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La Provincia di Lucca rappresenta uno dei territori più ricchi di tradizioni popolari nel panorama italiano: conserva un patrimonio di memorie, di racconti, di miti, di eventi spettacolari, di rappresentazioni sacre e profane.

E’ un patrimonio in gran parte affidato alla memoria di persone che hanno vissuto il passaggio dalla società agricola a quella industriale e postindustriale, da una società povera ad una società a forte sviluppo economico, da una società di emigrazione ad una società di immigrazione.

La presenza di numerose. Significative raccolte di cultura materiale, create grazie alla competenza ed alla passione di singoli studiosi, di gruppi di cittadini, in un tessuto associativo ricco e vitale, esprime l’assunzione della responsabilità di mantenere in vita questo patrimonio.  

 

 A   Colognora di Pescaglia si è capito che la consuetudine millenaria di una popolazione intorno ad una perenne sorgente di vita, il castagno, meritava amore, ricerca, volontà di raccogliere tutto ciò che si stava perdendo, che bisognava fare delle classificazioni, mettere ordine fra oggetti e strumenti talora ricercati e raffinati, accorparli secondo criteri che non esulassero dalla realtà locale e dai suggerimenti che essa poteva fornire, creando una ricca sintesi di ciò che il castagno ha sempre rappresentato per la popolazione della zona

Nei camini bruciavano i ciocchi, nei fornelli il carbone; le famiglie potevano scaldarsi come volevano e vivere così i rigori dell’inverno. Bollita nell’acqua o arrostita sul fuoco la castagna costituiva un invito per quanti amavano festeggiare gli ultimi raccolti e l’arrivo dell’autunno con il vin nuovo e i frutti della selva.

Se trasformata in farina rivelava poi ogni sua virtù: diveniva pane, calore, dolcezza fragrante, energia, profumo di casa. Per questo gli antichi le affidarono ogni giorno il compito di rendere la tavola saporita e fumante.

Una storia quella del castagno che non finirà mai di essere raccontata, in particolare a Colognora di Pescaglia dove la tradizionale coltura è perpetuata dalla presenza di numerose selve e dal Museo che di questa pianta fa il suo motore e la sua ragione di essere.

La medesima cosa si può dire del centro abitato e della vicina campagna, coinvolti a rispettare come un tempo  la presenza dei mulini, dei metati e delle capanne di paglia.  


Superata Bagni di Lucca si devia sulla destra verso Castelnuovo Garfagnana, da dove si sale in direzione S.Pellegrino in Alpe. Il museo è una delle più importanti raccolte di oggetti di cultura materiale del Centro Italia, creata con una lunga e costante opera da Don Luigi Pellegrini allo scopo di testimoniare, attraverso oltre 4000 oggetti esposti, aspetti ormai quasi completamente scomparsi della civiltà rurale della Valle del Serchio e dell’Appennino tosco-emiliano. Il percorso espositivo è articolato in 14 sale in cui sono illustrati aspetti del lavoro contadino e pastorale, sono ricostruiti ambienti della casa rurale oltre che ambiti di lavoro propri delle attività domestiche ed artigiane.

  • ORARIO DI APERTURA: 1° aprile – 31 maggio      9 – 12 ; 14,00 - 17

                                                      1° giugno – 30 settembre 9 – 13 ; 14,30 - 19


   CASA PASCOLI

 Superata Bagni di Lucca, in direzione Lucca, si incontra sulla destra l’incrocio con l’indicazione per Barga, arrivati a Barga, dove si può fare una tappa molto interessante, si prosegue per Castelnuovo Pascoli.

La villa di campagna dei Cardosi-Carrara, situata ai  Capioni di Castelvecchio, è la sistemazione che Giovanni Pascoli scelse come residenza nel 1895 e che da tempo cercava. Il poeta venne in valle del Serchio paago di aver trovato “una bicocca con attorno un po’ di orto e di selva”, in una vallata suggestiva e riservata. La casa conserva la struttura, gli arredi, la disposizione degli spazi, che aveva al momento della morte di Giovanni Pascoli avvenuta a Bologna il 6 aprile 1912 a 56 anni.

  • ORARIO VISITE: 9 – 12 ; 14 – 19             Tel. 0583766147 

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