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    Semi di riflessione

 I frutti : 132 - 148  Riflessioni archivio  1 - 2 -- 4 - 5 - 6                                       

132

L'uomo Zen

  La dottrina Zen insegna l'importanza che ha per lo Zen  l'uomo di per sè , spogliato di qualsiasi orpello, carica o grado che sia. Solo nel nome e nella nuda presenza di un essere umano si può trovare l'essenza di una persona; se invece si dà retta al chiacchiericcio del mondo esterno, con le sue altisonanti strutture che mascherano la vera identità, si rischia di perdere il senso reale delle persone. 
133

L'allievo e le stelle

  Un giovane monaco si lamentava con un anziano maestro di non riuscire a giungere alla comprensione. Il maestro allora lo portò una notte nel giardino del monastero e gli chiese: "Le vedi le stelle?". "Sì" rispose l'allievo osservando la miriade di astri del firmamento. "La vedi quella stella là, la più luminosa?". Il monaco rispose che vedeva proprio quella stella là che intendeva indicargli il maestro."Allora la vedi quella stella a destra vicino a quella che ti ho indicato?"."Ma non c'è nessuna stella a destra di quella luminosa!". Ribattè il giovane. Il maestro allora insistette e alla fine, dopo un pò il giovane scorse una stella che subito non era visibile, ma che fissando più attentamente, emanava una debole luce a destra di quella più luminosa. "Ecco - allora disse il maestro - la comprensione è come quella stella. Non devi essere in grado di capire se c'è una stella, ma solo essere certo che ci sia, nonostante tu non possa vederla chiaramente. Quindi per la tua saggezza, non serve che tu giunga a capire, basta che tu creda che ci sia!". L'allievo allora si stupì di tale insegnamento e ringraziò il maestro per tanta saggezza elargita. ma subito volle sapere: "Maestro, ma come hai potuto sapere che quella stella ne avesse una vicina così poco visibile?". Il maestro disse:"Non sono nemmeno convinto che abbiamo guardato la stessa stella, ma si può giungere alla comprensione se solo ci si affida al credere piuttosto che al sapere".
134

I bambini cambieranno il mondo

 

Non insegnate ai bambini non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata potrebbe far male
forse una grave imprudenza è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero che è sempre più raro
non indicate per loro una via conosciuta
ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro alla danza
ma se proprio volete raccontategli il sogno di un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

Giorgio Gaber

Ecco l'antidoto alle miserie della mente e alla manipolazione del mondo, ogni genitore e ogni insegnante, dovrebbe instillare giornalmente gocce di saggezza ai piccoli uomini, ed essere sempre più attento e consapevole di cosa non va più fatto per impedire ai pochi di controllare i molti.
Libero nella coscienza, senza razza, senza nazione, senza religione un bambino non potrà più essere un papa, un iman, un rabbino, un politico, un banchiere, un soldato.
Libero nella coscienza un bambino potrà solo essere se stesso, non sarà manipolabile e darà vita a figli ancora più liberi e ancora più forti.

QUESTO E' IL NOSTRO COMPITO!

135

Semina

 

Semina, semina

Quello che conta è seminare…
 
Semina con un tuo sorriso
con un tuo saluto.
 
Semina con un tuo dolce sguardo
con un caloroso abbraccio.
 
Semina in ogni occasione e circostanza
con coraggio ed entusiasmo !
 
Semina con Fede
ma soprattutto con Amore;
così che il tuo seminare diventi fecondo.
 
E se il seme cadrà su un arido terreno
senza produrre né fiori né frutto
rimarrà comunque in te
la Gioia di aver seminato.
 
136

Rovina e perdita

 

Un albero che un uomo riesce appena ad abbracciare è nato da un ramoscello sottile quanto un pelo; una torre di nove piani è sorta da un mucchio di terra; un viaggio di mille miglia comincia da sotto i piedi. Chi fa qualcosa la rovina e chi la tiene la perde. Perciò il saggio non fa e perciò non rovina, non tiene e perciò non perde.

Lao Tzu

137

"La vita"

 


Com'è imbarazzante aver voluto imporre a
qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama
"rispetto".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare
un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un
invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità"...
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto
quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi
so che questo si chiama "stare in pace con se stessi".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio
tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi
faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che
mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si
chiama "sincerità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che
mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso... all'inizio lo
chiamavo "sano egoismo"... ma oggi so che questo è "amore di sé".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere
sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso
conto che questo si chiama "semplicità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere
nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel
momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di
vita quotidiana e la chiamo "perfezione". Quando ho cominciato ad
amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi
miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del
mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a
questa unione do il nome di "saggezza interiore".
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi
con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si
scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto
questo è "la vita".

Charlie Chaplin

138

Prima

 


Prima di reagire, PENSA!
prima di parlare, ASCOLTA!
prima di criticare, ASPETTA!
prima di pregare, PERDONA!
prima di pretendere, DONA!
prima di arrenderti, PROVACI!
(Madre Teresa)

139

Giordano Bruno

 

"Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di aver vinto."

17 febbraio 1600 Giordano Bruno filosofo,veniva arso vivo a Roma in Campo dei Fiori con la lingua serrata da una morsa perché non parlasse.

«Non temo niente e non mi pento di niente, non ho materia di cui pentirmi e non so di che cosa mi debba pentire».

 

 

Preghiera del Fuoco Comunità del' Arca 

140

Siamo tutti passanti e pellegrini.

Accendiamo dunque un fuoco all' incrocio,

all' indirizzo dello Spirito Eterno.

Chiudiamo il cerchio

e facciamo di questo luogo un luogo Sacro,

perché il tempo è giunto

di adorare in Spirito e Verità,

di rendere grazie

in tutti i luoghi e tutti i tempi.

 Mettiamo un termine al tempo

e rendiamoci presenti al presente.

 Il Fuoco è il presente che brucia e brilla,

è il sacrificio di ciò che brucia,

il calore della Vita e la Gioia degli occhi.

E' la morte delle cose morte

e il loro ritorno alla Vita,

l' apparenza che si consuma

e la sostanza che appare.

 Cantiamo Gloria nella lingua del Fuoco,

evidente e chiara a tutti gli uomini.

 A voi, gente che passate

sulla strada dei Quattro Venti,

entrate nel cerchio e dateci la mano.

Soffia su di noi, Spirito Eterno,

perché la nostra preghiera salga in fiamma…

Estratto da…

Preghiera del Fuoco Comunità del' Arca 

141

Felicità

 

La felicità è un atteggiamento mentale che nasce dalla semplice determinazione di essere felice in tutte le circostanze esteriori. La felicità non sta nelle cose, o nelle conquiste terrene. Essa è l'oro luccicante della nostra natura interiore sepolto sotto il fango dell'esteriore desiderio dei sensi.

Quando saprai che niente all'infuori di te può colpirti, nè il fallimento, nè l'incomprensione degli altri, allora tu saprai di aver trovato la vera felicità.

 Decidi fortemente di tenere questa fiamma sempre accesa nel tuo cuore.

J. Donald Walters

142

I due lupi

 

 

Un vecchio indiano Cherokee è seduto di fronte al tramonto con suo nipote, quando d'improvviso il bambino rompe l'incanto di questa contemplazione e rivolge al nonno una domanda molto seria per la sua età.

"Nonno perchè gli uomini combattono?"

 

Il vecchio con gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la

notte, parlò con voce calma: "Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perchè lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."

"Quali lupi nonno?" "Quelli che ogni uomo porta dentro di sé".

Il bambino non riusciva a capire, ma attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva

lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine il vecchio, che aveva dentro sé la saggezza del tempo, riprese con tono calmo.

"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo, vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso

orgoglio, bugie, egoismo."

Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena

detto.

"E l'altro?"

"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede"

Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.

"E quale lupo vince?"

Il vecchio cherokee si girò a guardarlo e rispose con i suoi occhi puliti.

"Quello che nutri di più".

Racconto Cherokee

143

Il guerriero della luce

 

 

(...) Un Guerriero della Luce è colui che è capace di comprendere il miracolo della Vita e di lottare fino alla fine per qualcosa in cui crede. (...)

(...) Un Guerriero della Luce condivide il proprio mondo con coloro che ama. Cerca di esortarli a fare ciò che desidererebbero, ma che evitano per mancanza di coraggio.

In quei momenti, compare l'Avversario con due tavole in mano.

Su una è scritto: "Pensa di più a te. Riserva per te stesso le benedizioni, o finirai per perdere tutto."
Sull'altra si legge: "Chi sei tu per aiutare gli altri? Riesci forse a vedere i tuoi difetti?"

Un Guerriero sa di avere dei difetti. Ma sa anche di non poter crescere da solo, e di non poter allontanarsi dai compagni.
Allora scaglia le due tavole per terra, pur pensando che contengono un fondo di verità. Le tavole diventano polvere, e il guerriero continua a esortare chi gli sta vicino. (...)

 

Considerazioni personali:

Il Guerriero della Luce sente di avere un compito ben preciso:

divulgare agli altri Pellegrini Viandanti sul Sentiero, le Perle di Saggezza trovate e raccolte lungo il suo Cammino.

Il suo compito è quello, la sua Missione passa attraverso la condivisione.

Ma si ferma lì, non va oltre.

Il Guerriero della Luce non deve convincere nessuno della validità di ciò che afferma nella sua condivisione…

gli altri Fratelli Viandanti sono liberi di accogliere o rigettare quanto lui dice.

Al Guerriero della Luce non importa cosa ne faranno gli altri Viandanti delle sue parole e dei suoi esempi…la sua Missione consiste solo nella divulgazione e condivisione.

Il Guerriero della Luce sa bene che le sue parole avranno diverso destino: qualcuno le calpesterà, qualche altro le deriderà, altri le custodiranno e ne faranno tesoro.

Chi si spinge oltre, cercando di convincere gli altri di ciò che afferma, non potrà mai considerarsi un Vero Guerriero della Luce.

 

(da:"Manuale del Guerriero della Luce" di Paulo Coelho )

http://lucideimaestri.altervista.org

144

Gridare o sussurrare

 

Un giorno, un Maestro indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il Maestro.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo.

 

E il Maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?”

Varie altre risposte furono date, ma nessuna convinse il Maestro.


Allora egli esclamò:“Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”


Infine il Maestro concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

 
145

ALESSANDRO MAGNO

 

Sul punto di morte Alessandro Magno convocò i suoi generali e dettò loro le sue ultime

tre volontà:

1 – Che la sua bara fosse trasportata sulle spalle dai medici del tempo.

2 – Che i tesori che aveva conquistato (oro, gioielli e quanto altro) fossero sparsi sulla

strada verso la tomba.

3 – Che le sue mani fossero lasciate penzolare fuori dalla bara alla vista di tutti.

Uno dei generali, perplesso per le insolite volontà, chiese ad Alessandro quale fosse il

motivo!

Alessandro Magno rispose:

1 – Voglio che siano proprio i medici a trasportare il mio feretro per dimostrare che

non hanno potere di guarigione davanti alla morte.

2 – Voglio il suolo ricoperto dai miei tesori per ricordare che i beni materiali quì

conquistati, quì restano.

3 – Voglio le mie mani al vento, perché la gente veda che veniamo a mani vuote e a

mani vuote andiamo via. 
146

Inte rvista a Dio.

 

 

E così vorresti intervistarmi chiese Dio?

"Se ne hai il tempo" risposi io

Dio sorrise:

"Il mio tempo è l'eternità"

"Che domande hai in mente per me?"

"Che cosa ti sorprende di più degli uomini?"

Dio rispose:

"Che si stancano di essere bambini,hanno fretta

di crescere e poi....vorrebbero tornare bambini!"

"Che perdono la loro salute per fare soldi e poi

perdono i loro soldi per riacquistare la salute"

"Che pensano con ansia al futuro,

dimenticando il presente; così che non

vivono nè il presente nè il futuro."

"Che vivono come se non dovessero morire mai

e muoiono come se non avessero mai vissuto"

La mano di Dio prese la mia,e rimanemmo in

silenzio per un pò.

E dopo io chiesi:

"Quali sono le lezioni della vita che vuoi dare

ai tuoi figli?"

Dio rispose con un sorriso:

"Voglio che imparino che non possono costringere

nessuno ad amarli. Ciò che possono fare è amare

senza riserve e lasciarsi amare."

"Voglio che imparino che non è bene paragonarsi

agli altri.

Che la persona ricca non è quella che guadagna di più,

ma chi ha bisogno solo dell'essenziale"

Imparino a dimenticare praticando il perdono.

Sappiano che ci sono persone che li amano profondamente,

ma semplicemente non sanno come esprimere o mostrare

i loro sentimenti.

Imparino che due persone possono osservare la stessa

cosa ma vederla in due modi diversi"  

"Grazie per il tuo tempo dissi io umilmente"

"C'è qualcos'altro che vuoi che i tuoi figli sappiano?"

Dio sorrise e disse:

"Sappiano che sono qui"

"SEMPRE"

147

La legge delle 12 P e 2 A

 
  • PRIMA

  • PENSA

  • POI

  • AGISCI

  • PERCHE'

  • AZIONE

  • POCO

  • PENSATA

  • PRIMA

  • POI

  • PUO'

  • PRODURRE

  • PERENNI

  • PENTIMENTI

 
148

La vera natura

 

Uno studente  si recò dal suo maestro Zen, afflitto perchè gli accadeva di essere preda di collere irrefrenabili. Non era degno di uno studente zen  essere preda di collere irrefrenabili. Non era degno di uno studente zen cedere alle passioni, perciò chiese consiglio al maestro. Il maestro gli chiese allora di fargli vedere uno degli attacchi terribili di collera che descriveva.

"Ma maestro, non sono cose che posso mostrare ora. Mi capitano all'improvviso, senza che me ne renda conto." rispose lo studente.

"Se è così, allora non è la tua vera natura, altrimenti potresti mostrarmi la collera in ogni istante. Non è la natura che ti ha assegnato tua madre alla nascita, nè te l'ha passata in eredità. Ora che cosa mi dici?"

Lo studente comprese

Alle volte siamo schiavi di sentimenti e passioni che pensiamo ingovernabili. Ma non sono la nostra vera natura. Basta quindi far riferimento al nostro vero essere per trovare soluzione a molti atteggiamenti erronei.

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