Italian English French German Portuguese Russian Spanish

 

  •  PERCORSO PREISTORICO

1.      Strette di Cocciglia ( tracce della presenza dell’uomo del Paleolitico superiore ( 12.000 anni fa )

2.      Sulla destra sopra l’abitato di Ponte a Maggio , ponte romano, esiste una cavità naturale detta Grotta delle Campane, furono effettuati scavi nel 1960

3.      Ad Albereta, vicino a Montefegatesi, tra il 1925 e 1930, sono state scoperte tombe Liguri del VIII secolo a.c.,risalenti all’età del bronzo e del ferro, di cui l’unico reperto rimasto ( una pietra con iscrizioni ), è conservato a Lucca nel Museo Nazionale di Villa Guinigi.

4.      Sul Monte Prato Fiorito, il ritrovamento di alcuni resti murari, sotto la chiesa di S.Cassiano di Controne, e di una particolare pietra a Casoli, ha aperto delle ipotesi, che si trattasse di antiche vestigia di templi pagani e di pietre sacrificali..

5.      Al Ponte Nero a pochi mt. dalla statale per l’ Abetone sulla riva destra della Lima , esiste la Grotta Macalloni ad est dell’ abitato di Casoli, periodo dal Paleolitico all’età del ferro

6.      Presso Casoli, carboniera degli ossi del Paleolitico Medio.



  •  I LIGURI

Indubbia è l’appartenenza della Val di Lima all’area culturale ligure, come dimostrano le tombe a cassetta della necropoli di Montefegatesi. Una prima tomba fu scoperta casualmente nel 1929 in località Albereta

Verso il monte Prato Fiorito, altre furono scoperte nel 1932 e nel 1933, per cui ciò confermò che le rombe facevano parte di una necropoli abbastanza vasta sui pianori dell’ Albereta, attribuita al III-II secolo a.c.


 

 

  •  I CELTI

Il complesso litico di Casoli fa pensare alla presenza nella zona dei Celti per l’esistenza di un calendario solare celtico.

Il complesso, che si trova ai piedi di un tratto diruto della cinta muraria interna dell’ antica rocca, è costituito da due elementi: una pietra calcarea, lavorata dall’uomo, avente la forma di un tronco di piramide a base quadrata sovrastato da un tronco di cono, la cui superficie superiore, leggermente obliqua, ha un diametro di circa un metro; uno spuntone di roccia di pianta semicircolare, posto proprio di fronte alla pietra verso sud, lungo circa m.2, largo circa un metro ed alto circa i,5 m, scavato nella parete che guarda la pietra, quasi a forma di due sedili congiunti..

Recentemente è stata avanzata l’ipotesi che il manufatto fosse un calendario astronomico celtico. Sia la pietra sia lo spuntone sedile recano una serie di fori, senza alcun dubbio praticati dall’uomo, destinati ad accogliere dei pioli di legno o di metallo. La disposizione dei fori non risulta casuale ma appare effettuata in base a precisi orientamenti, così da indicare ,ad esempio, il tramonto del sole al solstizio d’inverno, il sorgere ed il tramonto del sole al solstizio d’estate, oppure la posizione della stella polare. Il complesso, unico in Italia non dovrebbe essere anteriore al IV secolo a.c..

Altre importanti testimonianze sono le numerose coppelle che si rinvengono scavate nei massi di calcare che affiorano dal terreno. Una coppella di cm.30 per 25 e 8 cm di profondità forma la base di alcune incisioni rupestri sul pavimento della Grotta Murata, una cavità situata in località Sevilucchio. Interessantissimo il ritrovamento d’incisioni serpentiformi di dimensioni diverse. La più grande di circa m1 per m1,5, probabilmente trattasi di raffigurazioni della dea serpente, divinità indoeuropea.


 

 

  •  PERCORSO ROMANO

La viabilità più antica attraversava, per evitare le imboscate dei nemici, le regioni più alte: il sentiero preromano, giungendo dall’Appennino, toccava Vico Pancellorum, Cocciglia e Palleggio, risalendo nella Controneria e scendendo poi a Corsena.

Un’altra via, valicata la Foce del Giovo, si divideva in due rami : uno attraversava la Fegana ed arrivava a Calavorno, mentre l’altro passava da Montefegatesi raggiungendo il Bagno Caldo di Corsena.

L’altro sentiero importante era quello che univa Crasciana e Casabasciana con la Val di Nievole, con le Pizzorne e la piana di Lucca.

 1.      Presso Montefegatesi, nella zona del Cassero, furono rinvenute nel  1742 discrete quantità di monete d’ oro dell’ imperatore Giustiniano, risalenti al VI secolo d.c.

2.      Ad Anchiano fu ritrovata un urna sepolcrale che reca un’ iscrizione latina..

3.      A San cassiano di Controne furono ritrovate medaglie, monete ed un’olla piena di ambra.

4.      Nel territorio di Lucchio sono stati trovati frammenti di ceramica di epoca repubblicana

5.      Vicino a Casoli, in località Solco del Monte, in una cavità chiamata Grotta della Piella, sono stati recuperati frammenti di ceramiche risalenti al III secolo a.c., insieme a monete e oggetti di bronzo.

I nomi di alcuni paesi indicavano le distanze miliari della Val Clodia, ad esempio “ Diecimo “ ; oppure presero il nome dei loro colonizzatori, ad esmpio Brandeglio da “ Blandilius “, Palleggio da “Panuleius “, Vetteglia da “ Vettilius “, Casabasciana da “ Bassius “ , Crasciana da “ Carsius “.


 

  • PERCORSO ETRUSCO

Al di sotto delle strapiombanti pareti del Monte Penna, si apre l’ ingresso, molto suggestivo della Grotta delle Fate, o Buca di Castelvenere.

La grotta riporta testimonianze della presenza o del passaggio nel V° secolo a.c. degli Etruschi, sono stati trovati al suo interno degli idoletti votivi in bronzo.


 

  •  I LONGOBARDI

Vicino a Casoli nella grotta chiamata Grotta Murata sono stati scoperti alcuni frammenti di ceramica a filettatura orizzontale databili al V-VIII secolo . E’ presumibile che la grotta fosse usata come rifugio al tempo dell’invasione longobarda. Ma la documentazione più importante è quella ritrovata  lungo la via che sale verso la sommità dell’abitato, in una costruzione semidiruta, in quello che originariamente era lo spigolo di un muro, qui  vi è l’unico esempio d’iscrizione longobarda sino ad oggi conosciuta nell’Italia centrale. I caratteri sono gotici ma la fonetica e morfologia si ritiene longobarda

 

Pin It