"La Montagna è là dove finisce il pane e incominciano i necci". Il detto, che segnala l’onnipresenza sulla tavola di una sorta di focaccia fatta con la farina di castagna, ci dice in realtà qualcosa di più di una condizione alimentare. Ci indica la radicale diversità del vivere in montagna rispetto ad altri territori. Ma dietro la farina di castagna, diventata una cifra assoluta della condizione del montanaro fino agli anni ‘50 del Novecento, ci sono una complessità di saperi, culture, rappresentazioni della realtà, che spesso variano da paese a paese e che servono a declinare il vivere della gente di montagna. Il museo dell’Appennino Pistoiese di Rivoreta (Comune di Cutigliano) , propone un viaggio nella vita della gente di questo territorio, dalla modernità ai giorni nostri. Lo fa in un modo nuovo. Sollecitando innanzi tutto il visitatore a calarsi nella dimensione del fare con le mani che nelle società pre-industriali significa soprattutto pensare con le mani. Gli oggetti sono poi inseriti in un percorso (visitabile anche da non vedenti attraverso la tecnologia innovativa Walk-Assistant) fatto di suggestioni, di evocazioni e di suoni perché si vogliono rappresentare idee e procurare emozioni. All’interno del museo è allestito il All’interno del museo è allestito ilLaboratorio del giocattolo, che invita il visitatore a sperimentare la propria fantasia e la propria manualità, costruendo direttamente e con materiali poveri semplici giocattoli.Ma il cuore del museo è nel rapporto con il paese che l’ha voluto e che ogni anno ripropone saperi tecnici e pratiche della vita della Montagna durante la Giornata del museo vivente ( Museo Vivente) (ultima domenica di luglio) e durante la Fiera dei saperi (mese di Giugno) "Mani che resistono nell'era di internet".
Orario di apertura del Museo della Gente dell’Appennino pistoiese di Rivoreta Da Marzo a Luglio Sabato e Domenica 10.30-12.30/16.00-18.00 Da settembre a Dicembre 10.30-12.30/15.00-17.00 Agosto tutti i giorni 9.30-12.30/16.00-18.00
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La memoria e la passione della gente infatti garantiscono una ricerca e una conoscenza continua. Il metato, la costruzione in pietra per l’essiccazione delle castagne, è il primo dei documenti recuperati e restituiti dal paese ai visitatori del museo.Nella Valle di Orsigna, la cooperativa Val d’Orsigna ha ristrutturato e reso attivi vari edifici con cui trasforma i frutti del bosco: un metato, per seccare le castagne e un molino, il Molino di Giamba, a due palmenti andante ad acqua, costruito nel 1820. e recentemente restaurato. A monte del molino in un altro edificio storico sono esposti per la vendita prodotti tipici locali. Nei castagneti vicini si sperimentano nuove tecniche di coltivazione e trasformazione della castagna. |
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Sempre in Val d’Orsigna è stata ripristinata a scopi didattici l’antica “Via del carbone”.
Provincia di Pistoia 057VISITE GUIDATE SU PRENOTAZIONE:0573-490101, OPPURE Ufficio Cultura3-368013
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