la mente passata
Non si può trattenere la mente presente
Non si può trattenere la mente futura.
La donna chiese: "Quale mente ti proponi di utilizzare per bere questo thè?". Tutta la sicurezza di Tosukan si sciolse e capì che il cammino per lui era ancora lungo.
Quando una persona comprende di dover camminare con le proprie forze verso la liberazione, senza orpelli o sostegni di nessun genere, è già sulla buona strada per raggiungerla.
120 L'elefante
Un giorno un re radunò un certo numero di ciechi che non avevano mai fatto esperienza di un elefante e volle vedere cosa ne dicevano. Uno toccando una gamba disse:"L'elefante è simile ad un albero". Uno toccando una zanna disse:" L'elefante è simile ad un bastone". Uno toccandogli la proboscide disse: "L'elefante è simile ad un serpente".Uno toccandogli il ventre disse: "L'elefante è simile ad un muro". Uno toccandogli la coda disse:"L'elefante è simile ad una corda". E si misero tutti a discutere gli uni contro gli altri, ciascuno convinto della propri opinione. Il re li osservava divertito e disse:" E' indiscusso che l'elefante è simile solo all'elefante. Ma costoro per colpa delle loro errate percezioni non abbandonano i loro errori".
Spesso le guerre egli scontri tra gli uomini sono generati da nient'altro se non che da percezioni limitate o erronee. Per giungere alla verità si deve liberare la mente da idee preconcette.
121 Il tempo
Trova il tempo di riflettere,è la fonte della forza;
trova il tempo di giocare,è il segreto della giovinezza;
trova il tempo di leggere,è la base del sapere;
trova il tempo di essere gentile,è la strada della felicità;
trova il tempo di sognare,è il sentiero che porta alle stelle;
trova il tempo di amare,è la vera gioia di vivere;
trova il tempo di essere contento,è la musica dell'anima!122 Il sacrilegio
Un maestro Zen si trovava di notte durante un freddo inverno in cammino e sulla strada trovò un tempio. Vi si rifugiò e, per non morire congelato, prese una statua lignea che raffigurava il Buddha all'interno del tempio e la bruciò. Sentito il crepitio del fuoco, si svegliò il sacerdote del tempio e accorse spaventato credendo che fosse scoppiato un incendio. Vedendo invece il maestro che aveva deliberatamente bruciato la statua, diede in escandescenze, chiamandolo sacrilegio e uccisore del Buddha. Allora il maestro prese un bastone e iniziò a rimestare le braci. "Che cosa credi di fare? - chiese il sacerdote scandalizzato - Non riuscirai a recuperare la statua!" "Sto cercando le ossa del Buddha" fece serafico il maestro. "Ma le statue non hanno ossa!" esclamò il sacerdote. "Allora portami un'altra statua da bruciare perchè ho ancora freddo!"
I due personaggi mostrano i due atteggiamenti che si possono avere nei confronti della religione. Quello di adesione alle formalità, come per il sacerdote, capace di sacrificare una vita umana pur di salvare una statua. Quello invece di adesione sostanziale al sacro, come per il maestro , che ha saputo scindere la sacralità del Buddha dall'esteriorità di un simulacro ligneo.
123 L'anima tormentata
Un discepolo si disperava perchè la sua anima era tormentata. Allora si recò al maestro per trovare soluzione al suo problema e gli disse: " Ti prego dà pace alla mia anima tormentata!". Il maestro gli rispose: " Se mi porti qui la tua anima saprò come calmarla." Ma come faccio? L'anima non è cosa che si può trovare e portare!". "Allora vedi che è già in pace ?" rispose il maestro. Spesso molti nostri problemi non sono altro che fantasie che noi stessi generiamo e in cui crediamo. Molte delle sofferenze di cui ci circondiamo non sono altro che prodotti della nostra mente, che ci schiavizzano, quando dovremmo noi a risultarne i padroni..
124 Il the
Un filosofo era curioso di conoscere i precetti dello Zen, perciò si recò da un maestro che lo accolse benevolmente e iniziò a servirgli del the. Il maestro osservava il suo ospite e frattanto versava il the, versava il the, versava il the..La tazza era ormai piena e la bevanda cominciò a traboccare e a spandersi sul vassoio, ma ancora il maestro versava il the.Il filosofo, credendo che si fosse distratto, lo avvertì che la tazza era già piena.allora il maestro rispose: "Così come questa tazza, anche tu sei pieno di opinioni e di supposizioni. Come vuoi che io ti versi dentro degli insegnamenti Zen se prima non ti svuoti di ciò che già ti riempie?" La mente che vuole davvero apprendere deve essere svuotata per imparare qualcosa di veramente nuovo.
125 Lentamente muore
"Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle -i-
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati."Pace, Amore e Gioia infinita a tutti voi.
126 Quando ho cominciato ad amarmi
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto
che la sofferenza e il dolore emozionali sono solo un avvertimento
che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA.Charles Chaplin
127 La strada del proprio cuore
Avete la sensazione profonda di aver trovato la strada giusta?
Allora, seguitela senza chiedere l'opinione di nessuno.
Se volete assolutamente porre delle domande, ponetele alla vostra anima, al vostro spirito, al vostro Dio interiore.
Obietterete che non avete mai ricevuto la minima risposta da loro: ebbene, vi sbagliate.
Ogni volta che interrogate il principio divino che è in voi, ricevete una risposta.
Se non la sentite, significa che i muri della vostra coscienza sono troppo spessi.
Diminuite lo spessore di quei muri, e constaterete che ogni volta vi viene data una risposta.
Quando avete bisogno di essere guidati, rivolgete la vostra domanda al Cielo: fatelo sinceramente, intensamente.Una volta espressa la domanda, non pensateci più: la risposta verrà, entro un lasso di tempo più o meno lungo, tramite un animale,
un oggetto, una frase letta o ascoltata, l'incontro con una persona, un sogno.
Naturalmente, per riconoscerla bisogna saper essere attenti.
Se ci riuscirete, sarete stupiti nel vedere il modo in cui il mondo invisibile vi dà le sue risposte.128 Dio in te
La morte è una grande illusione...Vivete sempre nel presente. Non accettate nessun futuro che non sia il momento che state vivendo. Diventerà eterno, se glielo permettete. Non pensate mai quanto a lungo vivrete, perchè vivrete sempre. Pensate al vostro corpo come eterno, e lo diventerà. E' semplicemente così...Il mondo reale è dentro di voi... esiste solo dal punto di vista dell'emozione e non è dominato dalla logica, ma dall'azione dell'amore....Tutto questo paradiso di materia è stato creato solo per evocare sentimenti nell'anima...Per ottenere la saggezza (che) non è una comprensione intellettuale; è in verità, una comprensione emozionale, frutto dell'esperienza della vita...
(Ramtha)
129 Lava la ciotola
Un novizio appena entrato in un monastero Zen era tutto compreso del suo nuovo destino e continuava a fare domande per seguire al meglio la disciplina. Giunse anche dinnanzi al maestro e gli chiese: "Sono appena entrato nel monastero e vorrei giungere quanto prima alla liberazione. Cosa devo fare?". Il maestro allora gli chiese se quel giorno aveva pranzato. "Sì" rispose il novizio, attendendo una grande rivelazione. "bene - fece il maestro - allora lava la ciotola!"
Il cammino per la liberazione non ha bisogno di gesti eclatanti, ma di riempire quei gesti quotidiani, anche quelli più semplici ed umili, del loro vero significato..
130 Le regole di Soyen Shaku maestro Zen
Al mattino, prima di prepararti, accendi dell'incenso e medita.
Vai a dormire a un'ora precisa. Nutriti di cibo a intervalli regolari. Mangia con moderazione e mai fino al punto di sazietà.
Ricevi un ospite con lo stesso atteggiamento che hai quando sei da solo. Quando sei da solo, mantieni lo stesso atteggiamento che hai nel ricevere un ospite.
Stai attento a quello che dici e qualsiasi cosa tu dica, mettila in pratica.
Quando un' opportunità arriva, non lasciarla scappare, ma pensa sempre due volte prima di metterti in azione.
Non avere rimpianti per il passato. Guarda al futuro.
Abbi l'attitudine senza paura di un eroe e il cuore amorevole di un bimbo.
Dopo essere andato a letto, dormi come se fossi entrato nel tuo ultimo sonno. Dopo che ti sei risvegliato, lascia il tuo letto immediatamente, come se gettassi via un paio di vecchie calzature.
131 La percezione costante
Tenno aveva già trascorso dieci anni di tirocinio in un tempio Zen ed era divenuto maestro. In un giorno di pioggia andò in visita a Nan-in, che sedeva nella sala di meditazione del tempio. Nan-in, appena lo vide, gli disse: "Vedo che sei venuto anche se il tempio è piovoso. Immagino che tu abbia dovuto calzare gli zoccoli alti di legno per non inzaccherarti i piedi e che ora tu li abbia lasciati fuori dalla stanza. Immagino anche che tu abbia dovuto lasciare l'ombrello. Ma dimmi: l'hai messo a destra o a sinistra degli zoccoli?".
Tenno si rese conto di non poter rispondere perchè non aveva fatto attenzione a quel gesto. Si rese anche conto di non essere pronto ancora per essere un maestro Zen e rimase come allievo di Nan-in nel tempio ancora sei anni prima di andarsene. Lì perfezionò il suo Zen in modo da essere cosciente ogni istante.
La consapevolezza di qualsiasi gesto, di qualsiasi parola, di qualsiasi accadimento è di per se stessa una forma di meditazione, una meditazione che tende all'acuire i sensi del discepolo Zen fino a renderlo parte del fluire dell'Universo. La consapevolezza del presente è irrinunciabile a ad un vero maestro Zen.
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